In arrivo per Mosho Dischi, il nuovo lavoro della band barese degli Stain segna un importante passaggio identitario e linguistico, articolando un racconto generazionale sospeso tra radici mediterranee, crescita e ridefinizione del presente.

Sarà disponibile da domani su tutte le piattaforme digitali “Bruciati dal sole”, il nuovo album degli Stain, pubblicato per Mosho Dischi e distribuito da That Feeling e Believe. Il disco rappresenta un punto di svolta nel percorso della formazione barese, configurandosi come il primo lavoro interamente scritto e interpretato in lingua italiana.

La scelta linguistica si traduce in un mutamento più ampio di prospettiva: “Bruciati dal sole” si radica in un immaginario geografico e culturale preciso, quello del Sud Italia, assunto non come semplice sfondo ma come elemento strutturale del racconto. Il paesaggio — fatto di estati persistenti, di spazi sospesi tra immobilità e desiderio di altrove — diventa materia viva della scrittura, contribuendo a delineare una tensione costante tra appartenenza e distanza.

Il disco si sviluppa attorno al tema del passaggio dall’infanzia all’età adulta, affrontato attraverso una narrazione che evita derive nostalgiche e privilegia una restituzione concreta del ricordo. Le immagini evocate — giornate al mare, ritualità quotidiane, frammenti di una libertà destinata a mutare — si organizzano in una trama che mette in relazione esperienza individuale e dimensione collettiva. Il titolo stesso, “Bruciati dal sole”, assume una valenza metaforica, articolando una riflessione sul tempo e sull’esposizione a un futuro ancora indefinito.

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Stain

La struttura del disco si dispiega attraverso sette brani, ciascuno dei quali contribuisce a costruire un percorso coerente sul piano tematico ed emotivo. “Aria” apre l’album con una sospensione che introduce il passaggio tra immaginazione e realtà, mentre “Aquiloni” osserva l’infanzia da una prospettiva consapevole, trattenendo il senso di ciò che è stato. “Cherosene” si concentra sulla dimensione post-relazionale, restituendo un senso di disorientamento, e “Siamo animali” amplia il raggio d’azione verso dinamiche collettive e istintuali.

Brani come “Cannella” e “Credevo di aver vinto” approfondiscono territori più intimi, interrogando il rapporto tra aspettativa e perdita. La title track, posta in chiusura, riporta il racconto al punto di origine, ricomponendo la dimensione della memoria in una forma consapevole e non regressiva.

Bruciati dal sole” si colloca all’interno di un perimetro indie rock che dialoga con elementi sintetici e riverberi di ascendenza anni Ottanta, rielaborati secondo una sensibilità contemporanea. Le composizioni si sviluppano per stratificazioni, mantenendo un equilibrio tra immediatezza e ricerca. Il lavoro è stato scritto da Francesco Lagioia e Niccolò Mastrolonardo, con la collaborazione di Dario Ladisa e Michele Tangorra. La produzione è firmata da Francesco Piro, mentre i mix sono stati curati da Michele Valente e i master da Nick Foglia.

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“Bruciati dal sole” degli Stain

Attivi dal 2016, gli Stain si sono progressivamente affermati nel circuito indipendente italiano, definendo il proprio stile come “post-teenage rock”, una formula che intercetta le tensioni del passaggio all’età adulta. Dopo l’esordio con “Zeus” (2018) e il successivo “Kindergarten” (2021), registrato in un asilo degli anni Trenta, la band ha consolidato la propria presenza live in Italia e all’estero, partecipando a contesti internazionali e festival di rilievo. Nel 2023, con “Kindergarten Part II”, ha ulteriormente sviluppato il proprio linguaggio, mentre nel 2025 ha ampliato la propria attività oltre i confini nazionali.

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