Con “Canzoni senza click“, Giuseppe Anastasi presenta al pubblico un album che sfida l’estetica digitale contemporanea, scegliendo imperfezione, tempo umano e autenticità come forma di resistenza artistica. Ecco la nostra intervista.

«Gli artisti hanno la possibilità di vivere per l’eternità. Quando guardo la Pietà di Michelangelo mi rendo conto di quanto gli esseri umani possano essere capaci di cose straordinarie. Provo tanta ammirazione. Poi guardo Donald Trump…». È un disco che vive il presente, che aderisce all’attualità, la racconta con lucidità ed emozione, pur vivendo su coordinate sospese nel tempo. Tempo, tema cardine di “Canzoni senza click“, il nuovo album di Giuseppe Anastasi che arriva a sei anni di distanza dall’ultimo capitolo discografico.

Un disco che arriva da lontano, che s’è visto levigare dallo scorrere delle onde del tempo che l’hanno accarezzato. “Canzoni senza click” in cui si respira una libertà conquistata e rivendicata, con tutta la naturalezza e la spontaneità di un cantautore che, nonostante abbia scritto e vestito i panni di tanti artisti, non ha mai perso di vista i propri abiti, che veste sempre con innata consapevolezza. «L’importante, quando scrivi per altri è l’empatia, capire cos’hai di fronte e chi hai di fronte, tenendo bene a mente che ognuno ha il suo modo di vedere le cose, un proprio pensiero politico, una sua visione del presente».

«Con tutti gli artisti per cui ho scritto c’è stata una grande chiacchiera e scambio di opinioni prima. Poi certo, hai la tua musica, il tuo percorso personale, che vale come valvola di sfogo e lì puoi anche permetterti di fare canzoni da sei minuti», spiega Anastasi, che è reduce dall’ultimo Festival di Sanremo e dal podio sfiorato da quella “Magica favola” di Arisa, su cui ha posato anche la sua penna. Adesso però si volta pagina ed ecco che partono le nove canzoni che animano la tracklist di quest’opera, tra momenti acustici e strumentali, tanto sociale e anche tanta intimità. Un disco che guarda volutamente altrove e che si prende il tempo di tirare il fiato, pensare e vivere.

L’empatia è alla base quando scrivo per altri artisti. Capire chi hai di fronte, tenendo a mente che ognuno ha il suo modo di vedere le cose, un proprio pensiero politico, una sua visione del presente.

giuseppe anastasi

Canzoni senza click” prende forma lontano dalle logiche frenetiche del digitale e dall’urgenza di piacere nell’immediato. È un lavoro che rivendica il valore della lentezza, dell’ascolto profondo e dell’imperfezione come tratto autenticamente umano. Ogni brano è un atto di resistenza silenziosa, sottratto alla dittatura dei numeri e orientato, piuttosto, alla costruzione di legami sinceri. Non mancano momenti particolarmente luminosi, in questo viaggio condiviso con Valerio Marchetti e Stefano Pettirossi. Tra tutti, “Navigo a vista“, uno dei brani maggiormente d’impatto del progetto.

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“Canzoni senza click”, il nuovo album di Giuseppe Anastasi

«“Navigo a vista” è nata dopo i fatti di Cutro (naufragio del febbraio 2023 in cui persero la vita circa cento migranti, ndr). Stavo vedendo il telegiornale e ho provato un senso di amaro incredibile. Mi sono detto, “provo a diventare io stesso la barca”, a darle vita, chiamandola speranza – spiega Giuseppe Anastasi –. Penso che quando senti il bisogno di affrontare una cosa così vasta, sicuramente per provare a cambiare la tua vita, venendo da contesti di fame e di guerra, devi avere un coraggio tale che io ammiro. In queste persone vedo una voglia di vita incredibile. Non volevo farne un discorso politico, nemmeno volevo che questa passasse come una canzone politica, volevo immaginarla più come una fiaba».

“Navigo a vista” è nata dopo aver visto il telegiornale, che parlava della tragedia dei migranti a Cutro, nel 2023. Quando affronti una cosa come questa, per scappare da contesti di fame e guerra per provare a costruire un futuro, devi avere una voglia di vita incredibile, che ammiro.

giuseppe anastasi

Proprio la speranza è un altro dei punti focali delle canzoni di questo nuovo lavoro di Giuseppe Anastasi, che ritroviamo anche sulla coda de “La ballata del sorce“: fotografia nitida del presente che viviamo oggi, un mondo lercio come una fogna, con tanti, troppi sorci tutti intorno. Trovare una via per scappare e raggiungere l’oceano, dove trovare la libertà, è però possibile: «La speranza sta tutta nelle mani delle nuove generazioni» sottolinea il cantautore.

Mentre all’orizzonte si guarda già ai live, dove queste “Canzoni senza click” sapranno vivere una vita piena, fuori dal perimetro delle piattaforme digitali, Giuseppe Anastasi si volta indietro e guarda al lavoro che c’è stato per arrivare fino a qui, portando in alto una sola bandiera: l’onestà. «Quando scrivo un mio disco spero sempre che piaccia, certo, ma non cerco il successo. In questo nuovo lavoro sono stato tanto sincero e mi farebbe piacere che questa cosa al pubblico arrivasse, è la cosa che mi preme di più», conclude.

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Ideatore e fondatore di 4quarti Magazine. Scrittore e giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. A dicembre 2023 pubblica "Nudo", il suo primo libro. «Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume».

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