Disponibile dal 13 marzo sulle piattaforme digitali il nuovo lavoro di Kalpa: l’artista torinese presenta dieci tracce che intrecciano postmodernismo, inquietudini sociali e ricerca sonora tra indie, trip-hop e alternative R&B.

Dal 13 marzo è disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale Post, il nuovo album di Kalpa, progetto artistico del cantautore e produttore Angelo Mallardo. Il disco, distribuito da Triggger, rappresenta il secondo capitolo discografico dell’artista dopo l’esordio con Manuale del piccolo ingrato e si articola in dieci tracce che esplorano una dimensione narrativa sospesa tra introspezione personale e osservazione critica del presente.

Il titolo dell’album rimanda direttamente al concetto culturale di “post-”, prefisso spesso associato ai movimenti artistici che nascono dal superamento di un linguaggio precedente pur mantenendone tracce e memoria. In questa prospettiva, Post si configura come un progetto costruito attorno all’idea di ricostruzione dopo una fase di esaurimento creativo e umano: un processo che implica la demolizione delle strutture precedenti per dar vita a una nuova grammatica espressiva.

All’interno dell’album, la scrittura si muove lungo una linea tematica che intercetta alcune delle tensioni più diffuse nell’immaginario contemporaneo: il rapporto con il lavoro, la percezione di una quotidianità segnata da una costante sensazione di crisi, la pressione sociale del successo e il sentimento diffuso della cosiddetta “sindrome dell’impostore”. Tuttavia, il filo conduttore più evidente è la ricerca di una forma di sincerità narrativa. Nei testi, frasi e frammenti si ripetono con andamento quasi rituale — “Detto da me, non so se sarà sincero”, “Lo sai che non è facile per me”, “Ho ancora un po’ di tempo per decidere” — costruendo una sorta di lessico emotivo ricorrente che attraversa l’intera tracklist.

La struttura musicale del disco riflette questa tensione interna attraverso un impianto sonoro caratterizzato da contrasti continui. Le chitarre, spesso abrasive e ritmicamente serrate, dialogano con arrangiamenti che alternano archi destrutturati e pianoforti più raccolti, mentre l’elettronica introduce trame sintetiche che ampliano la dimensione atmosferica delle composizioni. Il risultato è un equilibrio dinamico tra elementi organici e interventi digitali, dove l’impianto sonoro si muove tra post-punk, indie folk, alternative R&B e derive elettroniche più sperimentali.

L’intero album è stato scritto da Angelo Mallardo e prodotto dallo stesso Kalpa insieme a Novecento, che ha curato anche i mix del progetto. Il mastering è stato affidato a Matteo Bordin presso l’Outside Inside Studio, mentre l’artwork è stato realizzato dallo stesso Mallardo con fotografie firmate da Sebastiano Durì. Sul piano stilistico, la musica di Kalpa continua a svilupparsi lungo una traiettoria che intreccia melodie alternative lo-fi, ambient ed elettronica. In questo contesto emergono anche influenze legate al trip-hop e all’indietronica, che contribuiscono a definire un linguaggio sonoro ibrido e stratificato.

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“Post” di Kalpa

Il percorso artistico di Mallardo prende forma nei primi anni del decennio, con la partecipazione a X Factor nel 2021, dove raggiunge la fase dei bootcamp. Nel 2022 avvia una nuova fase di scrittura in lingua italiana e avvia una collaborazione produttiva con Alessandro “Sesto” Giorgiutti. Negli anni successivi l’artista inizia a consolidare la propria presenza dal vivo, esibendosi su palchi come quello del Reset Festival e condividendo il palco con diversi protagonisti della scena indipendente italiana, tra cui Cosmo, Il Mago del Gelato, okgiorgio e iako.

Il debutto discografico con Manuale del piccolo ingrato nel 2024 ha segnato il primo passo di questo percorso, seguito nel 2025 da importanti riconoscimenti nel circuito della musica emergente italiana, tra cui la semifinale al Premio Buscaglione e la finale del concorso Musica da Bere.

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