Da venerdì 9 gennaio approderà in radio il quinto singolo estratto dal dodicesimo lavoro in studio di Giorgia, “G”, già al primo posto delle classifiche di vendita: una nuova tappa del percorso artistico che ha segnato la rinascita dell’artista.

Sarà in rotazione radiofonica da venerdì 9 gennaio “Corpi celesti”, il nuovo singolo di Giorgia, estratto da G, l’album pubblicato nel novembre 2025 che ha scandito un anno particolarmente intenso sul piano discografico per la cantante romana. Il brano rappresenta il quinto estratto ufficiale del progetto e segna l’avvio del 2026 musicale dell’artista, dando continuità a un lavoro che ha accompagnato le diverse fasi creative dell’ultimo periodo.

G è il dodicesimo album in studio di Giorgia e arriva a quasi tre anni di distanza dall’uscita del precedente progetto discografico. Pur non configurandosi come un concept album in senso canonico, il disco trova una solida coesione interna in un elemento centrale e dichiarato: l’identità dell’artista. Il lavoro si sviluppa come un racconto articolato che restituisce il ritratto di una Giorgia consapevole, impegnata in una fase di rinnovata esplorazione musicale e interpretativa, in cui la ricerca sonora si intreccia a una riflessione personale e professionale.

In questo contesto si inserisce “Corpi celesti”, un brano che prosegue il percorso avviato dai singoli “Niente di male”, “La cura per me”, “L’unica” e “Golpe”. La canzone porta la firma di Alex Andrea Vella, Federica Abbate e Nicola Lazzarin e si muove lungo una scrittura attuale, costruita per valorizzare una linea melodica ampia e una struttura narrativa incentrata sull’intimità del legame e sulla dimensione emotiva condivisa. Il testo utilizza l’immagine dei corpi celesti come metafora di due individualità sospese, capaci di brillare anche nel buio, mantenendo una tensione costante tra fragilità e resistenza.

Dal punto di vista sonoro, “Corpi celesti” si inserisce con coerenza nel mosaico di G, contribuendo a definire un album che attraversa registri differenti ma riconducibili a una visione unitaria. La voce rimane l’elemento cardine dell’impianto espressivo, accompagnata da una produzione che privilegia equilibrio e chiarezza, lasciando spazio al racconto senza sovraccarichi formali.

“Corpi celesti” di Giorgia

Testo di “Corpi celesti” di Giorgia

Autori: Alex Andrea Vella, Federica Abbaste, Nicola Lazzarin
Etichetta: Sony

Abbiamo disegnato solo con la nostra voce
I colori e i confini della notte
Diamo meno di domani e più di ieri
Questa vita, a volte, è vero, va troppo veloce
Forse ci sconvolge
E ribalta, capovolge

Tutto quello che sai
E quante volte ancora finirò nei guai?
Okay, lo dico qui, ma resta tra di noi
Che, prima di te, io non ho avuto mai
E poi mai, fino a qui, il coraggio di

Cadere all’indietro
Di buttare tutte le certezze che avevo
E non può spaventarmi più niente di meno
Di meno del cielo
Ma se si spegne tutto, noi
Brilliamo nel buio
Come corpi celesti

Alla fine io te, alla fine io e te, siamo pari
Ci proviamo, ma poi, non ci riusciamo mai a sembrare normali
Alla fine io te, alla fine io e te, siamo uguali
E anche tu vorresti dimenticare

Tutto quello che sai
E quante volte ancora finirò nei guai?
Okay, lo dico qui, ma resta tra di noi
Che, prima di te, io non ho avuto mai
E poi mai, fino a qui, il coraggio di

Cadere all’indietro
Di buttare tutte le certezze che avevo
E non può spaventarmi più niente di meno
Di meno del cielo
Ma se si spegne tutto, noi
Brilliamo nel buio
Come corpi celesti

Sospesi nell’aria
Anche se ci sentiamo persi
Dentro i nostri due universi
Siamo corpi celesti
Quando nessuno ci guarda
E se si spegne tutto, noi
Brilliamo nel buio

Ma dimmi
Se non parlassi, nemmeno sapresti capirmi?
E in mezzo a tutto il rumore che c’è, puoi sentirmi?
Appesi ad un filo di voce, se vuoi
Balliamo nel buio, che
Non ho paura

Di cadere all’indietro
(Oh-oh-oh-oh-oh-oh-oh-oh-oh, oh)
E non può spaventarmi più niente di meno
Di meno del cielo
Ma se si spegne tutto, noi
Brilliamo nel buio
Come corpi celesti

Sospesi nell’aria
Anche se ci sentiamo persi
Dentro i nostri due universi
Siamo corpi celesti
Quando nessuno ci guarda (ah)
E se si spegne tutto, noi

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