Con un EP autoprodotto e senza etichette, rOMA firma un nuovo capitolo del suo percorso musicale: tra dialetto, denuncia sociale e resistenza poetica contro l’effimero digitale, arriva “Tuttomondo”.
Nel panorama del cantautorato indipendente italiano, ci sono artisti che vanno perennemente a caccia di numeri, magari senza nemmeno riuscire ad intercettarli, e altri che costruiscono la propria voce con la sostanza. rOMA — pseudonimo di Vincenzo Romano — appartiene con fermezza alla seconda categoria. Il suo nuovo EP Tuttomondo, il quarto progetto discografico della sua carriera, è la precisa fotografia di un percorso artistico coerente, alimentato da una rete di collaborazioni autentiche, fuori dalle logiche dell’industria discografica.
Pubblicato il 12 luglio 2024, esattamente un anno dopo l’album Puff, Tuttomondo è un lavoro nato e cresciuto fuori da qualunque etichetta o label, autoprodotto insieme ad Alfonso “Fò” Cimirro, mixato da Antonio Senesi e accompagnato dall’artwork di Cristian Russo. Anche l’ufficio stampa è home made, curato direttamente da rOMA, a testimonianza di una dedizione che non si affida a scorciatoie.

Musicalmente, Tuttomondo si muove tra le radici del cantautorato classico — da Lucio Dalla a Rino Gaetano fino a Brunori Sas — e le sue declinazioni più contemporanee. A far da cornice alla voce e alle chitarre di rOMA, c’è una band affiatata: Giovanni Di Cunzolo alla chitarra elettrica, Nicola Toro alla batteria, Giovanni Palladino al basso, Domenico Ingenito agli archi e lo stesso Cimirro a piano e synth.
Ma è nei contenuti che il disco svela la sua anima più potente. In Nun torna cchiù, uno dei due brani in dialetto, rOMA affronta il tema della violenza sulle donne con una delicatezza che non rinuncia alla denuncia. In Insieme, altro episodio in vernacolo, si sperimenta un contatto emotivo più intimo, in cui la lingua madre diventa strumento d’identità e resistenza, in una collaborazione speciale con Fedeshui. Altro bel feat è quello con i The Recoveries nella traccia d’apertura, Dov’è.
Con Tuttomondo, il cantautore campano vuole osservare il mondo nella sua totalità, raccontarne le contraddizioni e i pericoli — in primis quello di una realtà sociale sempre più piegata alla logica della visibilità e del “tutto e subito”. Un mondo dove il digitale cannibalizza l’esperienza reale, e le generazioni più giovani vengono trascinate in derive impulsive e violente, mentre le più anziane non trovano più strumenti per orientarle.
Vincenzo Romano compone e plasma musica da oltre vent’anni. Dopo l’esordio nel 2017 con Solo posti in piedi in paradiso (Seahorse Recordings), e la svolta di 1982 (Overdub Recordings, 2021), la sua voce ha continuato a maturare, passando per momenti di silenzio e di rinascita artistica. Con Puff ha segnato un nuovo inizio, e oggi Tuttomondo ne è il seguito necessario, naturale, urgente.
In un tempo in cui l’autenticità è spesso sacrificata in nome della viralità, rOMA sceglie la strada opposta: quella del lavoro artigianale, della coerenza artistica e della visione. Tuttomondo è un piccolo grande atto di resistenza poetica, un EP che si pone con l’innata autenticità di un artista che oggi, più che mai, ha imparato chi è e ha deciso cosa lasciare, a questo mondo, con la sua musica. Un messaggio che va al di là delle note.




