Tra passi avanti (pochi) e passi indietro (troppi) arriva l’album d’esordio dell’ex Fifth Harmony Normani, “Dopamine” ed è meglio di quanto ci aspettassimo

Prima l’annuncio e poi continui nulla di fatto. Un disco che sembrava destinato a non vedere mai la luce, un momentum che s’è perso nel marasma in cui la musica di oggi a volte si trasforma. Quella vissuta da “Dopamine“, il disco d’esordio di Normani, è stata un’odissea che s’è interrotta finalmente alle porte dell’estate, con la pubblicazione dell’album per RCA Records e Sony Music. Ad anticiparne la release diversi singoli, tra cui uno con Cardi B, ma possiamo promuovere la prima prova discografica dell’ex Fifth Harmony? Diciamo di sì, anche se è una promozione tutta da confermare sul campo.

Partiamo dal principio: Normani è una delle voci che compongono le Fifth Harmony, uno dei girl group di maggior successo della storia del pop. Quello in cui figurava anche Camilla Cabello per intenderci, che fu la prima a spiegare le ali in solitaria, senza mai entusiasmare troppo nonostante qualche solida hit messa a segno. Dopo di ciò, la formazione ha provato ad andare avanti in una rimaneggiata versione a quattro, sfaldandosi definitivamente poco dopo. È qui che arriva il momento di Normani, che tenta anch’essa la carta da solista.

Dotata di carisma e talento nella danza, oltre che nel canto, arriva il brano d’esordio nell’agosto del 2019, “Motivation“. Tutto sembra cominciare nel migliore dei modi: il brano funziona, qualcosa c’è e pare tutto apparecchiato per avere una nuova stellina nel pop-R&B americano, eppure scatta il freno a mano. Dopo “Motivation” non accade nulla per Normani, fermata da problemi familiari e da una discografica che sembra poi, a conti fatti, non credere troppo nel suo avvenire discografico.

Trascorrono gli anni, si parla di un album in uscita che però non si concretizza mai. Ad un tratto spunta un titolo, “Dopamine“, poi addirittura una copertina, ma nessuna data per la release. La promozione che anticipa il grande debutto di Normani finisce per assumere i connotati di una buffa barzelletta. Arrivano poi dei singoli, tra cui anche uno di spessore con la collaborazione spalla a spalla con Cardi B, e infine la release: “Dopamine“, nel silenzio più o meno generale, arriva in streaming, dove racimolerà ben poco e non c’è nemmeno da chiedersi perché.

Cosa rimane adesso? Un disco da ascoltare, da assorbire, per trovare qualche risposta ad un quesito fondamentale: l’esordio discografico di Normani ha qualche valenza qualitativa, al netto dello scarno riscontro in classifica? La risposta è sì, con qualche riserva. Tante sono le mani che hanno lavorato dietro “Dopamine“, un album che fotografa l’evoluzione personale – oltre che artistica – di Normani, che negli anni è cresciuta ed ha plasmato una propria identità, non più legata ai fortunati esordi in gruppo.

Sembra una rappresentazione di tutto ciò che ho passato per arrivare a questo momento. So che avevo bisogno di tempo, esperienze e spazio per uscire dalle Fifth Harmony e diventare la versione di me stessa che dovevo essere. Senza tutto questo non sarei in grado di esistere nello spazio creativo in cui mi trovo ora. Non sarei in grado di fare il tipo di musica che sto facendo adesso.

Dimentichiamo l’esuberante bontà di “Motivation“, a conti fatti un isolotto nell’oceano. In “Dopamine” Normani veste – o per meglio dire, si sveste – panni sensuali e audaci in cui non stona, anzi, sembra completamente a suo agio. Gli echi richiamano l’R&B d’alta scuola di una certa Brandy, non proprio un nome casuale, e parrebbe quella la direzione verso cui “Dopamine”, e più in generale il percorso attuale di Normani, intende spingersi.

Alcune buone intuizioni danno luce al disco evitando l’effetto-monotonia tra un pezzo e l’altro, trovando i suoi punti di forza nella sensuale “Lights on“, ma anche nella dolorosa “Insomnia“, co-scritta proprio insieme a Brandy. Buona anche “Candy paint“, scelta giustamente come singolo di traino al momento del rilascio del disco, peccato soltanto che nessuno se ne sia accorto. I punti deboli sono da ritrovare, come spesso accade, proprio nei duetti, ma nonostante ciò il focus non cambia e nell’ascoltatore resta chiaro come si stia ascoltando l’album di Normani, e non una playlist casuale, e questo è senza dubbio un plus per un album di debutto.

La discografia odierna non permette passi falsi quando si parla di comunicazione e promozione. La musica è sempre più un flusso, un fiume in discesa di canzoni più o meno belle che intasano le orecchie degli ascoltatori. Lo scarso successo di questo primo album di Normani non trova riscontro con la qualità dello stesso, che per quanto non sia imperdibile, di certo non va cestinato. Per la cantautrice tempo per rifarsi ce n’è eccome, magari su altri lidi, con altri team e case discografiche. Di certo però, musicalmente, con “Dopamine” abbiamo un’idea di chi sia Normani che, per quanto vaga e ancora opaca, c’è.

Normani Dopamine
Valutazione:
★ ★ ★ ☆ ☆

Ideatore e fondatore di 4quarti Magazine. Scrittore e giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. A dicembre 2023 pubblica "Nudo", il suo primo libro. «Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume».

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