Dopo aver rilasciato il nuovo singolo “Medicine”, per i Melancholia si aprono adesso le porte di una nuova era, verso il secondo album

Sono stati senza dubbio tra i nomi più apprezzati dell’ultima edizione di X Factor, grazie al loro stile, alla ricercatezza della loro proposta musicale ed al carisma della vocalist Benedetta. I Melancholia, dopo un’estate in tour, con date anche sold out, hanno inaugurato il loro nuovo percorso in direzione secondo album, con il singolo “Medicine“. Ne abbiamo approfittato per farci raccontare qualcosa in più dalla leader della band di Foligno.

Avete presentato questa “Medicine” come l’inizio di una nuova era per i Melancholia. Dicci di più.

Arriviamo da un album, il primo pubblicato, che è stato molto vario. Racchiudeva i primi sei anni di lavoro della band, è stato un parto molto lungo. Ora ci stiamo definendo molto di più, anche in uno spazio temporale piuttosto circoscritto, sono circa cinque o sei mesi che stiamo scrivendo molto e la differenza sta nel fatto che adesso siamo concentrati su un mood molto preciso, che poi potrebbe essere contaminato da più generi come abbiamo fatto nel precedente album e come continueremo a fare sempre. La contaminazione ci sprona.

Guardando anche il videoclip ho ritrovato il mondo alternativo e psichedelico dei Twenty One Pilots.

Sì, ci sono molte reference, come ad esempio l’utilizzo del passamontagna. L’imprinting ce l’hanno dato sempre i Twenty One Pilots e nella canzone stessa c’è una citazione ad un loro pezzo, “Polarize”. L’abbiamo voluta inserire per certificare una certa riconoscenza al duo americano. Dobbiamo loro molto, sia a livello personale che musicale. Tutti e tre siamo cresciuti ascoltandoli e vivendo la loro crescita fino al successo. Il nostro sogno è sempre stato fare quello che hanno fatto loro. Volevamo ringraziarli per essere parte di noi sempre.

“Medicine”, il nuovo singolo dei Melancholia

Un duo fantastico. Ricordo di averli scoperti attraverso una sorta di “MTV New Generation” con il singolo “Holding on to you“…

Anche io!

E poi è arrivato l’exploit mondiale.

Hanno fatto tanta carriera. Sono passati dal suonare alle bettole di Columbus, nell’Ohio, fino a crescere sempre più. Hanno una storia molto bella che per noi è di ispirazione e spero lo sia per tanti altri artisti. La voglia che hanno tutti i musicisti è quella di suonare live, è la parte che ti fa sentire vivo.

A proposito di live, gli artisti stanno insorgendo perché, nonostante ci siano i mezzi a disposizione per ripristinare la capienza massima per i concerti, questa comunque continua a non arrivare.

Benedetta Melancholia
Benedetta, frontwoman dei Melancholia

Abbiamo iniziato il tour quando il green pass ancora non c’era. Le persone venivano con la mascherina, si misurava la temperatura e si rispettavano tutte le misure di sicurezza. Tanto impegno è stato profuso da noi e dalla nostra crew, fino a tutti gli staff dei festival che abbiamo incontrato. Tutti hanno fatto la loro parte. Ci siamo detti, per la voglia di suonare dal vivo, “Ok, se le regole sono queste le rispettiamo”. Ci si trova però davanti ad una situazione in cui da parte nostra viene dato tanto, e faticosamente, e poi dall’altra parte ti trovi piazze piene per i comizi, allora t’incazzi.

Quando è stato introdotto il green pass tutti abbiamo fatto il massimo per ottenerlo, e mi fa rabbia tutto questo. È una mancanza di rispetto che il mondo dello spettacolo non merita. Non si può pensare all’estate come un traguardo per far muovere qualcosa e invece l’inverno sia di silenzio.

Proprio durante i comizi qualche esponente politico ha gridato al “sì” alla ripartenza del comparto in sicurezza, ma l’ha fatto davanti ad una piazza che di fatto non stava rispettando alcuna norma…

Stanno dicendo tante parole da tanto tempo, non ci fidiamo più. La ribellione più grande che possiamo fare adesso è farci sentire, ma prima di arrivare ad un’esasperazione che porterebbe solo rabbia inutile, sarebbe il caso di discuterne in maniera civile senza mancanze di rispetto. Se con le buone non lo capiscono, allora invito mille persone nella piazzetta, dico “oggi si suona, non me ne frega niente”. Mi portano via con le manette, ma almeno ho suonato. Una ribellione punk che mi hanno portato a fare, non che abbia voluto fare.

Tornando alla musica, leggendo in giro vari commenti ho trovato persone che accomunerebbero il vostro percorso a quello dei Måneskin, ipotizzando per voi un futuro all’Eurovision Song Contest. Come rispondereste a questa chiamata?

Noi non vogliamo mai chiuderci a nuove strade. Come anche la stessa strada del talent, a cui ci siamo chiusi per molto tempo, e siamo stati stupidi nel farlo perché è inutile precludersi a percorsi che potrebbero portare possibilità concrete. Il percorso Eurovision è legato indissolubilmente al Festival di Sanremo, e quindi all’obbligo di cantare in italiano, che è una cosa difficile, una scrittura molto complessa in un genere musicale in cui potrebbe non sposarsi più di tanto. Di certo però non abbiamo intenzione di porci dei limiti, e se dovremo sviluppare un nuovo modo di scrittura, lo faremo restando sempre noi stessi.

C’è una cosa che traspare ogni volta che voi ex concorrenti di X Factor 2020 vi riunite: il profondo legame che va al di là alla semplice esperienza vissuta insieme. Come lo spiegheresti?

Credo che abbia influito molto il fatto di aver vissuto l’esperienza di X Factor in epoca Covid-19. Un secondo lockdown chiusi insieme nel loft. Forse questo grande legame è dovuto al bisogno di affetto e contatto umano che per molto tempo è mancato. Ci siamo quindi legati non soltanto sul piano musicale. Ci siamo aiutato in tutti i modi possibili, perché il lockdown ha lasciato profondi segni psicologici anche nelle menti più forti. Ci siamo rimboccati le maniche per ritornare a lavorare e ad avere rapporti con le persone. Siamo stati fondamentali l’un l’altro.

I Melancholia ad X Factor

Sempre su X Factor, avete avuto modo di vedere qualcosa della nuova edizione attualmente in corso?

Non troppo, ho visto qualcosa soltanto tramite social anche perché il tour è finito poco fa e siamo stati sempre in giro senza la possibilità di vedere la tv. Però abbiamo conosciuto delle novità che ci sono state suggerite dai social. Abbiamo visto molta freschezza, la new wave della musica italiana è entrata anche nel programma.

In conclusione, questa “Medicine” è il preludio ad un nuovo album per i Melancholia?

Abbiamo molti progetti, sarò molto vaga perché stiamo lavorando molto e non voglio dire nulla fino a che non sarà tutto pronto. Stiamo preparando qualcosa di molto forte, almeno per noi, stiamo scavando nelle nostre menti e nella nostra pancia. Il secondo album di una band è fondamentale, è il passo che ti fa andare dove vuoi tu. Ci stiamo impegnando per renderlo speciale e ciò che noi vogliamo che sia.

Allora a presto, aspettando il nuovo disco e un altro, bel concerto.

Speriamo di tornare a sudare in un club insieme ad altre 500 persone!

“Leon”, singolo dei Melancholia

Giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume.

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