Il 6 marzo è uscito su tutte le piattaforme digitali “Cosa resterà di noi”, il nuovo album dei Caspio. Un lavoro intenso e autentico che intreccia introspezione e energia rock, dieci tracce tra cadute e rinascite che raccontano le ansie e le contraddizioni di una generazione alla ricerca di senso e appartenenza.
Il 6 marzo segna l’arrivo di “Cosa resterà di noi”, il nuovo album dei Caspio, pubblicato da V4V Records. L’opera si propone come un diario emotivo della contemporaneità, dieci tracce che alternano esplosioni rock a momenti di silenzio meditativo, offrendo uno specchio generazionale in cui riconoscersi. Il progetto mette in primo piano fragilità, desideri e prese di coscienza, raccontando attraverso un linguaggio diretto e immagini incisive il percorso tra cadute e risalite, addii e ritorni, perdite e nuove possibilità.
Secondo Giorgio Di Gregorio, voce e autore del progetto, “Cosa resterà di noi è una domanda sospesa tra la fine e il ricominciare, tra le cose che ci portiamo dietro e quelle che lasciamo andare”. Il disco si sviluppa come una riflessione sulla generazione attuale, disillusa ma ancora alla ricerca, capace di trasformare la fragilità in strumento di introspezione e autenticità.
Il sound del disco si muove su un terreno consapevolmente ruvido e vivo: un rock contemporaneo che non teme di lasciare respirare il silenzio tra i suoni, alternando momenti di tensione a passaggi più intimisti. I brani si snodano come fotogrammi di coscienza: Cambiare apre l’album con una riflessione sul movimento e l’ineluttabilità del cambiamento; Forse è tardi esplora il tempo perso con malinconica lucidità; Ti manca l’aria racconta il peso della quotidianità e le gabbie emotive in cui ci si può sentire intrappolati; Un ultimo sguardo chiude i cicli di passato e memoria. L’album prosegue con brani intensi come Naturale, Dimmelo adesso, Iniziamo da noi, Non restare qui, fino al suggestivo finale di Ma tu ci pensi mai?, che lascia un’eco di interrogativi sospesi.

L’album è registrato presso il Gatto Elettrico Studio di Rivolto (UD), prodotto da Di Gregorio e Nicolas Morassutto, mixato da quest’ultimo e masterizzato da Tommaso Benedetto. La line-up attuale della band vede, oltre a Di Gregorio, Enrico Muccin alla chitarra, Riccardo Roschetti al basso e voce e Nicolas Morassutto alla batteria e voce. Arricchiscono l’album contributi esterni come il violoncello di Antonio Merici, il contrabbasso di Carlo De Biaggio e la partecipazione di Ivo Bucci dei Voina in Come me e te. L’artwork è curato da Arianna Puccio per Studio Cemento, con fotografie di Pietro Bettini.
Cosa resterà di noi è anche il riflesso della maturazione artistica dei Caspio, progetto nato come solista di Giorgio Di Gregorio e cresciuto dal Friuli-Venezia Giulia fino a consolidarsi in formazione stabile. Dopo l’esordio Giorni Vuoti (2019) e l’EP fugit (2021), il gruppo ha progressivamente abbracciato un rock più diretto e viscerale, con influenze anni ’90 (Smashing Pumpkins, Nirvana, Pixies, Radiohead), anticipato dall’album Noi che viviamo in un mondo perfetto (2024) e dai singoli Cinico, Questa sera, Normali, Arrendersi.
Il percorso live dei Caspio è parte integrante della loro identità sonora: tra il 2024 e il 2025 la band ha condiviso palchi con Voina, Vintage Violence, Stegosauro, Bachi da Pietra, Kalpa e HARAM!, affinando un impatto scenico capace di essere restituito fedelmente in Cosa resterà di noi.
La presentazione live dell’album dei Caspio è già programmata con prime date confermate: il 13 marzo all’Astro Club di Fontanafredda (PN) con Sick Tamburo, il 14 marzo all’ARCI CRAL di San Vito al Tagliamento (PN), il 21 marzo al Wishlist di Roma, il 17 aprile al Round Midnight di Trieste e, in maggio, al LZO Brewery SBA.LZO di Conegliano (TV).




