Nonostante la mancata top 5, è un Sanremo da incorniciare per Loredana Berté, che dopo averlo inseguito una vita intera, conquista il Premio della Critica intitolato a Mia Martini

A lungo definita un’artista inattendibile, da lasciare in disparte perché scheggia impazzita. In quell’angolo Loredana Berté ha aspettato, alzando la voce ma rimanendo il più delle volte inascoltata, il suo grande momento, che arrivasse anche per riscattare sua sorella, Mia Martini. Da qualche anno l’artista s’è ripresa la scena ritrovando l’amore di un pubblico che è rimasto inossidabile al suo fianco, intanto quella consacrazione che passava anche per i critici continuava a tardare, fino a quando non è finalmente arrivata, al Festival di Sanremo 2024.

La kermesse s’è ormai conclusa. Di una settimana pregna di avvenimenti, più o meno memorabile, rimane adesso la musica degli artisti in gara, consegnata al pubblico che attraverso la fruizione di essa saprà stabilire i veri vincitori, quelli che non si possono certo stabilire in fretta e furia dopo cinque giorni. C’è qualcosa però che rimane, a prescindere dalle note. È il manifesto di una rockstar vera che sulla pelle ha collezionato innumerevoli cicatrici, più o meno vistose, alcune delle quali addirittura si sono rimarginate dopo anni.

In gara per la dodicesima volta al più prestigioso festival musicale italiano, Loredana Berté ha affidato ad Andrea Bonomo, Luca Chiaravalli e Andrea Pugliese, oltre che alla sua stessa penna, un riassunto di vita trascorsa e vissuta senza mai tirare il freno a mano: “Sono pazza di me e voglio gridarlo ancora / Non ho bisogno di chi mi perdona io, faccio da sola“. La rivendicazione di un amor proprio conquistato a fatica e tante recriminazioni fatte allo specchio: “Sono pazza di me perché mi sono odiata abbastanza“, senza tralasciare una stoccata all’ipocrisia, così tanto diffusa là fuori: “Prima ti dicono basta, sei pazza, e poi ti fanno santa“.

Per Loredana Berté è stato probabilmente il Festival di Sanremo più bello della sua carriera, pieno di libertà, amore e leggerezza. Lontani i dispiaceri dell’edizione 2019, dove rimase con un pugno di mosche e un premio – improvvisato all’ultimo secondo e mai nemmeno consegnato – dedicatole per placare le infuocate proteste dell’Ariston alla sua esclusione dal podio. Stavolta per l’artista un premio è arrivato davvero, ed è quello che ha atteso per tanti anni, il Premio della Critica “Mia Martini”.

Quel premio consegnato dalla sala stampa sanremese, intitolato alla sorella dopo la sua scomparsa, che per prima lo vinse nel 1982. Loredana Berté ha ricevuto il riconoscimento all’indomani della finale, proprio nella sala stampa dell’Ariston, senza trattenere emozione alcuna: «Questo premio della critica mi è sempre sembrato irraggiungibile. Non ci speravo più. Mimì, l’abbiamo riportato a casa! Ancora non ci credo».

Si torna a casa. Tutti tornano a casa dopo Sanremo, anche chi non è stato interessato dalla trasferta ligure. Si torna a casa, anche solo ideologicamente, e se è vero che lassù c’è qualcos’altro, probabilmente Mia Martini avrà sorriso, insieme alla sorella, tra noi comuni mortali.

https://www.youtube.com/watch?v=yoaOd7CbCr4

Giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume.

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