Nuovo album per Rosario Miraggio: l’artista napoletano ha lanciato “Uguale a me“, un progetto suddiviso in due capitoli. Ecco la nostra intervista

Si rivela attraverso la sperimentazione a nuovi generi, sempre di matrice campana, Rosario Miraggio, che ha rilasciato nei giorni scorsi il suo nuovo ed atteso album dal titolo “Uguale a me“. Un progetto discografico suddiviso in due capitoli che lo vede collaborare con artisti di una Napoli di nuova generazione, come Hal Quartier e Aka7even, e colleghi già affermati come Clementino. Il disco, rilasciato per Altafonte sotto esclusiva licenza di Studiounosound, presenta un Rosario Miraggio in evoluzione, consapevole del proprio percorso ma con il desiderio di guardare avanti.

A comporre la tracklist di “Uguale a me” sono dieci tracce, alcune inedite ed altre già note, come “Famme sta cu tte“, grande successo apprezzatissimo dai numerosi fan di Rosario Miraggio, che si affaccia sul mondo urban con le due canzoni siglate in collaborazione con il promettente Hal Quartier, tra cui la fresca ed estiva “Nudi per strada“. Tante sono le firme dietro questo album: Luca D’Alessio, Rosario Tassero, Luca Marzano, Francesco D’Alessio, Max D’Ambra, Clemente Maccaro, Vincenzo D’Agostino, Mr. Hyde e Sergio Viola. Abbiamo approfondito questo nuovo lavoro in un’intervista.

Partiamo dal titolo di questo album, “Uguale a me“. Nella musica di oggi, a volte spersonalizzata per il raggiungimento di numeri sempre più alti, rimanere uguali a se stessi diventa quasi un’impresa…

È proprio questo il punto. A parte che in questo disco c’è un po’ tutto di me. C’è modernità, nuovi suoni, ma rimanendo sempre fedele a me stesso, senza snaturare ciò che sono, ciò che sono stato e che ho creato in questi anni.

All’interno sono inseriti anche brani già noti e amati del tuo repertorio. È un po’ come fosse un checkpoint di carriera?

Sì. Tra l’altro questa è soltanto la prima parte di un disco che si divide in due capitoli. Ora è il momento di questa prima metà, mentre la prossima arriverà dopo l’estate.

A proposito di questo checkpoint, se Rosario Miraggio si guardasse indietro, dopo tutti questi anni nella scena musicale, come vedrebbe la carriera alle sue spalle?

La vedo sempre in crescendo, e quando parlo di “crescendo” non mi riferisco ai successi o ai concerti. Parlo di qualità. Ho sempre cercato di migliorarmi e se mi voltassi indietro vedrei un Rosario Miraggio acerbo che, con il tempo, si è evoluto ed è migliorato. Il mio intento, alla fine, è questo: andare avanti, mettendo comunque un “punto” più in là ogni volta.

In “Uguale a me” di particolare interesse sono le collaborazioni, alcune molto sorprendenti con le nuove leve della scena napoletana.

A me piace confrontarmi con generi differenti al mio. Mi piace l’incontro con i giovani, come Hàl Quartier e Aka7even che sono giovanissimi ma hanno tanto talento. L’idea di fondermi con loro mi stuzzicava molto, tra l’altro credo sia il giusto compromesso abbinare la melodia, il canto, con innesti urban. Era un esperimento da fare, che abbiamo già provato in passato con altri artisti, ed è diventato realtà.

“Nudi per strada” di Rosario Miraggio e Hal Quartier

Da circa un anno a questa parte s’è assistito ad un’esplosione di Napoli nella pop culture italiana come mai prima d’ora. Artisti, anche non campani, inseriscono il dialetto nelle proprie canzoni. Non credi che possa verificarsi un effetto “esubero” andando a ledere chi invece del dialetto fa da sempre la propria cifra stilistica?

A me è stato insegnato che, in eccesso, tutto fa male. Dunque è un rischio. Penso però che il napoletano sia una lingua, non può essere un trend. Andrà sempre, forse oggi un po’ di più perché con l’avvento dei rapper, o di proposte come quella di Liberato, si è contribuito a sdoganare maggiormente questa lingua. La verità sta nel mezzo. Dall’altro capo, con tutto il rispetto per altri dialetti italiani, il napoletano è una lingua che porta con sé una storia secolare. Canzoni come “O’ sole mio”, “O’ surdat nnammurat” verranno cantate per l’eternità.

Hai mai tentato la carta Sanremo fino ad oggi?

In maniera concreta no. Ho provato ad interessarmi e ho capito che non è facile. Non basta fare la canzone ed inviarla. Bisogna farla arrivare all’attenzione di chi di dovere. Immaginiamo quante canzoni arrivano al mittente, e forse dirò qualcosa di scomodo, ma su 3-4000 canzoni, ad esempio, ho i miei dubbi che vengano ascoltate tutte. Se domani facessi un pezzo e lo mandassi alla direzione artistica, probabilmente non verrebbe nemmeno ascoltata.

In merito a questo, penso a qualche Sanremo fa di Nino D’Angelo, ma anche episodi più recenti: il pregiudizio. L’hai mai avvertito sulla tua pelle?

Su di me non sempre, più in generale però c’è. Veniamo ascoltati e richiesti in Italia e nel mondo, ma nel profondo c’è sempre un velo di discriminazione. Se torniamo a qualche mese fa, a ciò che è accaduto a Geolier a Sanremo, quella è stata una prova schiacciante. Nonostante fosse davvero molto forte, ha dovuto subire. Al di là della competizione e delle classifiche, non ci si alza dalla platea per andare via. È un gesto molto brutto.

Tornando invece al tuo ultimo disco, cosa ci puoi anticipare sulla seconda parte?

L’idea è di realizzare una seconda parte composta interamente da inediti. In questa prima metà dell’album avevamo a disposizione dei pezzi importanti come “Famme sta cu tte”, che è stato tra i miei brani più ascoltati degli ultimi anni, ma che era rimasto un singolo, un po’ “figlia di nessuno”. Abbiamo deciso così di inserirla nella tracklist. Nella prossima parte del lavoro dunque ci saranno inediti, nel caso dovessero comparire brani già noti del mio repertorio, sarebbero comunque frutto di una totale rivisitazione.

“Famme sta cu tte” di Rosario Miraggio

ASCOLTA QUIUGUALE A ME” DI ROSARIO MIRAGGIO

Giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume.

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