Arriva da Milano una delle nuove proposte della scena elettronica italiana, ma che affonda le radici nell’internazionalità. Lei si chiama Emanuela Drei, ma solo all’anagrafe, perché in arte per tutti è Giungla. Una giungla fitta di sensazioni ed evanescenza, per l’esattezza. Una prova è l’ultimo singolo rilasciato, intitolato “Turbulence“, fuori con Factory Flaws / peermusic Italy.
L’artista con questo brano ha voluto raccontare attraverso la propria penna tutte quelle difficoltà che ruotano attorno all’amore. L’altra faccia del sentimento fatta, appunto, di turbolenze. La canzone farà parte dell’EP di Giungla, la cui uscita è prevista prossimamente.
«La turbolenza riguarda tutte le cose intorno a noi che non possiamo controllare, ma di cui abbiamo bisogno. Parla anche di quanto mi manchi la vita là fuori, con i suoi alti e bassi – spiega Giungla. – Quella che spesso sembra la parte più spaventosa di un’esperienza è solo una parte del viaggio. A volte devi attraversarla per continuare a volare».
Giungla, la “next big thing” dell’elettronica made in Italy
Nonostante sia un nome tutto sommato nuovo per la scena musicale italiano, guai a sottovalutare Giungla. La sua chitarra elettrica, il suo sampler e la sua voce sono stati già notati da Luke Smith, produttore tra gli altri dei Depeche Mode, e da Andrew Savours (My Bloody Valentine, The Kills, Goldfrapp, The Horrors). L’artista ha inoltre condiviso il palco con The xx, Foals, Grimes e Battles, e partecipato a rinomati festival internazionali.
A credere in lei c’è la “digital boutique label” Factory Flaws, il cui roster è composto infatti da artisti e progetti totalmente made in Italy che però guardano a un pubblico e a un mercato specialmente internazionale, sostenendo e supportando le diversità espresse dai “suoi”, proponendosi fieramente come una discografica gender balanced.




