Chi è Lele Blade per davvero? Cosa guarda attraverso i suoi occhi? Sono questi gli interrogativi che accompagnano l’ascolto del suo nuovo album, Con i miei occhi. Un disco solido e coerente, ma a quegli stessi interrogativi le risposte rimangono a metà

Una prova importante per Lele Blade. Con i miei occhi, ciò che le sue pupille osservano, scrutano, e di riflesso vivono. La sua versione delle cose, dell’amore, del successo, del trionfo e dell’affermazione che fa rima con ambizione. Quella che il rapper, originario di Casoria, ha sempre custodito e che passo dopo passo l’ha portato ad essere uno dei nomi di punta della scena hip hop campana, attenzionata da tutta Italia e non solo. Con Con i miei occhi – fuori per Warner Music Italy – punta ad un nuovo livello, a nuovi gradini, ponendo l’accento su esperienze che, in questi anni, hanno contribuito ad una propria evoluzione, non soltanto artistica.

Spazio a pezzi conscious, che rappresentano la forza primaria di un disco comunque imperfetto. Solido e coerente con il percorso di Lele Blade, ma che non ci sembra che possa rappresentare un vero e proprio punto di svolta per la sua carriera. L’album si apre subito con uno dei pezzi più personali dell’intera opera: Chell che sent. Sonorità R&B per un brano in cui, effettivamente sì, Lele Blade offre al pubblico una propria visione di ciò che i suoi occhi osservano, tra persone accecate dal denaro, a un tempo che corre senza sosta:

Addò stammo currenno tutte quante?
Ch”e sorde annanz’a ll’uocchie nun se vede cchiù ‘o traguardo
[…]
Primma chisto era ‘o munno mio, stevo dint’a na bolla
‘O tiempo corre appriesso a nuje, è n’arma puntata ‘ncuollo

La lucida analisi in Chell che sent introduce alla perfezione il disco, prima di far posto a uno dei brani più forti dell’intero album: Heets, in coppia con Geolier. Il brano, che da subito ha ottenuto i favori del pubblico, ha tutte le caratteristiche per trascinare l’album al successo. Ben scritto e avvolgente, su un amore fatto di sentimenti consumati e poi gettati via e calpestati, come una cicca di sigaretta. Nella bella Heets forse l’unico appunto sarebbe da rinvenire nella percezione della “paternità” dello stesso. Geolier, fuoriclasse assoluto, emerge come il protagonista della traccia, per quanto sarebbe, in teoria, ospite di Blade. L’accoppiata comunque, come già dimostrato in passato, è vincente.

“Heets” di Lele Blade e Geolier

L’ottimo kickoff dell’album rallenta in piglio e focus con le seguenti tracce: Bad Mood, con Simba La Rue, non lascia il segno. Con Mai chiu Lele Blade riapre la finestra sull’amore nella maniera viscerale, la stessa con cui ha aperto l’album. Segue poi TikTok con Niky Savage, beat ipnotico (non è certo l’unico bel lavoro firmato Dele, producer del disco), testo opinabile. L’attenzione ritorna su Con i miei occhi, titletrack del disco in cui troviamo l’identità – secondo noi – più congeniale di Lele Blade: sincero, senza fronzoli, umano. “Volevi il paradiso, io sono l’inferno“: Lele Blade guarda in faccia i suoi errori, li riconosce e attraverso la constatazione della loro esistenza, chiede perdono:

Me sto guardando ò specchio, sto cuntanno ‘e sbaglie ch’aggio fatto
[…]
‘Mmiez’a tutte ‘sti vittorie tu si’ l’unica scunfitta
Me perdo ‘int’é discorse, eternamente insoddisfatto
[…]
Vulive ‘o paradiso, i’ so’ l’inferno

Saggia la scelta dei singoli che ne hanno anticipato la pubblicazione. Tra questi Contigo, che unisce l’anima hip hop alle sonorità latine che hanno sempre trovato terreno fertile nelle produzioni di Lele Blade, in Contigo troviamo il connubio perfetto tra due dei mondi dell’artista. Bella anche Jet privato, che insieme a Luchè è stata l’ultima canzone ad essere svelata prima della pubblicazione del disco, che si chiude poi, seguendo la tracklist, con Lose control, singolo che invece inaugurò il percorso verso l’uscita di Con i miei occhi.

“Contigo” di Lele Blade

Erano diverse le ragioni che mi spingevano ad attendere con grande curiosità questa nuova prova di Lele Blade, dopo quanto di buono costruito fino ad oggi. Eppure dietro un disco di platino c’è altro, dietro un artista c’è un universo da esplorare. Chi è Alessandro Arena? Era la domanda che continuava a ronzare nella testa durante gli ascolti del disco. Cosa vuole farci vedere realmente attraverso i suoi occhi? Dopo aver sviscerato questo album, qualche risposta l’ho trovata, ma non mi ritengo ancora soddisfatto. Con i miei occhi è un disco che lascia dietro sé un appetito soltanto in minima parte saziato. Si resta dunque in attesa della prossima portata, sperando che il menù non si esaurisca sul più bello.

CON I MIEI OCCHI cover
Valutazione:
★ ★ ☆ ☆ ☆

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Ideatore e fondatore di 4quarti Magazine. Scrittore e giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. A dicembre 2023 pubblica "Nudo", il suo primo libro. «Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume».

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