Malika Ayane pubblica oggi “cicale”, il suo nuovo album di inediti – il primo per Carosello Recors – a cinque anni di distanza dall’ultimo progetto: dieci brani e «dieci mondi molto diversi tra loro» nati tra Milano, Parigi, Roma e, soprattutto, Berlino: «Qui ho trovato il mio posto nel mondo».
A cinque anni dall’ultimo progetto discografico, Malika Ayane torna con “cicale”, il nuovo album di inediti in uscita oggi per Carosello Records, in licenza a M.A.S.T./Believe. Dieci brani che arrivano dopo un periodo di scrittura articolato, sviluppatosi in città e contesti differenti e attraversato da collaborazioni dalle molteplici sfaccettature, fuggendo via dalla rigida necessità di ricondurre il progetto a un unico genere o a una precisa cifra sonora.
È un aspetto sul quale la stessa artista ha insistito durante l’incontro di presentazione con la stampa. «Ci sono delle canzoni scritte in momenti diversi, in città diverse, con persone diverse», ha spiegato, individuando nel progetto soprattutto «uno sguardo sulle cose»: fotografie di situazioni e stati d’animo, alcune più razionali, altre maggiormente emotive.
Il filo che tiene insieme l’intera struttura di “cicale” è quello di un disco che potremmo definire di “prospettiva”. Malika Ayane torna a interrogarsi sul tempo, tema che, come ha raccontato nella press preview, la accompagna ormai da anni, utilizzandolo come elemento attraverso cui osservare relazioni, cambiamenti, aspettative e forme differenti dell’età adulta.

“Cicale”, dieci brani e dieci mondi
La tracklist si apre con “finalmente”, in cui Malika Ayane riflette sulla difficoltà di trovare una posizione definitiva davanti alle cose. «Provo ad essere critica senza giudicare, vagare senza essermi smarrita», afferma l’artista nel presentare il brano, giocando anche sulla necessità di mettere punti, tanto sulle “i” quanto alla fine delle frasi. Segue “animali notturni”, già presentata al Festival di Sanremo e successivamente diventata uno dei brani attraverso cui il nuovo progetto ha iniziato a prendere forma.
Con “è andata così” il discorso si sposta sulle scelte, sugli errori e sulla consapevolezza che non esista un momento nel quale si possa essere certi di sapere cosa fare. Poi, “all’improvviso ci verrà da ridere” affronta invece l’emotività senza cercare necessariamente di razionalizzarla. Tra i brani più caratterizzati dalla collaborazione con un altro artista c’è “diversamente”, realizzato con Dargen D’Amico. Al centro c’è una frase che condensa il tema della canzone: «Cambiare ancora casa non è abbastanza per vivere diversamente». Un confronto tra narrazioni sia vorticose che dirette.
“detto tra noi”, il singolo attualmente in radio, porta invece nel disco una dimensione più malinconica. Il brano mette insieme il mare invernale, le luci dell’alba e il pensiero rivolto a ciò che viene dopo l’inizio di qualcosa. C’è poi “probabile”, canzone d’amore dedicata all’inizio di una relazione, quando l’entusiasmo non ha ancora preso il sopravvento sulla capacità di osservare le possibilità che la storia possa funzionare oppure no. Nel testo compare anche un riferimento a Paul Valéry e alla sua idea dell’amore come volontà di “dire ancora”.
Il tema dell’“ancora” ritorna esplicitamente in “come la prima volta”, dove la ripetizione viene messa in relazione con la possibilità di ritrovare nel tempo qualcosa della novità originaria. “una possibilità” invece, era già stata presentata durante i festival estivi. Un brano apparentemente leggero nel suono, ma attraversato da una riflessione meno spensierata. Chiude l’album “primavera in città”, definita dall’artista un divertissement.
Dalla moka alle città: come è nato il disco
Nel racconto della lavorazione di “cicale” offerto dall’artista, torna più volte un’immagine apparentemente ordinaria: la moka. Non soltanto per la sua presenza negli studi e nelle case dove sono state scritte le canzoni, ma come simbolo di una dimensione più informale della scrittura.
Malika Ayane ha raccontato di aver lavorato in diversi luoghi, tra cui Milano, Parigi, Berlino e Roma, incontrando autori e musicisti in contesti differenti. La moka è diventata così il punto di contatto tra studi di registrazione e cucine casalinghe, un elemento capace di rompere quella formalità che può accompagnare l’incontro tra persone che devono iniziare a scrivere insieme. Proprio Berlino ha un ruolo cruciale nel corso odierno della musica dell’artista, centro culturale dove oggi vive.
La prima volta che sono andata lì ero ragazzina, ero appena maggiorenne, e sentivo di non stare bene da nessuna parte, mi mancava sempre qualche cosa. Non mi sentivo mai realmente parte di nulla e la vivevo un po’ male. Quando sono arrivata a Berlino ho visto che c’era un sacco di gente “strana”, figa, e me ne sono innamorata. Poi ho deciso di andarci a vivere e mi sono trasformata un po’ in “sciura del centro”, vado anche a giocare a bocce con i signori sul canale. Ogni cosa, alla fine, può trovare il suo spazio e ascoltare se stessi non è mai qualcosa di sbagliato. Ho fatto tante moke anche a Berlino!
malika ayane
Un ruolo significativo nella costruzione complessiva dell’album è stato affidato a Giovanni Pallotti, che ha contribuito alla produzione e, secondo quanto raccontato da Ayane, anche alla definizione dell’ordine della scaletta, oltre che nella distribuzione di parte del lavoro produttivo tra gli stessi autori e musicisti coinvolti nella scrittura dei brani.
Buona parte degli autori, dei musicisti che sono intervenuti nella scrittura sono anche produttori, il che vuol dire che quando si parla di musica, dicendo che ormai è rovinata e plastificata di base, si sta dicendo una grande sciocchezza. C’è una conoscenza molto più ampia di tanti mondi, e quindi questa intuizione di Giovanni, di far avanzare i lavori, ha permesso di tenere ancora più viva l’identità di ognuno dei singoli brani nella sua autonomia, per poi concentrarci sul disegno di insieme.
malika ayane
«Abbiamo dieci mondi, comunque molto diversi tra di loro», ha spiegato Ayane, sottolineando come il progetto non sia stato costruito intorno a un genere unico o a una “bolla sonora assoluta”. A collegare i brani è piuttosto una selezione di strumenti adattabili e intercambiabili, utilizzati in modo differente a seconda delle esigenze delle singole composizioni.
Il percorso di scrittura, inoltre, è stato molto più ampio rispetto ai dieci brani arrivati alla pubblicazione. Malika Ayane ha raccontato che, complessivamente, sono rimaste fuori circa ottanta canzoni. Una quantità che restituisce anche la natura selettiva del lavoro finale: cicale rappresenta una sintesi di un processo creativo molto più esteso.

L’instore tour e il ritorno nei teatri
L’artista promuoverà il disco attraverso un instore tour nelle principali città italiane, a partire da oggi alla Feltrinelli Duomo di Milano. Gli appuntamenti toccheranno anche Molfetta, Roma, Città Sant’Angelo, Perugia, Piacenza, Bussolengo, Roncadelle, Genova, Castenaso, Misterbianco e Maida.
Da novembre, invece, Malika Ayane tornerà sui palchi dei teatri italiani con un tour prodotto e organizzato da Friends & Partners e Magellano Concerti. La partenza è fissata per il 1° novembre al Teatro dell’Aquila di Fermo, per la data zero, mentre il tour proseguirà tra Roma, Firenze, Milano, Torino, Catanzaro, Bari, Napoli, Catania, Palermo, Padova, Bologna, Senigallia e Pescara. I biglietti per il tour nei teatri sono disponibili su TicketOne e nei punti vendita abituali.




