Kovacs torna con “Leave the Sun Behind”, secondo singolo del nuovo capitolo musicale inaugurato con “A Perfect Crime”: nostalgia, memoria e nuove sonorità elettroniche.

La nostalgia non è necessariamente il desiderio di tornare indietro. A volte è semplicemente il modo in cui impariamo a guardare ciò che non può più essere recuperato. È da questa consapevolezza che prende forma “Leave the Sun Behind”, il nuovo singolo di Kovacs, secondo tassello di un percorso iniziato all’inizio dell’anno con “A Perfect Crime”.

Per la cantante olandese, conosciuta soprattutto per una voce scura, intensa e immediatamente riconoscibile, il nuovo brano rappresenta un ulteriore passo dentro una fase di ricerca che sta portando il suo universo sonoro verso l’elettronica, senza però abbandonare quelle atmosfere cupe che hanno sempre caratterizzato la sua musica.

Il tema centrale questa volta è la memoria. Ma non quella sfumata tra realtà e immaginazione esplorata nel precedente “A Perfect Crime”. “Leave the Sun Behind” guarda a un ricordo più concreto e universale: le estati dell’infanzia, la spensieratezza, l’innocenza di un’età alla quale non è possibile tornare. «È una canzone sul diventare grandi senza abbandonare completamente chi si era un tempo», racconta Kovacs, descrivendo il brano come un addio nostalgico a un mondo che continua a vivere nella memoria anche quando la vita ci ha ormai portati altrove.

Il punto interessante è proprio qui: “Leave the Sun Behind” non trasforma il passato in un rifugio. Lo osserva da lontano, riconoscendone la bellezza e accettando che alcune stagioni della vita esistano soltanto nel ricordo. Un sentimento malinconico che trova però una veste musicale tutt’altro che tradizionale.

Kovacs prosegue infatti l’esplorazione dell’elettronica già intrapresa nel nuovo percorso, cercando un equilibrio tra la propria vocalità e l’energia fisica della musica da club. L’ispirazione arriva in particolare dalla scena berlinese, dalla sua intensità e dalla capacità di trasformare la componente elettronica in qualcosa di quasi corporeo. Il risultato guarda però ancora più indietro. La ricerca di Kovacs arriva alle radici dell’elettronica, recuperando l’electro old-school e alcuni suoni futuristici riconducibili agli anni Settanta, con riferimenti evidenti ai pionieri del genere, a partire dai Kraftwerk.

È una scelta tutt’altro che casuale. La nostalgia raccontata nel testo sembra infatti trovare una corrispondenza nella materia sonora: il passato non viene semplicemente ricordato, ma ricomposto attraverso strumenti e suggestioni appartenenti a epoche differenti, trasformandosi in qualcosa di contemporaneo.

Anche il videoclip prosegue questa direzione. “Leave the Sun Behind” riprende infatti l’universo visivo introdotto con “A Perfect Crime”, mantenendone il linguaggio grezzo, cinematografico e fortemente atmosferico. Alla fotografia torna Martijn Broekhuizen, collaboratore di lunga data di Anton Corbijn, mentre la regia è affidata a Jiske Rijkels. Il video diventa così il secondo capitolo di una narrazione visiva che accompagna parallelamente la trasformazione musicale dell’artista.

Il nuovo percorso arriva dopo una carriera costruita proprio sulla capacità di rendere immediatamente riconoscibile una voce fuori dagli schemi. Kovacs ha conquistato l’attenzione internazionale nel 2015 con il debutto “Shades of Black”, registrato in parte a Cuba e capace di entrare nelle classifiche di 36 Paesi. Da quell’album è arrivata anche “My Love”, brano dal carattere noir e dalle suggestioni quasi cinematografiche, che ha raggiunto il primo posto in Grecia e nei Paesi Bassi.

Nello stesso anno è arrivato l’Edison Pop Award, mentre la cantante si è esibita su palchi e festival internazionali come North Sea Jazz, Glastonbury, Sziget, Rock am Ring e Pinkpop. Con “Cheap Smell” del 2018, Kovacs ha accentuato la componente più personale e ruvida del proprio songwriting. Cinque anni dopo è arrivato “Child of Sin”, pubblicato attraverso la sua etichetta indipendente e diventato il nuovo ingresso più alto nella Dutch Album Top 100.

Da allora il percorso live ha continuato ad allargarsi, con concerti sold out in Europa e Asia e una vocazione internazionale che la porterà prossimamente anche in territori come Cipro, Kazakistan, Romania e Turchia. “Leave the Sun Behind” si inserisce quindi in una storia già consolidata, ma non sembra volerla replicare. Al contrario, il brano conferma la volontà di Kovacs di utilizzare proprio ciò che ha costruito finora come base per una nuova esplorazione.

Testo di “Leave the Sun Behind” di Kovacs

Autori: Jonathan Quarmby, Sharon Kovacs, Jonathan Quarmby, Sharon Kovacs
Etichetta: Warner

Broken shells and cigarettes
Shadows on the riverbed
Jumping from the pier into the lake
Sneaking out at night to meet
Behind a bar on Peter Street
Finishing the bottles off
Pretending that we like the taste

And I didn’t know that times
Intoxicating lies
Were ever running dry

When I was younger
The last days of summer
Meant we were heading home again
Flood on the back seat
Watching the first leaves
Fall on the concrete
I never thought that in the end
I’d leave the sun behind

Back again at seventeen
Driver’s license, skinny jeans
Stick and poke tattoo high on my thigh
You are still the same but changed
Trying to be offhand
But later on you hold my hand
And suddenly the world got super quiet

And I didn’t know that while
I was kissing you goodnight
I was whispering goodbye

Now that I’m older
The last days of summer
When I remember
The way we were back then
All of those mad dreams
Carelessly now are here
I smashed on the concrete
I never thought that in the end
I’d leave the sun
I’d leave the sun behind

Traduzione di “Leave the Sun Behind” di Kovacs

Gusci rotti e sigarette
Ombre sul letto del fiume
Tuffandoci dal pontile nel lago
Uscendo di nascosto la notte per incontrarci
Dietro un bar di Peter Street
Finendo le bottiglie
Facendo finta che ci piaccia il sapore

E non sapevo che quei momenti,
Quelle bugie inebrianti,
Prima o poi sarebbero finite

Quando ero più giovane
Gli ultimi giorni d’estate
Significavano che stavamo tornando a casa
Il diluvio sul sedile posteriore
Guardando le prime foglie
Cadere sul cemento
Non avrei mai pensato che alla fine
Avrei lasciato il sole alle mie spalle

Di nuovo a diciassette anni
Patente di guida, jeans attillati
Un tatuaggio stick and poke appena sopra la coscia
Tu sei ancora lo stesso, ma sei cambiato
Cerchi di mostrarti disinvolto
Ma più tardi mi prendi la mano
E all’improvviso il mondo è diventato incredibilmente silenzioso

E non sapevo che mentre
Ti davo la buonanotte con un bacio,
Stavo sussurrando addio

Ora che sono più grande
Gli ultimi giorni d’estate
Quando ricordo
Il modo in cui eravamo allora
Tutti quei sogni folli
Ora, con tanta leggerezza, sono qui
Andati in frantumi sul cemento
Non avrei mai pensato che alla fine
Avrei lasciato il sole
Avrei lasciato il sole alle mie spalle

LEGGI ANCHE:

4quarti Magazine è un progetto editoriale nato da menti alla costante ricerca di novità e sperimentazione. Al centro c’è la musica in ogni sua sfaccettatura e sfumatura, il desiderio di viverla e raccontarla, cercando di contribuire al propagarsi della bellezza che una canzone sa liberare all’esterno.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *