Il cantautore napoletano ha pubblicato ufficialmente il suo primo disco solista, un lavoro di dieci brani che intreccia la tradizione musicale partenopea con la Black Music e vede Sabba affrontare la perdita, l’identità e la possibilità di ricominciare.

Il dolore come esperienza individuale, la musica come strumento per attraversarlo e le radici culturali come punto di partenza per interpretare il presente. È lungo queste direttrici che si sviluppa “’A Verità”, il primo album solista di Sabba, nome d’arte del cantautore e polistrumentista napoletano Salvatore Lampitelli, pubblicato da Soundinside Records e distribuito da Believe. Dieci brani, nove inediti e una rilettura conclusiva, compongono un lavoro che mette in relazione canzone d’autore, Neapolitan Power e Black Music, con particolare attenzione alle matrici blues e soul.

Il disco arriva al termine di un percorso creativo segnato da una vicenda personale precisa: la perdita della madre, scomparsa a causa di un tumore dopo una malattia durata due mesi. Un lutto che ha accompagnato l’artista negli ultimi anni e che ha trovato nella scrittura una possibilità di elaborazione. Non si tratta, tuttavia, di un album esclusivamente autobiografico. A partire da un’esperienza privata, “’A Verità” allarga progressivamente lo sguardo alla solitudine, alle relazioni, agli errori individuali e alle tensioni della società contemporanea, fino a toccare la guerra, l’odio tra i popoli e il ruolo dei media nella costruzione dei modelli collettivi.

Dal lutto alla scrittura: il significato di “’A Verità”

Il titolo del disco è quello di un brano composto quando il percorso di scrittura era ormai avanzato. La canzone è nata per ultima tra le nove tracce inedite, ma ha assunto immediatamente una funzione centrale, tanto da dare il nome all’intero progetto. Il verso «’A verità forse nun te fa male chiù» ne riassume il nucleo: riconoscere ciò che è accaduto non significa cancellare il dolore, ma trovare un modo per conviverci e trasformarlo in consapevolezza.

La dimensione personale emerge con particolare evidenza in “Ma’”, primo singolo estratto, pubblicato il 4 settembre. È la prima canzone scritta per l’album e rappresenta l’origine di un processo creativo durato circa due anni. Qui la voce di Sabba si rivolge direttamente alla madre, cercando un segno della sua presenza e affidando alla musica il tentativo di dare forma a un’assenza. Il tema del ricominciare ritorna in diversi momenti della scaletta. In “Tra Milioni di Spose”, concepita come una sorta di presentazione dell’artista attraverso un flusso di coscienza, lo smarrimento e la paura del buio si confrontano con la possibilità di ritrovare una direzione attraverso la creatività.

“100 fiori” affronta invece il rapporto con gli errori e con il passato, suggerendo che la fragilità non debba trasformarsi in una condanna definitiva. In “Tira’ a Campa’”, nata dalle riflessioni esistenziali del coautore e produttore Paci Ciotola, l’idea della fine si apre alla possibilità di un nuovo inizio.

Sabba ph riccardo Piccirillo Foto 14

Il Neapolitan Power incontra blues e soul

Sul piano musicale, “’A Verità” si colloca nel solco della formazione di Sabba, legata alla tradizione del Neapolitan Power e alla capacità della musica napoletana di dialogare con linguaggi differenti. Il riferimento al blues diventa anche un legame culturale, costruito intorno alla possibilità di trasformare esperienze difficili in espressione artistica. Il napoletano, l’italiano e l’inglese convivono lungo la tracklist, contribuendo a definire un’identità musicale che non coincide con un’unica appartenenza linguistica.

È un percorso che l’album mette in relazione con la storia del blues e del soul, tradizioni musicali sviluppatesi anche attraverso esperienze di sofferenza e riscatto. “Darling”, per esempio, affronta la fine di una relazione e la necessità di tutelare la propria dignità, utilizzando ritmo e leggerezza come contrappunto alla delusione. Nel finale, il coro gospel accompagna una citazione di “Campagna” dei Napoli Centrale. In “Fenomeni”, invece, fiati e cori gospel sostengono una riflessione sulla frustrazione sociale.

Accanto al racconto del lutto e delle relazioni, “’A Verità” affronta questioni che superano la biografia dell’autore. “Guardame ’nfaccia” osserva la guerra e le conseguenze dell’odio tra i popoli attraverso lo sguardo di un bambino che immagina di rifugiarsi sulla Luna e tornare sulla Terra soltanto quando il dolore sarà finito. “Fenomeni” sposta invece l’attenzione sul sistema dell’informazione e sui modelli proposti dalla cultura mediatica contemporanea. Il brano prende di mira il modo in cui televisione e social network possono contribuire ad alimentare l’ostilità e a imporre figure considerate esemplari, dagli influencer agli opinionisti, fino ai personaggi che popolano le piattaforme digitali.

La produzione è affidata a Paci Ciotola, coautore dei brani insieme a Sabba, con l’eccezione della traccia conclusiva. Il lavoro coinvolge una formazione articolata, con batteria, basso, chitarre, pianoforte, Rhodes, organo, tastiere, percussioni, archi, fiati e un coro gospel. Le registrazioni si sono svolte presso Soundinside Records, a Frattaminore, e Musicology, a Napoli; mix e mastering sono stati curati da Andrea Giuliana allo Stereo8 Studio.

Sabba ph riccardo Piccirillo Foto 2
Sabba

Il tributo a Franco Del Prete e James Senese

La conclusione del disco è affidata a “’A Musica Mia Che R’e’”, unico brano non scritto e composto da Sabba e Paci Ciotola. Il pezzo, firmato da Franco Del Prete e James Senese, rappresenta un omaggio esplicito al Neapolitan Power e alla tradizione musicale che ha contribuito a formare l’identità artistica di Lampitelli. Storico batterista degli Showmen e autore e batterista dei Napoli Centrale, è da ricordare che Del Prete ha collaborato con Sabba nei Sud Express, progetto nel quale quest’ultimo ha lavorato come voce e chitarrista.

Nato artisticamente nella scena musicale napoletana, Salvatore Lampitelli ha costruito il proprio percorso attraverso collaborazioni, progetti collettivi e attività che spaziano dal canto alla chitarra, fino alla produzione musicale. Oltre all’esperienza con i Sud Express, ha collaborato con artisti come Daniele Sepe ed Enzo Gragnaniello e ha preso parte ai progetti “Capitan Capitone”, “Conosci Victor Jara?” e “Galactic Syndicate” con Sepe.

Nel 2017 ha vinto “The Winner Is” su Canale 5, programma nel quale ha anche duettato con Fausto Leali. Successivamente ha partecipato ad “All Together Now” come giudice del Muro degli Esperti ed è stato finalista a “New York Canta”. Nel 2020, con il progetto The Super4, è arrivato in finale a “X Factor Romania”, mentre nel 2022 ha preso parte al cast del Concerto dell’Epifania trasmesso da Rai 1. La sua attività dal vivo lo ha portato anche fuori dall’Italia, con tour in Romania, Giappone, Egitto, Moldavia e Azerbaigian.

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