Il nuovo singolo di Artefatta, prodotto da Giacomo Greco (Inude), consolida la traiettoria della cantautrice tra Lecce e la scena elettronica italiana, anticipando il primo album con una scrittura simbolica e sonorità tra hyper-pop, UK garage e club culture.
È disponibile in streaming “Deperita”, nuovo singolo di Artefatta, progetto artistico della cantautrice Francesca Marchetti. Il brano, che segue l’esordio “FreddissiMAlinconia” pubblicato nel dicembre 2025, si inserisce nel percorso di avvicinamento al primo lavoro discografico previsto nel corso dell’anno, delineando con maggiore precisione coordinate estetiche e linguistiche del progetto.
Nato tra Lecce e una dimensione sonora che attraversa alternative pop ed elettronica, il progetto Artefatta si sviluppa lungo un asse espressivo che integra suggestioni club-oriented e una scrittura orientata alla scomposizione semantica. In “Deperita”, prodotto da Giacomo Greco (Inude), queste direttrici trovano una sintesi coerente: il tessuto sonoro si muove tra stratificazioni elettroniche, aperture hyper-pop e inflessioni UK garage, mantenendo una tensione costante tra impulso emotivo e costruzione formale.
Il brano si distingue per l’impianto testuale, costruito attorno a una metafora vegetale che attraversa l’intera narrazione. L’io lirico si definisce come organismo dipendente da un sistema esterno di nutrimento, all’interno del quale elementi associati alla crescita – foglie, radici, fertilizzanti, potature – vengono progressivamente svuotati della loro funzione originaria e ricodificati come strumenti di controllo e impoverimento. La trasformazione semantica agisce per slittamento: ciò che dovrebbe sostenere diventa progressivamente fattore di consumo.
Nel testo, immagini come “Mi dai da bere l’arsenico” o “fertilizzante di dolore” introducono una dimensione in cui il nutrimento assume connotazioni tossiche, mentre il riferimento a un “mondo elettrico” sotterraneo suggerisce uno spazio esistenziale privo di stabilità e radicamento. Il ritornello insiste su una condizione di permanenza ambigua – “Ci passerei la vita ma mi rendi deperita” – che sintetizza la tensione tra desiderio di restare e consapevolezza del deterioramento.
La scrittura di Artefatta si muove lungo un piano linguistico fluido, caratterizzato da una continua ridefinizione del significato attraverso il suono e l’accostamento di termini. Il singolo è stato presentato in anteprima live all’Ultra Cromo di Lecce, contesto coerente con la matrice elettronica e sperimentale del progetto. L’attività dal vivo, già avviata con il debutto al Fuck Normality, si conferma come elemento centrale nello sviluppo artistico della cantautrice.
Artefatta, pseudonimo di Francesca Marchetti (2002), nasce a Pietra Ligure e cresce a Massafra, sviluppando una formazione che integra canto e danze urbane, per poi proseguire con studi universitari in ambito artistico-musicale presso l’Università del Salento. Il progetto prende forma a Lecce attraverso la collaborazione con Giacomo Greco e Pierluigi Conte (Eropi), esplorando un perimetro sonoro che include alternative pop, elettronica, hyper-pop, drum and bass e techno.




