Il terzo album del cantautore irlandese si sviluppa tra folk contemporaneo, pop orchestrale e suggestioni ambient, intrecciando memoria personale, identità territoriale e una riflessione sonora sulla continuità artistica. Una nuova, riuscita opera per Dermot Kennedy.

Con “The Weight of the Woods”, terzo lavoro in studio pubblicato dopo “Without Fear” (2019) e “Sonder” (2022), Dermot Kennedy prosegue un percorso discografico che si articola lungo coordinate ormai riconoscibili, ma che in questo capitolo trova una nuova centralità tematica e simbolica. Il progetto nasce a partire dall’estate del 2024 e si presenta come un’opera fortemente radicata nella dimensione personale e geografica dell’artista.

L’album prende forma tra Nashville e l’Irlanda, in collaborazione con il produttore Gabe Simon, già coinvolto nel successo di “Stick Season” di Noah Kahan. L’immaginario naturale — in particolare quello boschivo, evocato sin dal titolo e dalla copertina — assume una funzione strutturale, diventando matrice narrativa e simbolica. Il riferimento esplicito ai paesaggi tra Dublino e Kildare, così come la presenza di tracce quali “Sycamore”, contribuisce a definire una poetica che intreccia appartenenza territoriale e introspezione.

L’apertura è affidata a “The Weight Of The Woods (Reprise)”, costruita su un impianto corale di matrice gospel che introduce immediatamente una tensione tra caduta e ritorno, tra perdita e recupero di un centro identitario. Il successivo sviluppo del disco mantiene questa traiettoria, alternando momenti di costruzione orchestrale a passaggi più rarefatti, nei quali la voce di Dermot Kennedy — elemento centrale dell’intero progetto — assume una funzione narrativa primaria.

Honest” si muove lungo coordinate folk, con una progressione ritmica che richiama una dimensione di viaggio e ricerca, mentre “Refuge” e “Funeral” si collocano in una zona più esplicitamente balladistica, strutturando un discorso sulla resilienza e sull’elaborazione del passato. In particolare, “Funeral”, già anticipato come singolo, tematizza la necessità di superamento e trasformazione, inscrivendosi in una linea narrativa che attraversa l’intero album.

“Funeral” di Dermot Kennedy

The Weight of the Woods” si caratterizza per una scrittura che oscilla tra dimensione autobiografica e rielaborazione di esperienze indirette, spesso legate alla cerchia più prossima dell’artista. Tale approccio contribuisce a costruire una narrazione plurale, nella quale la voce autoriale si fa tramite di vissuti condivisi.

La sezione centrale del disco introduce variazioni più marcate sul piano dinamico e timbrico. “Endless” si sviluppa come una ballata pianistica a crescita progressiva, mentre “Turnstile” amplia il perimetro sonoro verso soluzioni che richiamano l’indie rock, mantenendo tuttavia una coerenza con l’impianto emotivo generale. “Blue Eyes”, costruita su un registro più sommesso, privilegia una dimensione intima e raccolta, enfatizzando la componente vocale.

T7R3G47AGBBIVD5LRYG6DL33TQ
“The Weight of the Woods” di Dermot Kennedy

L’intero lavoro si muove in equilibrio tra continuità e variazione rispetto alla produzione precedente. Se da un lato permane una forte adesione a strutture melodiche riconoscibili e a una scrittura orientata alla ballata pop, dall’altro emergono tentativi di ampliamento del linguaggio sonoro attraverso inserti ambient, suggestioni folk più marcate e occasionali aperture verso una dimensione più sperimentale.

Di certo, in “The Weight of the Woods” si riafferma la centralità della voce e della scrittura di Dermot Kennedy all’interno di un contesto produttivo sicuramente stratificato, in cui l’elemento emotivo e quello paesaggistico convergono nella costruzione di un racconto coerente. L’album è segno di una continuità che privilegia la riflessione sulla propria identità, mantenendo un dialogo costante tra dimensione privata e proiezione pubblica. Un album convincente, appassionante.

LEGGI ANCHE:

Ideatore e fondatore di 4quarti Magazine. Scrittore e giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. A dicembre 2023 pubblica "Nudo", il suo primo libro. «Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume».

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *