Il primo album di Marco Silvio Zanini – ma in arte soltanto Zani – costruisce una narrazione musicale stratificata tra indie, funk e cantautorato contemporaneo: undici brani che attraversano relazioni, spazi urbani e tensioni interiori, con un approccio sonoro orientato alla dimensione live.

Rilasciato lo scorso venerdì 24 aprile Dentro le storie degli altri, sprazzi di me, l’esordio discografico ufficiale di Zani, progetto artistico di Marco Silvio Zanini. Una raccolta di episodi sonori e narrativi, costruiti attorno a un principio dichiarato: l’osservazione come atto creativo e responsabilità espressiva. L’autore, protagonista attivo (e non) di queste storie, racconta in musica lasciando emergere frammenti di realtà filtrati da una prospettiva personale e non invasiva.

La struttura del disco si sviluppa lungo una sequenza di brani che vanno per accumulo e stratificazione. Ballerina e Lentiggini si inseriscono nel campo delle dinamiche relazionali, tra attrazione, memoria e discontinuità emotiva, mentre Rondine e Due passi indietro approfondiscono una dimensione più fragile, segnata da distanza e incertezza. In Funky Milano il focus si sposta su un contesto urbano, dove la città diventa elemento narrativo e spazio identitario, mentre tracce come Universo (unico featuring, con Fil) e California introducono una componente più introspettiva e sospesa.

Accanto a queste direttrici, il disco include episodi dal taglio più leggero e descrittivo, come Sorbetto e Alice, che lavorano su immagini quotidiane e figure riconoscibili, mantenendo una scrittura definita. Siracusa e Stupide Ragioni riportano invece l’attenzione su una dimensione emotiva diretta, tra nostalgia, conflitto e consapevolezza.

Questa prima prova discografica di Zani si fonda su un impianto indie che integra elementi funk e soul, mantenendo come riferimento costante la centralità della musica suonata. La tracklist si apre a variazioni stilistiche che includono suggestioni rock, passaggi acustici e influenze riconducibili al cantautorato contemporaneo.

Marco Silvio Zanini, nato nel 2001 a Muggiano, nella periferia ovest di Milano, avvia il proprio percorso musicale attraverso lo studio della batteria, affiancando successivamente canto e coro moderno. La scrittura diventa progressivamente il centro della sua attività, accompagnata da un apprendimento autodidatta del pianoforte e dal passaggio linguistico dall’inglese all’italiano. Le influenze, radicate nel soul e nel funk, restano riconoscibili anche nelle aperture stilistiche del progetto.

Nel 2025 Zani pubblica i primi singoli, delineando un equilibrio tra groove e scrittura indie-pop, e avvia un’attività live che lo porta su diversi palchi italiani, tra cui Apollo, Santeria, Magazzini Generali e Hard Rock Café, oltre a festival come COMETE, MeetUp Festival per SurfWeek, Ortigia Live e Hostaria Festival. Il percorso dal vivo culmina con l’apertura del concerto de Labadessa all’Arci Bellezza di Milano.

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