Dal profondo di una giungla sensoriale e variopinta emerge il quinto album di Gio Evan, “L’eleganza del mango”. Infiniti colori e ritmi caraibici, con ospiti d’eccezione e canti d’amore alla vita.

Con L’eleganza del mango, pubblicato il 19 settembre e disponibile in digitale e vinile per Lovassai Srl e ADA Music, Gio Evan firma quello che si può definire il suo lavoro più sincretico e policromo, un’opera che intreccia canto, poesia e filosofia in un tessuto musicale che si trasforma in un rito collettivo e intimo, allo stesso tempo. È il quinto album in studio del “pensa-autore” pugliese, che da sempre alterna scrittura e melodia in un linguaggio accessibile, eppure intriso di stratificazioni culturali.

Questo nuovo lavoro si offre come un paesaggio da attraversare: un ecosistema musicale che sembra germogliare nel cuore di una foresta tropicale. L’artista, come un viandante che raccoglie segni e simboli, accende fuochi di senso e melodie, e guida chi ascolta attraverso un sentiero di dodici canzoni – più dodici poesie – che oscillano tra introspezione e apertura solare. Le sonorità si spingono verso sfumature caraibiche, contaminando la forma-canzone con un respiro che sa di rituale ancestrale, quasi un’eco della pachamama evocata esplicitamente in uno dei momenti più alti del disco.

Gio Evan
Gio Evan

Il percorso delle canzoni de “L’eleganza del mango”

L’opera si apre con mi illumina, brano che si muove con leggerezza lirica, predisponendo l’animo all’ascolto come chi varca la soglia di un tempio interiore. Subito dopo, l’universo da fermo e ananda tracciano le coordinate spirituali del viaggio: meditazione e vibrazione, immobilità e movimento in un costante gioco dialettico.

Tra i singoli già noti, Palo santo è un incenso musicale: un inno alla purificazione, costruito su trame ritmiche che richiamano la ritualità tribale. Spirito guida e a mai più proseguono con un lirismo che alterna celebrazione gioiosa, malinconia e rinascita, mentre pachamama, impreziosita dalla voce di Julia Ortiz, trasporta definitivamente l’album in un altrove sudamericano, rievocando il culto della Madre Terra.

Nel cuore del disco troviamo brani che ricordano il più “solito” Gio Evan – che comunque, si fa sempre apprezzare – come in salvare l’intorno e turno di notte, poi c’è il richiamo con la partecipazione di Cisco: un brano che mescola folk e spiritualità. Il titolo omonimo, l’eleganza del mango, chiude la prima parte del viaggio, quello fatto di canzoni, con una leggerezza apparente che cela, in realtà, un invito alla contemplazione della vita in tutta la sua fragranza.

L’eleganza del mango è un romanzo musicale in due atti, un’opera che fonde letteratura e suono, dove il canto diventa strumento di conoscenza e la musica si fa veicolo di trascendenza. Gio Evan, fedele alla sua cifra di cantore errante, costruisce qui un album forse meno d’impatto rispetto ai suoi predecessori, ma sicuramente il più colorato del suo repertorio. Un mosaico di ritmi e immagini che rimanda tanto alla foresta amazzonica quanto a un’antica agorà filosofica. Un disco che s’accompagna alla partenza del nuovo tour teatrale, L’affine del mondo, spettacolo che, come il disco, unisce poesia, musica e riflessione quantistica, proseguendo un discorso artistico che non conosce steccati.

Leleganza del mango cover
Valutazione:
★★★★★★☆☆

LEGGI ANCHE:

Ideatore e fondatore di 4quarti Magazine. Scrittore e giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. A dicembre 2023 pubblica "Nudo", il suo primo libro. «Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume».

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *