Da anni in cui i vincitori andavano in tempo zero tra i Big di Sanremo, al presente, in cui i nuovi nomi lanciati – che siano di talento o meno – stentano a decollare persino nelle prime selezioni di Sanremo Giovani. Cosa sta succedendo ad X Factor?
Anno 2012. Ad X Factor trionfa Chiara Galiazzo e appena pochi giorni dopo Fabio Fazio l’annuncia nel cast di Sanremo: è polemica. Anno 2015. Lorenzo Fragola vince il talent britannico e passano appena due notti prima che Carlo Conti lo inserisca nel cast dei Big del suo primo Festival: è polemica ancora più feroce. Anno 2025, dieci anni dopo: Mimì, fresca vincitrice di X Factor passa per le forche caudine di Sanremo Giovani, in una selezione “buttata via” nel cuore della notte, e viene subito eliminata. Proviamo a darci una spiegazione dietro il tracollo di un talent che non riesce più a fare il suo lavoro: lanciare talenti.
Partiamo da un inciso: Mimì Caruso è un talento sublime, una benedizione per la scena musicale nostrana. Come Ema Stokholma ha detto ieri sera – o per meglio dire, la scorsa notte – «è qualcosa che manca in Italia», ed è la verità. Giovanissima e strabordante di capacità, nell’ultimo anno – dalla vittoria di X Factor in una pomposa finale in piazza del Plebiscito, a Napoli – di belle cose ne ha fatte: oltre a qualche singolo, anche una collaborazione con Shablo che l’ha presentata al pubblico come uno dei nomi da tenere d’occhio nel futuro prossimo.
Veniamo a Sanremo. In anni in cui il concetto stesso di Big è stato stravolto, e nel cast sono stati sdoganati nomi che ben poco hanno a che fare con questa dicitura – un tempo non si poteva essere promossi tra i Big senza almeno un album pubblicato e una certificazione di vendita – fa sempre storcere un po’ il naso trovare nella categoria “Giovani” nomi che non soltanto hanno ottenuto risultati nelle vendite, ma che vengono addirittura dalla vittoria di un talent show che fino a pochi anni prima garantiva un pass diretto e immediato al Sanremo dei “grandi”. È accaduto ai Santi Francesi prima (2024), è successo a Mimì oggi.
Dunque, Sanremo Giovani. Mimì si esibisce con un brano elegante, di certo poco immediato – ma in un contesto senza televoto come questi “quarti di finale” della selezione, non determina uno svantaggio proporre una proposta con poco appeal generalista – “Sottovoce”, su cui ci sono le mani di ben sette autori, Mimì compresa. Contro di lei Petit, rapper di Amici 23 – edizione che non vinse, arrivò secondo nella categoria “Canto” -, qui dopo una virata verso il cantautorato pop. Entrambi meritevoli, per diversi aspetti: Mimì, elegante e sofisticata, Petit incisivo e funzionale in ottica sanremese. Passa il secondo e il percorso della più recente vincitrice di X Factor verso l’Ariston – dove i più la vedevano già con un piede e mezzo dentro, insieme al ben quotato Nicolò Filippucci – sbuffa via.

Ma allora qual è il problema? Di certo non il poco talento. Gli ultimi vincitori di X Factor, al netto di alcune edizioni più fiacche di altre, hanno generalmente conquistato il successo nel talent con merito, ma giunti al cospetto del grande pubblico, c’è qualcosa che non scatta. Una riflessione è opportuna, necessaria. Sia dopo il magro risultato della sua vincitrice più recente, sia dopo l’ingresso di un finalista della medesima edizione nel talent ideologicamente rivale – Lorenzo Salvetti, ora ad Amici. Prima di lui Gaia Gozzi, che nel 2020 vinse addirittura dopo essere arrivata terza su Sky – e a nulla è servito il tentativo di rendere più accessibile e nazional popolare il format britannico, dopo anni a dir poco respingenti verso il pubblico, come le edizioni del 2020 e 2021.
Sono davvero finiti gli anni dei grandi exploit – magari un po’ forzati, ma pur sempre exploit – dei talenti di X Factor. Chiara Galiazzo e Lorenzo Fragola che vanno di diritto, in fretta e furia, tra i Big di Sanremo. Anastasio che addirittura va ospite, e l’anno successivo in gara. Prima di lui i Måneskin, la cui affermazione in Italia è stata frutto di un lavoro ben pensato e strutturato, prima poi di Sanremo 2021, e da lì in poi tutto ciò che è arrivato.
Ecco, tutto questo oggi non c’è più e una riflessione è d’obbligo. Ripensare il format? Già fatto, e i risultati sono quelli che vediamo oggi. Trasmissione in chiaro in tempo reale dell’intera stagione? Difficile, per una pay tv. Le soluzioni all’orizzonte sembrano poche e difficili da mettere in atto, il futuro per X Factor pare funesto ed è un peccato, essendo qualitativamente superiore alla concorrenza – se parliamo di talent tricolore – ma è chiaro che un talent che non riesce più a lanciare talenti stia venendo meno nel suo ruolo primario, e di conseguenza nel senso stesso della sua esistenza.




