Intervista ai due bolognesi Enrico Zoni e Simone Giubbilei de ILCLASSICO, di recente approdati sulle piattaforme musicali con Matilde Dischi e il singolo “Come viene

I bolognesi Enrico Zoni e Simone Giubbilei, che insieme formano il duo ILCLASSICO, sono tornati sugli store di musica digitale con un nuovo e bel brano intitolato “Come viene“. Protagonista della canzone è quella paura che troppo spesso ci coglie quando stiamo per compiere un salto, ma allo stesso tempo capace di infondere la forza sufficiente per farlo in alto, quel salto.

Abbiamo avuto modo di approfondire il progetto ILCLASSICO e questa canzone, pubblicata con Matilde Dischi, in questa intervista.

Come viene” è un’esortazione a cogliere l’attimo, ma come si fa ad esorcizzare la paura di cadere?

Forse non basta una vita intera per imparare a esorcizzarla. Questa canzone ci serve per trovare il coraggio di non pensare troppo, di buttarci… e quello che sarà sarà. Ora che ce lo chiedi ci viene in mente Vasco: “Vivere davvero ogni momento, con ogni suo turbamento… Come se fosse l’ultimo!”. È proprio quello il concetto. Vedi, siamo tutti sulla stessa barca, dalle grandi leggende a noi piccoli sognatori.

La storia contenuta in “Come viene” custodisce alcuni riferimenti autobiografici?

Non potremmo scrivere in altro modo se non parlando di noi stessi. Le canzoni che più ci emozionano dei nostri artisti preferiti sono spesso quelle più autobiografiche, sono le più dirette. Quando l’artista si mette completamente a nudo e parla della propria vita magicamente trasmette sempre tantissimo agli altri. A nostro modo sentiamo la necessità di farlo, e ci accorgiamo che, anche nel nostro piccolo, alla fine sono quelle le canzoni a cui le persone rimangono più legate nel tempo, quelle che ci chiedono sempre di suonare. Anche noi ci restiamo più legati.

In questo periodo particolare, c’è stata una particolare paura che ha bussato alle vostre porte?

In realtà abbiamo vissuto per la prima volta la sensazione del vuoto totale. Nelle nostre vite personali non abbiamo avuto entusiasmi, come non abbiamo avuto particolari paure o stress legati al lavoro. Non avere scadenze, non avere aspettative ci ha fatto mancare anche tutta quella serie di emozioni negative di cui si nutre la normale quotidianità. Non poter condividere, non poter viaggiare ha appiattito tutto. Ma ora ci stiamo risollevando psicologicamente… La musica ci salva!

Tornando indietro nel tempo al vostro incontro, com’è avvenuto?

Ci siamo conosciuti mentre studiavamo a “Music Academy since 1999” di Bologna, circa 7 anni fa. Abbiamo iniziato a suonare insieme, abbiamo condiviso diversi palchi con alcune band, finché non abbiamo deciso di intraprendere questo percorso: un duo è molto più pratico da gestire. In realtà, eravamo gli unici due a viverla con assoluta dedizione. Abbiamo iniziato a lavorare alla ricerca di un nostro mondo, di un sound che ci rappresentasse, e il viaggio è ancora in corso.

Quali sono stati i passaggi maggiormente segnanti che hanno contribuito a plasmare la proposta musicale de ILCLASSICO?

E se ti rispondessimo con i titoli di alcuni album pubblicati negli ultimi anni, che ci hanno ispirati davvero e ci hanno aiutato a trovare una nostra strada? “Logico” di Cesare Cremonini, “Ghost stories” dei Coldplay e “Voicenotes” di Charlie Puth.

Nel 2018 l’esperienza a Musicultura. Che ricordi portate dello Sferisterio di Macerata?

Ricordiamo una lunga attesa fino a tarda serata nel backstage dell’arena, fino al momento in cui correndo siamo saliti sul palco davanti a 3000 persone, con un vento che ci spostava e un freddo che non avremmo mai potuto soffrire. Un immagine indelebile e fortissima.

Ci sono già nuovi brani in procinto di uscire? Cosa potete anticipare?

Abbiamo diversi brani già pronti e altre idee da sviluppare. È stato difficile scrivere nell’ultimo anno, ci sono stati lunghi periodi in cui non potevamo incontrarci per suonare, condividere, produrre. Ora stiamo ripartendo. Non vediamo l’ora di farvi sentire.

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Giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume.

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