Con “Le ragazze della valle”, Vale LP e Lil Jolie firmano un joint album che unisce carisma e personalità, trasformando un legame personale in un progetto corale che parla a una generazione specifica, dandole ascolto.
Sono ragazze della valle e dietro un joint album c’è di più. Anche dietro una partecipazione a Sanremo Giovani, che di questo album ha dato solo un assaggio. Uscito a maggio scorso, concentriamo la nostra attenzione, in questi ultimi scampoli d’estate, su Le ragazze della valle, disco che segna un punto d’incontro e di svolta per Vale LP e Lil Jolie, amiche dai tempi della maturità e ora complici di un lavoro che fonde la personalità travolgente della prima con il carisma naturale della seconda, fondendosi insieme.
Sette tracce – album uscito per Sugar Music e BMG -, una direzione artistica curata da Stabber, un sound che affonda le radici in un elettro-rock contaminato da sfumature post-punk, e soprattutto una scrittura che proietta le due artiste in una dimensione collettiva. Il filo conduttore è l’educazione sentimentale in senso ampio: non solo l’amore di coppia, ma anche l’amore per sé stesse, per la propria comunità, per quei legami che resistono alle trasformazioni e che diventano bussole emotive nella crescita.
L’ASCOLTO “TRACK BY TRACK” DELL’ALBUM
L’album si apre con la title track Le ragazze della valle, un manifesto identitario che racconta l’orgoglio di chi proviene dalla provincia e, dopo averla lasciata, ne riscopre il valore affettivo. È un brano che gioca sul dualismo tra il senso di costrizione adolescenziale e la protezione che si prova da adulti, trasformando un luogo fisico in una metafora universale. Chiunque, anche lontano geograficamente, può sentirsi una “ragazza della valle” se ha vissuto quel conflitto tra radici e aspirazioni.
Segue Googleamore, singolo destinato anche alla programmazione radiofonica, che affronta il tema del cambiamento con una delicatezza disarmante. Qui malinconia e ribellione si intrecciano in un crescendo emotivo, raccontando il passaggio dall’idealizzazione giovanile alla consapevolezza adulta. La scrittura è diretta ma mai semplicistica, e la produzione ne amplifica le sfumature emotive.
Non ho bisogno di te rallenta il passo e si avvolge in sonorità sognanti. Parla di affettività silenziosa, di gesti minimi che sostituiscono le parole, e del rispetto per lo spazio altrui anche quando si è profondamente legati. È uno dei momenti più intimi del disco. Dalle 9 alle 9, con la partecipazione di IRBIS, aggiunge un ulteriore livello di profondità concettuale. Il tema dell’amicizia viene affrontato come un equilibrio fragile tra individualità e condivisione, con un’attenzione particolare alla solitudine che può esistere anche nei rapporti più stretti.
Si arriva poi a quella Dimmi tu quando sei pronto per fare l’amore con cui Vale LP e Lil Jolie si sono fatte scoprire dai più sul palco del Festival di Sanremo 2025, portando sul palco un messaggio di consenso, libertà e parità di genere. La canzone unisce leggerezza pop e contenuto politico, ribaltando i ruoli di potere nelle relazioni e aprendo a più livelli di lettura, dal romanticismo all’attivismo sociale.
Tutto a noi, poi, gioca con l’ironia dell’autocommiserazione per trasformarla in una riflessione sull’universalità delle difficoltà. Il viaggio si chiude con Sole (intorno a noi), il brano più destrutturato e poetico della tracklist. Qui le due artiste raccontano la solitudine non come mancanza, ma come spazio di rigenerazione, e l’immagine del sole “illusorio” che protegge anche sotto la tempesta diventa un simbolo potente di amicizia e amore.
Dunque, cosa rimane di questa prima volta, spalla a spalla in un album intero, per Vale LP e Lil Jolie? Di certo Le ragazze della valle ha dalla sua la dote di raccogliere il meglio dalle due artiste, concentrandolo in un disco compatto e ben strutturato, che avrebbe forse beneficiato di una durata maggiore per una più approfondita argomentazione di temi a cui le due sono sensibili e portavoce. Vale LP e Lil Jolie hanno infatti idee chiare, direzione precisa e sostanza, non rinunciano alla loro identità individuale, ma la mettono al servizio di un progetto comune che parla di appartenenza e cambiamento, facendosi ben ascoltare.

★★★★★★★☆☆☆




