Il nuovo singolo di Olivia Santimone inaugura il percorso narrativo di Ciclopedonale: un alt-pop cangiante, stratificato e immaginifico che attraversa luoghi sospesi, figure enigmatiche e derive sonore al confine tra sogno e smarrimento.

Con Ciclopedoni, Olivia Santimone apre il varco d’accesso a Ciclopedonale, il suo debutto discografico e il primo tassello di un itinerario musicale che sfuma realtà e immaginazione con un approccio compositivo istintivo, privo di mappe e di traiettorie precostituite.

Chitarrista e cantautrice ferrarese, incline alla sperimentazione quanto al racconto simbolico, Olivia Santimone trasla la propria indole erratica in un brano che si presenta come la soglia di un viaggio surreale, costruito per immagini e per metamorfosi sonore.

Il singolo articola una narrazione in movimento: l’ascoltatore si ritrova all’improvviso catapultato su una pista ciclabile atipica, quasi un luogo di transito metafisico in cui il tempo e la logica subiscono una torsione. Le voci lontane, i dialoghi frammentati e l’apparizione di figure gigantesche che presidiano l’orizzonte compongono un paesaggio acustico che non mira a chiarire, ma a disorientare con metodo. È una poetica dell’incertezza, costruita attraverso un alt-pop che muta progressivamente, assimilando deviazioni melodiche inattese e materiali sonori che si affrancano dai generi canonici.

Sul piano musicale, Ciclopedoni esibisce una struttura camaleontica: procedendo per stratificazione, si espande e si restringe, alterna rarefazioni e moto, concedendosi aperture timbriche che fungono da veri e propri incisi narrativi. La scelta di un linguaggio sonoro poroso, permeabile a innesti e a interferenze, definisce un’immagine precisa del metodo compositivo di Santimone, che sembra privilegiare l’esplorazione rispetto alla destinazione.

L’evoluzione del brano conduce verso un climax scandito da una marcia frenetica, popolata da figure umanoidi a ruote, proiettate verso un suono regolare e profondo che ricorda il battito di un grande orologio: un richiamo al tempo come entità normativa e, al contempo, sfuggente. Questa pulsazione, incastonata nel tessuto sonoro, agisce come un punto di fuga, una bussola ritmica dentro un territorio volutamente incoerente. Una prova riuscita per Olivia Santimone.

Testo di “Ciclopedoni” di Olivia Santimone

Sopravvissuti al tempo, ma qui non ce n’è
per camminare lontano o pedalare su un tandem in tre
se soltanto la gente sapesse parlare di sé

Non ti troveresti qui, confuso come sei
a cercare un pretesto per dare un contesto
che spieghi cosa sono quei giganti che tra loro
sembra parlino del diavolo

Ma poi si rivolgono a te:

Se ti fai i raggi al cervello scoprirai perché
ti aiuterà nella tua autoanalisi del 2023

E nessuno sacome raggiungere la città
che prega da ore
perché la stagione è lunatica

L’orologio centrale
scandisce gli istanti
sintesi di quattro giorni di stenti
di chi ha camminato
tra specchi e lampioni
e di chi si è perduto
tra i ciclopedoni

LEGGI ANCHE:

4quarti Magazine è un progetto editoriale nato da menti alla costante ricerca di novità e sperimentazione. Al centro c’è la musica in ogni sua sfaccettatura e sfumatura, il desiderio di viverla e raccontarla, cercando di contribuire al propagarsi della bellezza che una canzone sa liberare all’esterno.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *