Leonardo Angelucci pubblica il suo secondo album, un percorso emotivo e musicale dedicato alla nascita dei gemelli Damiano e Ilenia, tra esperienze personali e riflessioni sulla società contemporanea, con un linguaggio rock intenso, venature punk e pulsazioni elettroniche.

Il 24 ottobre scorso è uscito “Plurale come due”, secondo album in studio di Leonardo Angelucci, pubblicato per Free Club Factory e anticipato dai singoli Sopra di me, Il cane e il gatto e Aeroplano. L’opera si propone come un racconto personale ma universale: la nascita dei gemelli Damiano e Ilenia funge da perno emotivo e simbolico per un lavoro che indaga temi quali la fragilità dei legami, le storie d’amore finite, la solitudine e il desiderio di riscatto in una società che spesso si mostra invisibile e indifferente.

Il disco si distingue per un linguaggio musicale radicato nel rock contemporaneo, arricchito da venature punk, pulsazioni elettroniche e suggestioni internazionali. Le chitarre e la sezione ritmica dialogano con la voce di Angelucci, schietta e diretta, capace di catturare la quotidianità e trasformarla in narrazione musicale senza perdere intensità emotiva. Il sound scorre tra momenti di tensione e pause riflessive, tra riff energici e tessiture elettroniche, costruendo un flusso che accompagna l’ascoltatore nel cuore di ogni storia.

La produzione, affidata a Giorgio Maria Condemi, con mix e mastering di Gianni Istroni, valorizza il contrasto tra energia e introspezione, tra immediatezza rock e sfumature acustiche o elettroniche. La collaborazione con Francesco Pesaresi “Pecs” in due brani (Aeroplano e Camaleonte) aggiunge ulteriori livelli di introspezione e dialogo creativo, consolidando la visione di un album organico e coerente, in cui ogni traccia contribuisce alla narrazione complessiva.

“Aeroplano” di Leonardo Angelucci

Il track by track del disco

Il percorso sonoro si apre con Aeroplano, un brano denso e dinamico che esplora solitudine e cambiamenti, per poi muoversi attraverso Sopra di me, una preghiera urbana ambientata sotto la tangenziale di Roma, e All You Can Eat, che fonde beat elettronici e chitarre elettriche in una riflessione sui rapporti quotidiani.

Camaleonte emerge come manifesto del disco, affrontando la spersonalizzazione e l’alienazione della società contemporanea. Segue Il cane e il gatto, seconda uscita singolo, dal groove anni ’70/’80 e ritornello ossessivo, mentre Faccio Surf e Tarassaco alternano rock decadente, punk melodico e liriche introspettive. L’album si chiude con Extraterrestre, uno spiritual vocale che lascia spazio alla riflessione e al silenzio finale.

Leonardo Angelucci, cantautore romano classe 1991, consolidato nella scena indipendente italiana fin dal suo esordio con Questo frastuono immenso (2018) e con oltre cento concerti in due anni, si conferma con questo secondo lavoro una voce autentica della nuova cantautorale italiana. L’album nasce da un percorso intenso, tra esperienze personali, collaborazioni con produttori di riferimento e una scrittura capace di unire energia elettrica e intimità acustica, tra folk, rock e canzone d’autore.

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