A cinque anni dall’ultimo lavoro discografico, Irene Grandi torna con undici tracce inedite, costruite su un equilibrio tra aurora e tramonto, attraversando diversi generi e con collaborazioni prestigiose come Carmen Consoli e Stewart Copeland.
S’intitola “Oro e Rosa”, il nuovo album di inediti di Irene Grandi, pubblicato per Cose da Grandi con produzione artistica di Pio Stefanini e direzione creativa condivisa con Alessandro De Rosa. Il progetto rappresenta il ritorno discografico dell’artista dopo cinque anni di intensa attività live, tournée celebrative dei trent’anni di carriera e partecipazioni internazionali, tra cui il musical The Witches Seed con le musiche di Stewart Copeland.
L’album si costruisce attorno a una dialettica cromatica ed emotiva: l’oro dell’aurora e il rosa del tramonto diventano figure simboliche, rappresentando rispettivamente promessa e risveglio, perdita e congedo. In questa cornice, Grandi esplora l’amore in tutte le sue sfumature — ritrovato, perduto, cercato o lasciato andare — e la continua ricerca di un equilibrio tra esperienza e crescita personale. La sua narrazione musicale prende forma in undici brani che si muovono con agilità tra ballate intime, tensioni ritmiche incisive e arrangiamenti capaci di unire la contemporaneità al suono degli anni ’80, con suggestioni blues e rock costanti.
Il disco presenta collaborazioni di rilievo: il duetto con Carmen Consoli in Colorado e la partecipazione di Stewart Copeland alla supervisione ritmica di Fiera di Me costituiscono punti di riferimento all’interno di un panorama sonoro ricco e stratificato. A completare il quadro, un ampio gruppo di autori e compositori, tra cui Francesco Bianconi, Mario Amato, Carlo Alberto Togni, Daniele Coro, Martina Vinci, Luca Floridi, Niccolò Dainelli, Alessandro De Rosa, Leonardo Marcucci, Jole Canelli e Jampa Capolongo, contribuisce a rendere il lavoro complesso e compositamente organico.
Dal punto di vista musicale, Oro e Rosa si distingue per la capacità di coniugare energia pop e introspezione lirica: la voce di Grandi emerge con la consueta sicurezza interpretativa, modellando un linguaggio che sa essere al tempo stesso familiare e innovativo, capace di scandagliare l’interiorità senza perdere immediatezza espressiva. Le atmosfere oscillano tra sprazzi di elettro-pop anni ’80, tensioni ritmiche rock, e momenti di rarefatta intensità blues, creando un continuum emotivo che attraversa aurora e tramonto, nascita e conclusione, ricordo e speranza.
C’è un momento, nella trasformazione continua che caratterizza ogni crescita artistica e personale, in cui ci sentiamo come sospesi. Un momento delicato che può essere paragonato a una ghianda piantata nel buio della terra umida, pronta a germogliare. La luce della vita è appena percettibile, ma c’è, e contiene tutta la potenzialità dell’albero che un giorno sarà radicato, forte e proiettato verso l’alto con fronde generose e belle, una maestosa quercia.
La produzione del disco evidenzia una cura particolare per i dettagli timbrici e la spazialità sonora: la coproduzione di Giampaolo Pasquile, Marco Sabiu, Leonardo Marcucci e Matteo Caretto in alcune tracce conferisce profondità agli arrangiamenti, mentre la direzione artistica della stessa Irene Grandi consolida la coerenza estetica e narrativa del progetto.
Oro e Rosa si propone come un viaggio attraverso luce e ombra, attimi sospesi e momenti di trasformazione, in cui la poetica di Irene Grandi si fonde con la consapevolezza musicale maturata in oltre tre decenni di carriera.




