Il primo album della band alternative Origami, disponibile da oggi per GARBO Dischi, fonde urgenza espressiva, immaginario retrò e una tensione emotiva costante tra impulso e controllo.

La data di oggi, 17 ottobre, segna l’esordio discografico degli Origami con Il gioco delle tre carte, pubblicato per GARBO Dischi. Anticipato dai singoli Nel Buio, Vivere e Ora D’Aria, il progetto rappresenta un viaggio introspettivo nelle viscere dell’incertezza, del rischio e della determinazione, tracciando un percorso emotivo in cui fragilità e volontà si bilanciano in un costante equilibrio tra impulso e controllo.

Il disco si muove in un immaginario retrò, ispirato agli anni ’20, tra luci soffuse, fumo e tavoli da gioco, evocando atmosfere in cui ogni mossa può cambiare il destino. Il risultato è un rock essenziale e spigoloso, mai banale, dove ogni brano gioca con le aspettative dell’ascoltatore: ciò che appare immediato cela una verità più sottile e imprevedibile, come suggerisce il titolo stesso del progetto.

Protagonista concettuale dell’album è il “Mangiaspade”, alter ego simbolico della band, che incarna la tensione tra fortuna e ossessione, determinazione e autodistruzione. Una figura che riflette lo spirito degli Origami, sospesi tra urgenza espressiva e profondità tematica.

La focus track “Cinque Dita”, secondo brano del disco dopo l’intro strumentale Il Gioco Delle Tre Carte, apre realmente il viaggio dell’ascolto. Il riff potente di chitarra e la sezione ritmica serrata accompagnano la voce graffiante del frontman, restituendo un’immagine di aggressività consapevole e controllata. Come spiegano gli Origami, «parla della scelta di rompere con la propria insoddisfazione e affrontare l’ignoto per inseguire sogni autentici. È un inno alla volontà personale, alla forza di scommettere su sé stessi e trasformare la paura in determinazione».

Con questo debutto, la band composta da Marco De Pasquale (voce e chitarra), Michele Guidotti (batteria), Aldo Barbieri (chitarra), Paolo Giannelli (basso) e Michele Bertocchini (chitarra) definisce un’identità chiara. Un lavoro che raccoglie e sviluppa l’esperienza dei singoli precedenti, trasformando tensione emotiva e immaginario visivo in energia musicale riconoscibile, mentre le tracce Carillon, Chiardiluna, Mangiaspade e Beata mia gioventù completano un percorso discografico coerente e intenso.

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Marco Alunni, classe 2001, blogger di origini umbre ma cittadino del mondo a tutti gli effetti. Scrivo di musica per passione, così come per passione la ascolto e la osservo.

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