La cantautrice fiorentina Idamaria presenta il suo secondo singolo, “Sarò da te in un’ora”, nato in piena pandemia, e riflette su donne, arte e libertà di espressione. Parliamo di questo – e non solo – in questa intervista.
Con Sarò da te in un’ora, secondo singolo uscito il 18 luglio e distribuito da Artist First, la cantautrice fiorentina Idamaria ci conduce in un viaggio emotivo nato in piena pandemia. Scritto nell’ottobre 2020, il brano esplora lo smarrimento e la ricerca di sé, abbracciando idealmente tutte le donne che hanno vissuto queste sensazioni.
Tra nomi e storie che intrecciano esperienze personali e racconti altrui, Idamaria avvolge l’ascoltatore con il calore e l’accoglienza tipica della sua arte. Ed è con la medesima curiosità che caratterizza il suo approccio alla musica, abbiamo spostato la nostra attenzione su di lei, approfondendone la conoscenza in questa intervista.
“Sarò da te in un’ora” nasce durante un periodo storico complesso come quello della pandemia. In che modo quel momento ha influenzato la tua scrittura, e cosa ti ha spinto a trasformare un senso di smarrimento in un messaggio di accoglienza e forza femminile?
Il covid secondo me ha “obbligato” un po’ tutti a fermarsi e a guardarsi dentro. Con i suoi tempi lenti e incerti, ha messo in crisi quelle che credevamo fossero basi sicure dando vita a nuove dimensioni, dentro e fuori di noi. Abbiamo riacceso le passioni dei nostri bimbi interiori e tanti le hanno mostrate cavalcando l’onda dei social.
Io prima di trasferirmi a Tivoli, negli anni del liceo, ho cercato e consolidato dentro di me le mie ambizioni più grandi, i miei sogni. Il Covid mi ha solo permesso di prendermi il tempo materiale per poter creare, quello che in una vita frenetica ci manca spesso. Se ho scritto di questa forza e accoglienza femminile è perché in quel momento sentivo il bisogno in primis di riaccendere tutta la mia energia e poi perché la solidarietà femminile non è mai abbastanza.
La protagonista di questo brano si rimbocca le maniche per mettersi alla ricerca di se stessa. Di individuarsi nel contesto che le sta intorno. In che modo pensi che la società odierna metta in discussione le donne tanto da farle sentire “non aderenti” neanche a loro stesse?
Io penso che ancora si debba migliorare. Ho giocato a calcio 10 anni e per questo mi erano stati cuciti addosso stereotipi che non fanno parte di me. Questo fa sentire “sbagliati” e non aderenti alla società odierna. Sono mamma e, anche se nel mondo del lavoro ci sono stati passi avanti , in campo artistico secondo me c’è chi ci va col freno a mano. Non voglio farne una questione solo di genere, anzi, credo che il segreto sia non giudicare, che non significa non avere un pensiero ma almeno non dare una sentenza definitiva.
Nel tuo brano dai voce a diverse figure femminili, alcune reali e altre simboliche. Come scegli i personaggi che popolano le tue canzoni e in che modo queste storie si intrecciano con la tua identità artistica e personale? Più in generale, come si plasma una tua canzone e il racconto che trova posto al suo interno?
Per le mie canzoni parto sempre da un bisogno interiore di esprimere una mia emozione. Qualcosa che sento vicino, dentro. Parto da una frase, un nome. Un’immagine e poi un’altra e continuo a scrivere finché non è finita. Mi aiuto con l’ambiente intorno, i ricordi o i racconti di persone vicine a me (come in questo caso) ma che in qualche modo mi hanno toccata. Mi piace che le mie canzoni possano usarle tutti, anche solo in una piccola frase.
Hai una solida esperienza anche come attrice, con ruoli importanti al cinema e in TV. In che modo il teatro e la recitazione arricchiscono la tua proposta musicale e il modo in cui interpreti i tuoi brani? Sono espressioni artistiche che possono essere legate tra loro attraverso ciò che crei?
Non potrei fare a meno né di una né dell’altra. Ho fatto il liceo musicale, quindi concerti e concorsi, ed ero in una compagnia teatrale dove i nostri spettacoli erano vicini al musical. Per me la musica rafforza ciò che le parole da sole non direbbero e la recitazione rende tutto più vero.

La figura materna sembra essere un punto cardine nel tuo percorso umano e creativo. In che modo la poesia di tua madre, la poetessa Dianora Pinelli, ha influenzato la tua scrittura e il tuo modo di concepire il racconto in musica?
Più che come poetessa, mi ha ispirato come donna, lasciandomi spazio e libertà per creare e sperimentare. Non ha mai paragonato il suo lavoro al mio, anzi ha sempre cercato di stimolare la mia idea e la mia dimensione.
Hai citato Molieré e l’idea che “gli alberi lenti portano i frutti migliori“. Ora che dici “è tempo di raccolta“, cosa ci dobbiamo aspettare dalle tue prossime pubblicazioni, e in che direzione stai evolvendo come artista?
Sicuramente tra la prima pubblicazione e l’ultima canzone che ho scritto c’è una crescita e un’evoluzione sia come artista che come persona. Cambiano le esperienze e gli stili di vita. Ho tante sorprese in serbo ma non mi piace svelare troppo.





One reply on “Idamaria presenta il singolo “Sarò da te in un’ora”, tra donne, forza e introspezione – INTERVISTA”
Bellissima intervista, bravi sia nel domandare che nel rispondere.