La musica non si ferma dopo X Factor per gli Speakeasy. La band brianzola lancia oggi il nuovo singolo George Best

Classe ’46, considerato il calciatore più forte a cui l’Irlanda del Nord abbia mai dato i natali – ma soprattutto, considerato che qui parliamo di musica, ironicamente ribattezzato il “quinto Beatle” per il suo aspetto simile a quello di McCartney e compagnia – George Best da oggi è anche il titolo della nuova canzone, appena pubblicata, degli Speakeasy. Piacevole scoperta fatta all’edizione corrente di X Factor, dove nonostante gli apprezzamenti dei giudici – e una bella cover di Statements di Loreen in chiave rock – si sono fermati ai Bootcamp.

Gli Speakeasy ad X Factor

Ma la musica, come sappiamo bene, fortunatamente sa trovare il modo di vivere anche fuori dalle pareti televisive, e dunque eccoci ad ascoltare questa traccia, definita dalla band stessa come una delle migliori uscite dal loro studio. Una canzone che ha macerato parecchio prima di vedere la luce sulle piattaforme streaming: una prima stesura è datata 2022 e fotografava le sensazioni che la band stava vivendo sulla propria pelle in quel periodo specifico.

Arrivata in un periodo di grandi cambiamenti per la band – soprattutto per quanto riguarda la produzione di musica, dalla scrittura in inglese a quella in italiano – George Best viene raccontata così da Rocco, in arte Sawyer, autore delle canzoni e frontman degli Speakeasy: «Ero a casa e stavo ascoltando spunti di giri accantonati negli anni. A un certo punto, sento questa registrazione che aveva fatto Leo durante il lockdown del 2020: era fatta di singole strummate di accordi inzuppati di delay. Ad ascoltarla mi vennero i brividi. Nel giro di una o due prove tirammo in piedi la struttura del brano».

Sawyer aggiunge: «Il passaggio dall’inglese all’italiano è nei primi 8 versi della seconda strofa: “Gli americani hanno Brad Pitt, ma noi c’abbiamo Francesco Totti” racconta proprio quel momento di transizione dall’inglese all’italiano. Talmente inebriati da modelli angloamericani, che avevamo dimenticato quanto fosse importante la nostra lingua madre». E poi il verso “E sognavamo di suonare a Wembley / ma quella in fondo è roba solo per gli inglesi / e non siamo gli Oasis“, che si rifà ad una vera citazione della band lombarda.

«Prende spunto da una frase che nel 2019 ripetevamo fra di noi come un mantra e come un buon auspicio, “Tra 3 anni suoniamo a Wembley” – spiega il frontman degli Speakeasy – Ma nonostante questo siamo pronti a farci sanguinare i calli, a spaccarci le corde vocali, a infiammare i tendini pur di dar forma all’arte. 3 anni dopo il 2019 non abbiamo suonato a Wembley, ma abbiamo scritto “George Best”, che è il nostro brano più importante, quello a cui teniamo di più, che per due anni abbiamo custodito gelosamente ma che ora sentiamo possa iniziare a camminare da solo».

Nati “piccoli”, come le ore dove sbucò fuori l’idea di fondare una band, tra le birre e sigarette del post-serata, gli Speakeasy trovarono in Zaino al basso, Leo e Sesa alle chitarre, e Sawyer alla voce la formazione originale. Niente cover: i quattro iniziarono a scrivere musica originale in lingua inglese, trovando poi in seguito anche il batterista Giacomo, in arte Jack. Di mezzo poi la pandemia e diversi impegni personali. Nel 2022 la ripresa scrittura, stavolta in italiano, con la produzione di Matteo Cantaluppi.

Nel 2023 hanno pubblicato il singolo di debutto, Noia, seguito poi da Giro Classico, Cosa ti spinge a vivere?, Silenzio che c’è e Niente panico, tutti inclusi nel primo EP degli Speakeasy, Via Briantea, pubblicato a marzo del 2024, un mese prima dell’addio alla band di Sesa e tre prima della partecipazione ad X Factor. Nonostante i due soli passaggi televisivi – Audizioni e Bootcamp – la band brianzola ha saputo comunque farsi notare. Adesso, insieme, si concentrano sulla nuova musica e su un disco, a cui stanno lavorando.

“George Best” degli Speakeasy
TESTO DI “GEORGE BEST” DEGLI SPEAKEASY

Vorrei tutto l’anno
Il clima di maggio
La luce di luglio
E le montagne innevate
Sapere disegnare

Non dover prendere l’auto
Per cercare svago
Le medie a due euro
Come a Budapest
Il talento di George Best

Non aver bisogno di avere un lavoro
Per dire chi sono
Che sono un tipo ok
Per fare fieri i miei

Non aver bisogno di avere un lavoro
Soltanto di un posto
In cui son libero
In cui mi fermo un po’

Io non ho visto mai
Prenderti sul serio
Negare un desiderio per me
Io non t’ho visto mai
Perder l’equilibrio
Cercarlo sopra un filo

Gli americani hanno Brad Pitt
Ma noi c’abbiamo Francesco Totti

E sognavamo di suonare a Wembley
Ma quella in fondo è roba
Solo per gli inglesi
E non siamo gli Oasis

Ma darei tutta la voce
Per dar forma all’arte
Come respirare
Consumarmi coi miei urli
Dar tutto come Burri

Vorrei aver due vite
Per sprecarne una
Sentir come brucia
Capire com’è morire
Sapervelo poi dire

Io non ho visto mai
Prenderti sul serio
Negare un desiderio per me
Io non t’ho visto mai
Perder l’equilibrio
Cercarlo sopra un filo

Ma io non vorrei mai
Prenderti sul serio
Negare un desiderio per te
Ma io non vorrei mai
Perder l’equilibrio
Cercarlo sopra un filo
Senza te

Ideatore e fondatore di 4quarti Magazine. Scrittore e giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. A dicembre 2023 pubblica "Nudo", il suo primo libro. «Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume».

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *