La band capitanata da Kekko Silvestre accolta da un pubblico trasversale e appassionato nella prima delle due date romane del tour. Tra classici e novità del repertorio targato Modà, spiccano il duetto con Nicola Nite e i momenti strumentali di Zapparoli e Arrigoni.
I modà sono tornati a prendersi la Capitale. Ieri sera, al Palazzo dello Sport di Roma, la band guidata da Kekko Silvestre ha inaugurato la prima delle due tappe capitoline del tour La notte dei romantici, che farà ritorno nella capitale il prossimo 23 novembre. Un titolo che si traduce, sul palco, in un’autentica celebrazione di anni e anni di carriera. Una storia, quella della band, che continua a rinnovarsi con nuovi progetti e canzoni – ultimo, il disco 8 canzoni, pubblicato in concomitanza con la partecipazione a Sanremo 2025 – tradotta in una scaletta composta, spinta da medley e cori con il pubblico.

Il pubblico, composto da un mosaico sorprendentemente eterogeneo — donne di ogni età, coppie, giovani che forse nel pieno del successo del gruppo non erano ancora adolescenti — ha accolto la band con un calore familiare, quasi domestico. Una dimostrazione tangibile di quella “passione maledetta” che, come recita uno dei loro brani più iconici, continua a tramandarsi di generazione in generazione.
Tra i momenti più significativi della serata, il duetto con Nicola Nite, già frontman dei Tazenda, oggi presenza stabile all’interno della formazione a partire da questa . Un sodalizio che va oltre la musica, cementato anche da un legame familiare con lo stesso Silvestre, e che sul palco si traduce in una complementarità vocale intensa e naturale, sulle note di Cuore e vento, lettera d’amore per la Sardegna, contenuta nel celebre disco Gioia dei Modà, datato 2013.

La scaletta ha abbracciato ampiamente la parabola artistica dei Modà, alternando classici del repertorio, che hanno scandito gli anni d’oro del gruppo, a brani più recenti, tratti dalle ultime produzioni discografiche. Non tutto il passato è stato ripercorso, ma la selezione ha offerto un ritratto coerente dell’identità musicale della band: melodie dal taglio pop-rock, liriche sentimentali e un suono che continua a privilegiare l’immediatezza emotiva e la tradizione italiana.
A dare respiro alla narrazione, gli intermezzi strumentali di Enrico Zapparoli e Diego Arrigoni, protagonisti di assoli che hanno saputo bilanciare lirismo e energia, confermando il valore tecnico e la solidità sonora di una band che, nonostante l’inevitabile incedere del tempo, tiene salda la propria compattezza.




