Dopo la pubblicazione del singolo “Austu”, Lorenzo Vizzini presenta un brano intimo e in dialetto che celebra il legame con la madre: ecco in streaming “Ma'”.
A meno di un mese dall’uscita di Austu, Lorenzo Vizzini torna con un nuovo singolo: Ma’, realizzato in collaborazione con Francesco Le Metre e disponibile dal 26 settembre su tutte le piattaforme digitali (Surf Music, distribuzione Ada Music Italy). Un brano che si inserisce con naturalezza nel percorso di ricerca dell’autore siciliano, volto a esplorare le proprie radici attraverso lingua, ricordi e riflessioni intime.
Ma’ si configura come una lettera affettuosa indirizzata alla madre. Nei versi, Vizzini intreccia somiglianze e distanze, raccontando la complessità di un legame familiare segnato dal tempo: «oggi anche in un abbraccio sento la piccola frattura del tempo che è passato fra di noi». Il ritornello, “Ca sugnu uguali a tia, e tu sì uguali a mia”, sottolinea invece il riconoscimento reciproco e la continuità generazionale che unisce madre e figlio.
La dimensione intima della scrittura trova il suo equilibrio sonoro grazie al contributo di Francesco Le Metre, compositore e pianista siciliano, che accompagna il brano con una tessitura essenziale di pianoforte e suoni d’ambiente. Una scelta che ammorbidisce il carattere personale del testo, restituendo al tempo stesso l’impressione di un legame universale, fatto di affetto e complessità taciute.
La cover del singolo, realizzata da Julieta Vivas, rafforza il valore simbolico del brano: due tonalità rosate che si incontrano evocano l’intensità emotiva e l’aura eterea del testo. La produzione, il mix e gli arrangiamenti sono stati curati dallo stesso Lorenzo Vizzini, mentre il mastering porta la firma di Jasper Ward.
Scritto interamente in siciliano, Ma’ prosegue la linea narrativa già tracciata da Austu: non un esercizio di nostalgia, bensì un’immersione nella memoria viva, ruvida, nutrita di odori, voci e rituali. L’uso della lingua madre diventa così strumento privilegiato per restituire autenticità e profondità al racconto.




