Negli scorsi giorni è tornata in rotazione radiofonica con una nuova versione, che vede la collaborazione di KeeJay Freak Contadini, di “Ossigeno“, il singolo contenuto nell’album omonimo di Iskra Menarini, fuori con il supporto di SPC Sound di Silvio Pacicca e Lino Management Berlin di Lino Sansone. Un brano di cuore, lo stesso cuore che l’artista, storica voce al fianco di Lucio Dalla, uno dei cantautori maggiori della storia della nostra musica.

Tra un’occhiata alla nuova edizione di Amici di Maria de Filippi, in sottofondo durante la nostra chiacchierata, e qualche battuta spensierata, la grande voce originaria di San Felice sul Panaro racconta anche il suo rapporto con Dalla, svelando qualche ricordo della sua partecipazione al Festival di Sanremo 2009 tra le nuove proposte.

Partiamo subito con il nuovo singolo “Ossigeno”, che racchiude l’essenza della tua carriera artistica e personale, raccontaci di più.

Parto dall’ultima volta che ho visto Lucio. Sono stata ferma un anno, poi vedendo quante cose ho imparato in 24 anni ho pensato di scrivere qualcosa. Piano piano ho scritto dei brani e con dei miei amici, qui a Bologna, abbiamo messo in piedi “Ossigeno” e tante altre canzoni. Il brano in questione parla d’amore, con un pezzettino in lingua inglese. È una traccia molto particolare, che ha poi dato vita al mio album, dove all’interno è possibile trovare tante collaborazioni. Trovo che “Ossigeno” sia molto attuale, moderna, contemporanea. Le sonorità sono ricercate e c’è l’arrangiamento di KeeJay Freak Contadini, collaboratore di Jovanotti.

Iskra Menarini Ossigeno
Copertina di “Ossigeno”, l’ultimo album di Iskra Menarini

Qual è stata la genesi di questa canzone?

“Ossigeno” è stata estratta dall’album omonimo in una veste rimodernata, grazie alla mano di Contadini. Voglio dire che l’età non significa nulla, ad esempio, io ho dovuto adeguare le mie sonorità vocali, e ne ho molte, poiché sono una persona molto curiosa, come Lucio: mi capita di ascoltare il vento, il canto del merlo, qualsiasi cosa intorno a me. KeeJay Freak Contadinimi ha saputo guidare in questo percorso. Il brano canta il dono dell’amore, noi viviamo d’amore. Ci tengo a sottolinearlo è tutto ciò che abbiamo, come anche l’amore che la terra nutre nei nostri confronti, ma che noi non siamo capaci di donarle.

Prima parlavamo di Amici. Cosa ne pensa Iskra Menarini delle nuove leve della musica odierna?

I ragazzi di oggi sono figli del loro tempo. Io a 18 anni ero una rockettara, cantavo Led Zeppelin, Deep Purple, ed ero criticata perché donna, c’era molto pregiudizio. Mi sono poi spostata verso il Blues. Ed ecco, i giovani di oggi sono uguali a noi, stanno portando avanti tutto quello che abbiamo abbandonato noi. Il rapper di oggi sta raccontando qualcosa, proprio come l’ha fatto in passato Nilla Pizzi. Semplicemente parlano ad una generazione che comprende il loro linguaggio. Il rap che comunica un messaggio c’è sempre stato: io con Lucio ho girato molto, ad esempio Rio De Janeiro, e c’era gente che cantava come i ragazzi di oggi.

Come descriveresti la musica di Lucio alle nuove generazioni?

I giovani ci sono dentro. Ad esempio, “Futura” sembra scritta oggi, rappresenta l’essenza della musica senza tempo che non finirà mai. Quando faccio un concerto e canto pezzi di Lucio, i giovani vengono richiamati da quella musica. Lucio non era solo melodia, non scriveva un brano uguale ad un altro, rappresenta un genere musicale a sé.

Cosa ti manca maggiormente di Lucio?

Sono sempre in contatto con Lucio. Ho scritto un brano in merito, “L’uomo infinito”. Ricordo che mi chiamava alle tre di notte semplicemente per chiedermi cosa stessi facendo, mortacci sua! Lucio era così, tra noi c’era una sintonia molto forte. Una volta mi fece salire su di un trampolo a quattro metri di altezza, nonostante sapesse che soffro di vertigini, ma per lui non c’erano limiti, lo faceva apposta. Lucio era unico, la sua ricerca pazzesca, qualsiasi cosa scarabocchiasse diventava un brano. Lucio era speciale, ogni volta che ascoltavi la sua voce imparavi qualcosa.

Attenti al lupo” è uno dei grandi successi che ha visto collaborare Lucio Dalla ed Iskra Menarini
Iskra Menarini e Lucio Dalla
Iskra Menarini e Lucio Dalla a Sanremo 2009

Hai partecipato al Festival di Sanremo 2009 tra le nuove proposte con “Quasi amore“, una ballata piena e bellissima.

Un giorno, in studio, Lucio mi disse “ti porto a Sanremo!”. Io, che abitavo a Sanremo anni prima, mi mettevo a guardare i big e mi promisi che un giorno sarei stata al loro fianco. Quando Lucio mi disse questa cosa non avevo troppo capito. Mi fece ascoltare questo pezzo, “Quasi amore”, e ho dovuto provarlo tante volte perché non era mai contento. Una cosa che non sapevo è che sarei andata a gareggiare tra le nuove proposte! Vista la mia età, ben 62 anni, ero certa che mi sarei trovata in gara tra i big. Avevo un imbarazzo incredibile.

Come hai vissuto quell’esperienza?

Durante le prove bene perché gli altri artisti non c’erano e l’orchestra mi incoraggiava. L’ultima serata poi Lucio ha cantato insieme a me e da quel palco sono sparita! Non me ne sono quasi accorta, quando è arrivato lui ascoltavo soltanto lui. È stata dura, sono sincera. Avevo le gambe che mi tremavano. Quando sono arrivata sulla temibile scalinata mi sono detta “Auguri, Iskra”.

Giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume.

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