Niente Nuove proposte a Sanremo 2022. Il pensionamento della categoria sarà permanente? Chissà, intanto ecco cinque brani che ci fanno dire grazie di aver vissuto nella stessa epoca di Sanremo Giovani
Dipende dai punti di vista, certo, ma Sanremo Giovani ha fatto anche cose buone. Ne parliamo oggi che la nota categoria del Festival di Sanremo riservata alle nuove leve della musica italiana, o aspiranti tali, per la terza volta nella sua storia è stata mandata in pensione. Non sappiamo dire se questa volta sarà davvero definitiva, sta di fatto che all’edizione 2022, la terza consecutiva di Amadeus, la classica rosa di otto emergenti all’Ariston non ci sarà. Ce ne saranno due, direttamente tra i big, vincitori di una competizione che si svolgerà il prossimo dicembre.
Ma Sanremo Giovani ha fatto anche cose buone, al di là della valanga di brutte canzoni, alternate ad altre favolose. Alcune così mediocri da non riuscire a conservare un posto nella memoria neanche un minuto dopo l’esecuzione sul palco, altre che hanno invece surclassato di cento scalini tutte quelle proposte nel medesimo anno nella categoria dei “grandi”.
In questa occasione andremo a ripescare cinque canzoni della storia recente di Sanremo Giovani che magari non saranno le più belle che abbiano preso parte a questa categoria. Magari non apparterranno ad artisti che oggi riempiono i palazzetti, ma che un piccolo, micro pezzo di storia del Festivàl (con l’accento sulla a) l’hanno in qualche modo scritta, e che semmai la creatura di Pippo Baudo dovesse davvero andare in pensione per sempre, allora non si saranno sacrificate invano.
Sonohra – “L’amore“
Partenza a bomba con quello che è a tutti gli effetti la perfetta rappresentazione del pop italiano di fine anni 2000. Se dovessi scegliere un solo pezzo per spiegare quello stile e quell’epoca, sarebbe senza ombra di dubbio “L’amore” dei Sonohra. Vinsero con merito Sanremo Giovani nel 2008, considerata specialmente la concorrenza, ed è rimasta purtroppo la loro unica smash hit. In questa canzone c’è tutto: facile da memorizzare, facile da cantare. Il pezzo pop perfetto, ripeto, confermo e sottoscrivo.
Irene Fornaciari – “Spiove il sole“
Ecco, “Spiove il sole” non se la ricorda nessuno, a parte chi a Sanremo vuole davvero tanto bene da sorbirsi una delle edizioni meno entusiasmanti dell’epoca recente. L’esordio della “figlia d’arte” Irene Fornaciari passò per l’Ariston, dove ad accompagnarla, forti del regolamento in vigore quell’anno, c’era una «squadra di mascalzoni della musica italiana», come li presentò Paolo Bonolis. L’effetto non fu quello sperato: la canzone non lasciò il segno, anzi trovò un massiccio “no” da parte della critica, eppure questo pezzo, così come anche l’intera carriera di Irene Fornaciari, è una crociata che porto avanti con affetto e perseveranza. Sia fatta giustizia per questa (bella) canzone e per questa (brava) cantante.
Elsa Lila – “Valeria“
Tenetevi forte per i quattro minuti più teneri che si siano mai visti sul palco di Sanremo. Elsa Lila tentò di farsi strada nella musica italiana dall’Albania tra i “Giovani” del 2003. Ci provò due volte, la seconda nel 2007, senza mai vincere. Con questa prima prova però conquistò molti cuori ed è ad oggi un piccolo cult tra gli appassionati della kermesse. La storia di una giovane ragazza che chiede perdono alla migliore amica, con rassegnazione e tanto, tantissimo dolore nel cuore, per aver avuto una tresca con il suo fidanzato: «Valeria credimi è solo uno sbaglio. Io quella sera non cercavo lui», l’italiano (volutamente?) maccheronico fa il resto. Come per i Sonohra, “Valeria” è figlia del suo tempo, ma con quaranta quintali di tenerezza in più. Per alcuni un’aggravante, per me un punto di forza.
Celeste Gaia – “Carlo“
Se lo chiedi, chiunque si ricorda cosa stava facendo quando Celeste Gaia cantò per la prima (e unica) volta “Carlo” a Sanremo nel 2012. Un pezzo originale, furbo, intelligente, che avrebbe dovuto non solo vincere quella sfida, che incredibilmente perse contro una brutta canzone, ma vincere l’intera categoria, che venne conquistata da una canzone ancora più brutta. Insomma c’erano diverse brutture, ma Celeste Gaia spiccò e rimase nella mente a lungo, anche quando di lei, dal 2013 fino al 2019, si sono perse musicalmente le tracce. Un tormentone, di quelli veri, come oggi raramente se ne fanno. Sanremo Giovani ha fatto anche cose buone, come “Carlo” di Celeste Gaia.
Malika Ayane – “Come foglie“
Ricordate quando ho detto all’inizio di questo articolo che le canzoni contenute qui probabilmente non saranno le migliori della storia di Sanremo Giovani? Ecco, questo discorso per “Come foglie” non vale. Si tratta della prima volta davanti al grande pubblico per quella che sarebbe stata una delle gemme della nostra canzone, Malika Ayane. Non vinse nel 2009, dovette arrendersi al motivetto vintage di Arisa con “Sincerità“, ma questa canzone rimarrà per sempre nella top 3 delle canzoni di Sanremo Giovani, se non LA canzone di Sanremo Giovani. Opera d’arte in musica.




