Presentato a Roma e Milano il docufilm “Nero a metà”, diretto da Marco Spagnoli che, attraverso gli occhi di Stefano Senardi, racconta la nascita e affermazione di Pino Daniele come volto di una Napoli in cerca di riscatto

Arriverà ai primi di gennaio – con esattezza il 4, 5 e 6 gennaio 2025 – nelle sale italiane Pino Daniele – Nero a metà, il docufilm diretto da Marco Spagnoli, con la preziosa collaboratore di Stefano Senardi, storico produttore e discografico di Pino, che accompagna per mano, insieme alle testimonianze di tantissimi artisti e personaggi che hanno incrociato la propria strada con quella del cantautore napoletano, nella straordinaria vita – artistica e personale – di un uomo, Pino Daniele, così piccolo al cospetto del mondo eppure così grande, sostenuto da un popolo che attraverso la sua musica ha trovato la forza di emanciparsi e riscattarsi.

L’intento di quest’opera, prodotta da Daniele Basilio e Silvio Maselli per Fidelio e da Roberto Proia per Eagle Pictures, era proprio quella di mostrare un’altra faccia di Pino Daniele. Sfumature inedite, intime e profonde di un artista come tanti e al tempo stesso come nessun altro, per ciò che ha saputo trasmettere con la propria musica. Il docufilm, che arriverà nelle sale cinematografiche in un anno, il 2025, in cui ricorrerà il decimo anniversario dalla scomparsa del cantautore, riscopre e presenta al pubblico tutto ciò che c’è stato e che per sempre ci sarà dietro quella chitarra, con cui Pino Daniele ha cantato la sua terra, sporca e sventrata, ma pura e onesta.

Nero a meta ph Anna Camerlingo DSC8820

È attraverso Stefano Senardi, autore di interviste vis a vis con alcuni dei nomi più prestigiosi della tradizione musicale napoletana, che il mosaico prende forma: un mosaico che celebra canzoni che per qualcuno sono state un lieto accompagnamento ad un proprio istante di vita, ma che per altri hanno significato qualcosa in più. Una finestra aperta da cui gridare il proprio dissenso o la propria esistenza. La propria richiesta d’aiuto e d’ascolto. È questa una delle forza della musica di Pino Daniele, che riuscirà ancora per tanti anni a sopravvivere al suo stesso autore, per il beneficio del popolo.

«Abbiamo deciso di raccontare Pino Daniele in vista dei dieci anni dalla sua scomparsa – ha affermato Marco Spagnoli, introducendo alla platea romana del The Space di Piazza della Repubblica il docufilm -. È una sorta di Pino Begins, abbiamo voluto raccontarlo come un ventenne, partendo dalla prima partecipazione televisiva in un vecchio speciale della Rai, a Napoli, per scoprire tanti altri dettagli sulla vita di questo indimenticabile artista». Pino Daniele – Nero a metà segue ideologicamente il docufilm Franco Battiato – La voce del padrone, che ha fruttato a Spagnoli e Senardi un Nastro D’argento, nel 2022, come Miglior documentario.

Le immagini di Napoli si confondono a quelle di Pino Daniele, dei suoi concerti e di momenti inediti di vita personale. «Volevamo riflettere su due elementi: come ha fatto a diventare Pino Daniele e cosa resterà della sua eredità. Un artista muore ma la sua arte non ci lascia mai e insieme a Stefano Senardi volevamo andare a fondo di questa impronta indelebile che Pino ha lasciato dietro sé. L’abbiamo fatto attraverso un racconto identitario e pulsante».

Bella la fotografia, di Gianluca Rocco Palma – mentre al montaggio del docufilm ha lavorato Jacopo Reale – per un lavoro che è casa di e per tanti artisti della Napoli musicale più bella e viva. Numerosi gli interventi, come quelli di Tullio De Piscopo e James Senese, che hanno svelato diversi aneddoti e retroscena del proprio rapporto con Pino Daniele, non risparmiando dettagli anche su quello storico concerto in Piazza del Plebiscito, ad un anno dal tremendo terremoto del novembre dell’80 che spazzò via migliaia di vite, lasciando dietro dolore e miseria. Fu la musica di Pino, e degli straordinari musicisti al suo fianco, a regalare ai napoletani una nuova forza, un nuovo stimolo d’appartenenza.

Locandina Pino Daniele Nero a Meta

Alle testimonianze, poi, s’aggiungono anche delle piccole chicche musicali, alternando sia artisti ben noti della scena napoletana, ma anche nomi provenienti dalla più fresca canzone partenopea. Tra questi citiamo Gabriele Esposito, Andrea Radice e Chiara Ianniciello, ma ad omaggiare la musica di Pino Daniele sono anche Enzo Gragnaniello, Fausta Vetere e Pietra Montecorvino che, accompagnata da Enzo Lambiase, ha eseguito una struggente e stupenda versione di Terra mia. Pura meraviglia, dal 4 al 6 gennaio al cinema.

Nero a meta ph Anna Camerlingo DSC8625
Fausta Vetere, con Mauro Di Domenico, in una propria reinterpretazione di Napul’è

Ideatore e fondatore di 4quarti Magazine. Scrittore e giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. A dicembre 2023 pubblica "Nudo", il suo primo libro. «Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume».

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