C’è anche l’Orchestra “da Oscar” di Roma in “Al posto mio“, il nuovo singolo che conferma Marco Guazzone come uno dei talenti della nostra musica

Da quel ritorno sulle scene, con la “benedizione” di Elisa, rappresentato dal bel singolo “Con il senno di poi“, Marco Guazzone non ha più interrotto il suo rinnovato percorso artistico, e dopo numerose soddisfazioni ottenute specialmente in ambito internazionale, ha rilasciato oggi il suo nuovo singolo dal titolo “Al posto mio“, scritta da lui stesso e con la produzione di Luca Serpenti. Prezioso anche il contributo dell’autrice e musicista Alessandra Flora.

«“Al posto mio” è una sorta di lunghissimo *sta scrivendo…* che alla fine non invieremo mai». Racconta così Marco Guazzone questa traccia, che analizza tutto ciò che viene provato al termine di una relazione, e dell’amara consapevolezza di aver perduto quel cuore che ora apparterrà a qualcun altro. «In questa canzone ci sono tutte le domande impossibili che non abbiamo il coraggio di fare ad un ex e che purtroppo restano soltanto nella nostra testa», aggiunge l’artista».

Si tratta di un brano molto intenso, questo, anche per lo stesso Marco Guazzone: «Credo che questo sia stato il mio brano più difficile da scrivere finora perché è il più sincero. Sentivo il bisogno di raccontare questa storia senza filtri e la necessità di parlare in un modo più diretto e viscerale. Ho intrecciato la mia penna e le mie mani sui tasti del pianoforte con quelle di Alessandra Flora». Proprio a tal proposito Guazzone dice: «È riuscita a farmi uscire dalla mia zona di comfort e con la sua esperienza, la sua cura e il suo talento mi ha aiutato a trovare le parole e le note giuste».

Il videoclip della traccia, pubblicato su YouTube, rappresenta appieno il mood di questo singolo. La clip è firmata da Antinea Radomska, regista e producer italo-polacca che ha realizzato un montaggio di immagini reali di vita vissuta tra Italia, Francia e Polonia insieme al suo compagno Emanuele Gabrieli.

Marco Guazzone sul videoclip ha detto: «Queste immagini sono perfette per la canzone, la sensazione che volevo raccontare è proprio quella di guardare un film di cui non siamo più i protagonisti. Osservare la vita che ci scorre davanti e noi siamo solo spettatori che non possiamo più intervenire perché la nostra occasione l’abbiamo avuta e poi l’abbiamo persa. Ad aggiungere valore a tutto questo c’è il fatto che sono scene vere, i protagonisti sono due persone reali e non degli attori e questo mi ha emozionato ancora di più».

Giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume.

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