Una meditazione sonora a due voci – con Angelina Mango – anticipa e amplifica l’universo di “Speriamo”, il nuovo album di Venerus: un progetto nato da anni di ricerca, riscritture e metamorfosi creative.
Con Sentire, in uscita il 28 novembre per Emi Records / Universal Music Italia, Venerus inaugura un nuovo tassello nel percorso che conduce all’uscita di Speriamo, il disco pubblicato a inizio novembre e già annunciato come una delle opere più articolate e concettualmente dense della sua produzione. Il brano, realizzato insieme ad Angelina Mango, si configura come una sospensione narrativa che attraversa l’intero immaginario dell’album, addentrandosi nelle sue domande fondative e ampliandone il respiro poetico.
L’incontro tra le due voci compone una sorta di liturgia laica: un dialogo in cui la fragilità si manifesta come spazio di ascolto e di attraversamento interiore. Sentire raccoglie e concentra molte delle riflessioni che percorrono Speriamo, un progetto nato nell’arco di due anni e mezzo di ricerca, durante i quali versi destrutturati venivano continuamente riassemblati per restituire nuove prospettive e forme inedite. Il brano nasce, come sottolinea Venerus, «dal silenzio»: da quella dimensione rarefatta in cui si avverte lo scorrere del tempo sotto i piedi e la sensazione di un vuoto primitivo che accompagna l’esperienza umana.
La collaborazione con Angelina Mango si inserisce in questa cornice come un equilibrio di tensioni e complementarità: due scritture emotive che si riconoscono nella medesima esigenza di interrogazione del reale. La traccia diventa dunque un piccolo rito condiviso, un momento di sospensione che rende esplicito il cuore pulsante del nuovo album.
Speriamo, pubblicato il 7 novembre 2025, prende il nome da una parola quotidiana ma intrisa di risonanze collettive: un’espressione che attraversa il linguaggio comune e restituisce un bisogno diffuso di fiducia e apertura al destino. Il progetto si è sviluppato a partire dal giorno successivo alla consegna del precedente Il Segreto, con un percorso che ha toccato territori emotivi e sonori differenti, mantenuti in equilibrio dal metodo produttivo e co-compositivo di Filippo Cimatti e dalla sensibilità lirica di Andrea Cleopatria, autore anche del quadro a olio scelto come copertina.
Le trasformazioni attraversate da Speriamo prima della sua forma definitiva testimoniano la volontà di Venerus di superare costantemente i confini di genere, esplorando tutte le sfumature della propria identità artistica e delle proprie inclinazioni narrative. Il progetto si colloca nel solco di un percorso iniziato a Londra, maturato tra Roma e Milano, e consolidato da collaborazioni, esperienze live, riconoscimenti e un costante lavoro di ricerca sul suono e sulla parola.
Parallelamente all’uscita dell’album, sta per debuttare Speriamo – Lo Spettacolo, un’esperienza teatrale concepita come espansione performativa dell’immaginario del disco: non un concerto tradizionale, ma un dispositivo narrativo che intreccia musica, drammaturgia e performance, mettendo in scena le stratificazioni del processo creativo. Lo spettacolo farà tappa in sei città italiane, dal 27 novembre al 5 dicembre, attraversando Pisa, Milano, Napoli, Roma, Trento e Genova.
Testo di “Sentire” di Venerus e Angelina Mango
Autori: Venerus, Angelina Mango, Filippo Cimatti, Andrea Cleopatria
Etichetta: EMI
(Mhm-mhm-mhm-mhm)
(Mhm-mhm, mhm-mhm)
(Mhm-mhm-mhm)
(Sentire fa male)
Sai, camminavo e mi guardavo attorno
Mi chiedevo cosa c’era prima di questa città
E in quanti sono già passati sulla mia stessa strada
Sono usciti tutti la notte (La notte) e si sono dimenticati di ritornare
E io mi sento sempre più solo, perché siamo sempre più soli
Cos’è che hai messo dentro al caffè?
(Cos’è che hai messo dentro al caffè?)
Sono un po’ triste, non so perché
La cerco una parola, non c’è (C’è)
Il tempo vola senza di me
Mi aiuti a scendere da quassù?
(Mi aiuti a scendere da quassù?)
Le nuvole son troppo lontane
Un graffio per sentire del male
Sentire fa male
Tu cosa pensi? Dammi speranza
Apri la finestra di questa stanza
Tutto infinito, tutto immortale
Mi ero convinta di essere speciale
Non mi sembrava di camminare
Ma di nuotare in mezzo al sapone
Sentivo il sapore tagliente del sale
Disinfettare ferite d’amore
Ora guardiamo l’acqua straripare
Scendere piano giù dalle grondaie
Insegnami di nuovo a camminare
Se mi sento pesante, se mi sento cadere
Non farmi affondare
Fammi sentire quant’è bello non essere immortale
Cos’è che hai messo dentro al caffè?
(Cos’è che hai messo dentro al caffè?)
Sono un po’ triste, non so perché
(Sono triste, non so perché)
La cerco una parola, non c’è
Il tempo vola senza di me
Mi aiuti a scendere da quassù?
(Mi aiuti a scendere da quassù?)
Le nuvole son troppo lontane
Un graffio per sentire del male (Del male)
Sentire fa male, fa male
Il tempo vola senza di me




