Dalle classifiche americane fino alla top 10 Italiana. Negli anni del picco del wrestling il rapper e lottatore John Cena scrisse una pagina di storia con il suo album di debutto

Il 10 maggio del 2005 la WWE, prima federazione di wrestling al mondo (oltre che la più ricca) si sarà domandata “come sfruttare la rinnovata popolarità planetaria di questa disciplina per incassare ancora?“. Ed è così che il lottatore bandiera della compagnia, John Cena, già bravo rapper sia dentro che fuori dal suo personaggio, è approdato con il suo album di debutto dal titolo “You can’t see me“.

I primi anni duemila, in particolare il triennio 2004-2005-2006, hanno rappresentato il punto massimo di popolarità mai toccato dal wrestling in Italia. Tra gli adolescenti e ragazzini di allora, durante l’intervallo a scuola, si parlava sempre meno delle gesta di Milan, Inter e Juventus e sempre più delle nuove mosse di Rey Mysterio, dello spettacolare Undertaker e del nuovo cambio di titolo tra Batista e John Cena. Insomma, il wrestling aveva guadagnato una centralità che negli anni immediatamente successivi al boom sarebbe scomparsa a causa di tragedie e fatti di cronaca extra-ring.

Tornando alla musica invece, “l’esperimento” andò a gonfie vele. Il disco ben figurò nella nota classifica americana stilata da Billboard, arrivando a vendere oltre quaranta mila copie soltanto nella prima settimana di pubblicazione. Ottimo successo anche in Italia, dove il cd del rapper-wrestler andò a ruba tra i giovanissimi, arrivando addirittura a piazzarsi nella top 10 dei dischi più venduti, e secondo le stime di vendita arrivando anche a sfiorare il disco d’oro. Senza dimenticare che Cena fu anche ospite al Festival di Sanremo 2006.

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Le copie di “You can’t see me” di John Cena

You can’t see me” portava la firma non soltanto di John Cena, ma anche del cugino The Trademarc. Arrivò nei negozi di dischi con il supporto di WWE Music Group e Columbia Records, mentre la produzione venne affidata a James McEwan e Todd Spadafore. La copertina vedeva raffigurata la cintura di campione della federazione che in quel momento possedeva proprio il lottatore bostoniano. All’interno dell’album, tra le rime del rapper, molteplici citazioni e reference.

Da “Cocaine” di Eric Clapton in “Beantown” a “Dance the Kung-Fu” di Carl Douglas in “Summer flings“, passando per “As long as you are there” di Carolyn Franklin, la reference che ha fatto più rumore, se non altro per quello che ne scaturì, fu “Ante up” dei MOP nel singolo di lancio “The time is now“, che diventò poi la canzone d’entrata ufficiale di John Cena nel ring. Il collettivo infatti intentò una causa contro il wrestler, la Sony e la WWE per violazione di copyright. Richiesero l’eliminazione della traccia e centocinquanta mila dollari di risarcimento, salvo poi rinunciare alla causa stessa appena due mesi dopo.

Le citazioni però non si sono fermate soltanto ai brani di “You can’t see me“, ma anche ai videoclip che li hanno accompagnati, come nel caso di “Bad, bad man“. La clip infatti si rifaceva con piglio ironico agli anni ’80, in particolare ricreando una parodia della serie tv di successo “The A-Team“, ospitando per l’occasione Gary Coleman e imitatori di Michael Jackson e Madonna.

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John Cena in una tappa promozionale dell’album

Gli scandali, ma soprattutto le morti improvvise, come quella di Eddie Guerrero e la tragedia della famiglia di Chris Benoit (il lottatore tolse la vita alla moglie e al figlio prima di suicidarsi) raggiunsero tutti i media italiani nell’epoca in cui il wrestling era diventata una vera mania, e contribuirono, in seguito a delle censure, ad affievolire sempre più il numero di seguaci italiani della disciplina. Ma il successo di quegli anni, e di quel disco, come un fulmine a ciel sereno, non potrà mai essere negato.

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Ideatore e fondatore di 4quarti Magazine. Scrittore e giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. A dicembre 2023 pubblica "Nudo", il suo primo libro. «Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume».

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