Tra folk d’autore e confessioni intime, il cantautore siciliano Methos firma una ballata che non ha bisogno di alzare la voce per restare: “Pezzo di carta”
È uscito l’8 luglio, Pezzo di carta, il nuovo singolo di Methos, giovane cantautore classe 2003, per l’etichetta Matrice17 con distribuzione Believe. Una ballata folk che parla d’amore in modo inatteso: non per una persona, ma per la scrittura stessa.
Pezzo di carta è una lettera mai inviata, un rifugio fatto di parole e silenzi. Methos canta il bisogno di scrivere, di affidare alla pagina ciò che non si riesce a dire ad alta voce. È un brano intimo, che si muove sul filo tra la confessione e il pudore, tra la voglia di mostrarsi e quella di proteggersi.
L’arrangiamento è essenziale, ma pieno: chitarra acustica, contrabbasso, batteria e un tocco di archi costruiscono un’atmosfera calda, sospesa, in cui ogni suono ha il suo peso. La produzione, affidata a Delco (Francesco Del Corona), e l’arrangiamento condiviso con Jacopo D’Arpino, valorizzano il timbro delicato e penetrante di Methos, che sussurra più che cantare, ma lascia il segno.
“Pezzo di carta” non alza la voce, ma resta. Come certe cose che non si dicono, ma si sentono.
Con questo brano Methos aggiunge un nuovo capitolo a un percorso in continua crescita. Dopo i singoli Un giorno come gli altri e Miraggio, usciti rispettivamente a marzo e maggio, Pezzo di carta conferma la direzione di un artista che non cerca scorciatoie, ma lavora sulla sostanza: scrittura, emozione, autenticità.
Originario di Siracusa e cresciuto artisticamente a Livorno, Methos (Andrea Marano) scrive e compone fin da bambino. Dopo anni di concerti, nel 2023 avvia un nuovo corso artistico affiancato da una band di coetanei con cui fonde urban pop, folk e cantautorato. La sua forza sta in una scrittura che scava, ma non pretende di spiegare tutto: racconta il quotidiano con uno sguardo malinconico e poetico, lasciando spazio all’ascoltatore.
TESTO DI “PEZZO DI CARTA” DI METHOS
Autori: Andrea Marano
Etichetta: Matrice17
Cala il silenzio
Le luci si spengono
Anche se non l’ho promesso
A scrivere ci tornerò
A dirti che mi importa di averti avuta
A cantare tanto forte ogni mia scusa
Penso alle pubblicità
La pausa dei baci che effetto mi fa
Siamo sempre simili considera che
Questi testi biblici li ho scritti per te
Non c’è giorno che io non scriva
Quanto sei bella quanto sei fina
E se non c’è niente che ti tiene
Lo scriverò su un pezzo di carta
Perchè non voglio che se ne vada
E scrivo che
Ora che non ci sei
Leggerò il tuo nome tra le righe in quel display
Quegli sbagli erano nostri, ora sono i miei
Ho versato il caffè
Messo la moka di lato
Sembra sempre più strano
L’incubo di prima lo abbiamo già scordato
Va da sé
Che non mi segno più nulla
Le tue cose le ho già chiuse in una busta
Peccato per il colpo di frusta
Tu mi fai cambiare i piani
Coi tuoi giochetti strani
Non dirmelo se bari che poi mi chiedo
Se non c’è niente che ti tiene
Lo scriverò in un pezzo di carta
Perchè non voglio che se ne vada
E scrivo che
Ora che non ci sei
Leggerò il tuo nome tra le righe in quel display
Quegli sbagli erano nostri ora sono i miei
E’ tornato il silenzio
Le stelle ci osservano
Mentre ripenso a che hai detto
Ti scrivo ciò che non dirò
Tu mi fai cascare a terra
Con tutta questa fretta
Se è amore, l’amore aspetta
Il tempo che scriva
Se non c’è niente che ti tiene
Lo scriverò in un pezzo di carta
Perchè non voglio che se ne vada
E scrivo che
Ora che non ci sei
Leggerò il tuo nome tra le righe in quel display
Quegli sbagli erano nostri ora sono i miei




