Con il singolo “Cold hands”, in uscita per Bronson Recordings, i Leatherette rivelano un nuovo capitolo del loro percorso: un brano fragile e lucido, preludio al terzo album “Ritmo Lento” in arrivo il 28 novembre.

C’è un filo sottile che unisce la tensione emotiva e la disciplina del suono nei Leatherette, band bolognese ormai stabilmente collocata nel panorama indie-rock europeo. Cold Hands, il nuovo singolo in uscita per Bronson Recordings (con distribuzione Universal Music Italia), rappresenta l’ultimo estratto dal terzo album Ritmo Lento, atteso il 28 novembre.

Il brano arriva dopo la visceralità ipnotica di Lovers Drifters Foreigners e la sospensione minimalista di Hey There, completando una triade che anticipa un disco costruito su contrasti, aperture e improvvise fratture emotive.

Un’epica intima tra distorsione e leggerezza

Cold Hands si muove con passo rapido e nervoso, come un pensiero che sfugge ma non si esaurisce. Le sonorità richiamano un indie-rock ruvido, attraversato da venature shoegaze contemporanee: tre accordi essenziali sorreggono un tessuto sonoro in continua tensione, dove chitarre scheletriche, droni deformati e un flauto infantile disegnano un paesaggio sonoro straniante ma coerente.

Nelle liriche, la band racconta la fatica di accettare la dissoluzione dei sentimenti — quei momenti in cui l’amore, pur vivo nel ricordo, si sbriciola nell’abitudine. “Cold Hands nasce da una melodia di flauto dolce e da un’ammirazione per i Guided By Voices”, spiegano i Leatherette, citando esplicitamente The Goldheart Mountaintop Queen Directory e A Salty Salute come punti di partenza concettuali. L’ispirazione si traduce in una riflessione disincantata sull’amore che si consuma per inerzia, sulla distanza che cresce anche quando si tenta di misurarla con lucidità.

Tra palco e introspezione: il viaggio verso “Ritmo Lento”

L’uscita di Cold Hands anticipa la pubblicazione di Ritmo Lento, il nuovo album dei Leatherette, previsto per il 28 novembre. Il disco sarà presentato dal vivo in tre speciali release show: il 6 dicembre al Covo Club di Bologna, il 13 al Passatelli in Bronson di Ravenna e il 20 all’ExFila di Firenze. Prima ancora, la band aprirà l’unica data italiana dei Nation Of Language, il 23 novembre ai Magazzini Generali di Milano.

Nati a Bologna nel 2018, i Leatherette — Michele Battaglioli, Francesco Bonora, Jacopo Finelli, Andrea Gerardi e Marco Jespersen — si sono imposti come una delle formazioni più raffinate e riconoscibili della scena alternativa italiana. Dopo l’EP Mixed Waste (2021) e l’esordio Fiesta (2022), accolto positivamente dalla critica nazionale e internazionale (Rumore, Blow Up, NME, The New Cue) e sostenuto da Iggy Pop su BBC Radio 6, la band ha proseguito con Small Talk (2023), prodotto da Chris Fullard e masterizzato da Adam Gonsalves.

Un percorso che li ha condotti sui palchi dei principali festival europei — da Eurosonic a The Great Escape — e che oggi trova nuova espressione in Ritmo Lento.

Testo di “Cold Hands” dei Leatherette

Cold hands waving in the distance
for a salty goodbye
We were sneaking in our shelters
and love was waiting outside
We were looking for a ride
but we had nowhere to go
We were taking our time
it was a long time ago

I was measuring the distance
between the pros and the cons
And you were acting like you don’t mind
acting like you don’t know

We were looking for a shortcut
We were bound to get lost
We were feeling alive
It was a lifetime ago
We were looking for a ride
but we had nowhere to go
We were taking our time
it was a long time ago

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Marco Alunni, classe 2001, blogger di origini umbre ma cittadino del mondo a tutti gli effetti. Scrivo di musica per passione, così come per passione la ascolto e la osservo.

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