Ispirato all’immaginario e all’estetica dell’horror contemporaneo, il primo album dell’artista casertano Ansiah arriva oggi, 19 dicembre, per Artist First e costruisce un percorso sonoro tra fragilità acustica ed elettronica radicale.

Venerdì 19 dicembre esce per Artist First Antrum, album d’esordio di Ansiah, progetto che si colloca in una zona di confine tra scrittura personale e ricerca sonora, traducendo il disagio contemporaneo in un racconto musicale strutturato e coerente. Il titolo prende ispirazione dall’omonimo film horror del 2018, opera che ruota attorno all’idea di una soglia infernale nascosta nel quotidiano: un’immagine che diventa chiave metaforica dell’intero disco, concepito come un attraversamento interiore in cui ogni brano rappresenta uno spazio autonomo e rivelatore.

Antrum si sviluppa come un lavoro di contrasti netti. Alla dimensione più intima e spoglia di alcuni episodi acustici si contrappongono tracce costruite su strutture elettroniche tese, talvolta abrasive, in un’alternanza che riflette il dualismo emotivo e artistico di Ansiah. Il bipolarismo non viene trattato come frattura, ma come grammatica espressiva: una scelta che informa tanto l’impianto sonoro quanto la scrittura, costantemente sospesa tra vulnerabilità e tensione.

La tracklist – Dose, Effetto, Mk Ultra, La parte peggiore, Buio, No futuro, L’ultima mezz’ora – delinea un percorso compatto, privo di dispersioni, in cui i brani dialogano tra loro mantenendo identità precise. Al centro dell’album si colloca La parte peggiore, focus track del progetto, costruita come un confronto interno tra due istanze opposte: da un lato una pulsione essenziale e istintiva, dall’altro una spinta verso l’eccesso e l’inquietudine. La canzone restituisce il nucleo concettuale del disco, mettendo in scena una convivenza forzata da cui nasce l’energia creativa dell’intero lavoro.

Antrum si propone così non solo come raccolta di tracce, ma come esperienza d’ascolto progressiva, un ingresso consapevole in un universo narrativo che chiede attenzione e disponibilità all’immersione. La dimensione evocativa è centrale: l’album non suggerisce un’uscita, ma apre un varco, lasciando all’ascoltatore la scelta della profondità con cui attraversarlo.

Classe 1993, originario di Caserta, Ansiah muove i primi passi nell’underground locale, sviluppando fin dall’inizio un immaginario cupo e non conciliato. La sua formazione musicale attraversa l’hip hop contaminato, il punk, il metal e l’elettronica più radicale, dalla techno alla drum’n’bass, generi che confluiscono in un linguaggio ibrido e riconoscibile. I testi, spesso diretti e provocatori, raccontano disagio, rabbia e spaesamento, inserendosi in una narrazione che rifiuta l’adesione a modelli predefiniti.

Dopo il debutto nel 2022 con TRACCIA 0, seguito dai singoli 100 GIORNI, TAGLIA e Backrooms, il percorso di Ansiah si è progressivamente orientato verso una sintesi più elettronica e atmosferica, passaggi evidenti in brani come Niente di buono, MK ULTRA e L’ultima mezz’ora. Le pubblicazioni successive hanno ampliato il perimetro del progetto, preparando il terreno a un disco che raccoglie e organizza le diverse traiettorie sperimentate negli ultimi anni.

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