Il mercato musicale, nel primo semestre del 2021, segna una crescita del 34% C’è poi l’impennata del vinile, in salita del 189%
Dopo un lungo periodo di crisi, causato soprattutto dalla pandemia globale da Covid-19, il mercato musicale torna a respirare boccate d’ossigeno, come riportano i dati Deloitte per FIMI, che segnalano un incremento pari al 34% per il mercato in questi primi sei mesi dell’anno. Incisiva l’affermazione dello streaming, specialmente il segmento premium, i cui ricavi degli abbonamenti sono saliti del 41%, ma grandi soddisfazioni arrivano anche dal formato fisico.
Il celebre (e per alcuni nostalgico) formato è tornato a macinare vendite grazie specialmente al vinile, ormai nuovamente sdoganato che con un sonante 189% di crescita si conferma il supporto fisico numero uno, scavalcando ormai il cd, che comunque ottiene risultati positivi nel primo semestre del 2021, con un’impennata del 52%. In forte crescita anche i ricavi dal segmento video, saliti del 47,7%.
Le classifiche semestrali avevano consegnato un dato già molto chiaro: il mercato musicale registra una forte affermazione del repertorio italiano, sia fisico che digitale, in questi primi sei mesi di rilevazione del 2021. Un trend sempre più incisivo che vede la musica nostrana dominare ampiamente su quella internazionale.




