La cantautrice Francesca Monte, dopo l’ottimo riscontro del singolo “Little girl” che, pubblicato lo scorso anno, ha totalizzato fino ad oggi oltre 130mila riproduzioni su Spotify, con un reach che sfiora i 2 milioni, è tornata sugli store di musica digitale con un nuovo singolo, “BOY“, rilasciato con l’etichetta Rotbaum Record, Fade To Music. Il brano rappresenta un nuovo tassello nel percorso musicale dell’autrice, contrassegnato da brani in inglese e produzioni che guardano al mercato internazionale.

In quest’intervista con Francesca Monte approfondiamo questa nuova traccia, le cui immagini oniriche ci portano a una natura incontaminata e ad un universo ormai, a causa della mano assassina dell’uomo, lontano dall’immaginario collettivo.

Sappiamo che “Boy” s’ispira alla natura incontaminata, ma come descriveresti lo scenario in cui si svolge la narrazione del pezzo?

Uno scenario e un clima che cambiano radicalmente anche a poche migliaia di distanza. Mutazione continua, come nella storia d’amore raccontata in “Boy” dove nulla è scontato. Un’alternarsi continuo di paesaggi differenti, dai prati verdi immensi e poi di nuovo deserto, fili spinati e cavalli selvaggi, metafora perfetta di questa storia d’amore.

“Terre bruciate dal sole dove una piccola parte di vegetazione riesce a sopravvivere”. Una storia d’amore, all’interno di questa traccia, ma anche e soprattutto di resistenza per custodire il proprio posto nel mondo. È così?

“The war is open” frase contenuta nel testo di “Boy”, manifesto chiaro di lotta alla sopravvivenza e di adattamento, nella vita come nell’amore. Mai come in questo periodo storico ci troviamo a far fronte ad una nuova realtà difficile da accettare. È sempre l’amore che può salvarci, l’unione, la consapevolezza che non siamo soli ad affrontare tutto questo cambiamento.

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Quelle terre inesplorate e cieli limpidi a cui si fa riferimento portano alla mente immagini di un mondo sano ed equilibrato. Immagini che vanno a scontrarsi contro quelle dei continui disastri ambientali, tra gli ultimi quello recente in Israele. Cosa ne pensi?

La mia è una visone utopica del mondo che vorrei. Negli ultimi anni l’essere umano ha avuto sempre meno senso civico e rispetto per l’ambiente, causando danni irreversibili al nostro pianeta, dimostrando grande egoismo e sete di potere. In Israele parliamo di una delle peggiori catastrofi di sempre, con tonnellate di catrame riversato sulle spiagge dell’intera costa mediterranea israeliana. 

Le sonorità del pezzo sono calde e accoglienti, e si denota anche una certa ricerca nei suoni, attraverso l’utilizzo di strumenti come il pan e il bansuri. Dicci di più.

La ricerca dei suoni in ogni singolo progetto è fondamentale. Creare un pezzo vero ed avvolgente è quello di cui avevo bisogno, specialmente in questo periodo così arido per tutti noi, dove la socialità è ridotta ai minimi termini per via delle restrizioni anti Covid. C’è anche la paura di questa nuova guerra da affrontare, una guerra subdola, invisibile, dove ci sentiamo sempre più soli.

Con il precedente singolo “Little girl” hai tracciato una linea che separa questo nuovo percorso artistico dal precedente, segnato dalla sperimentazione di “Alièn”. In un certo qual modo però i due percorsi s’intrecciano e non camminano poi in maniera così distante. È così?

L’evoluzione è la parola d’ordine per ogni mio progetto. Sto scrivendo la mia storia, con grande trasparenza mettendo in musica la mia vita, le mie esperienze, le mie visioni, con l’obbiettivo che nella mia musica possano rivedersi in tanti, dando speranza e creando un cuscinetto protettivo per tutte le persone che ne hanno bisogno.

Il team che ti ha accompagnato in “Alièn”, composto dal produttore Kevan e dal batterista Daniel Baiolla, si ripresenta anche in queste nuove tracce. Parlaci di questa sinergia che c’è tra di voi.

Sono molto fiera ed orgogliosa del team. C’è grande feeling e rispetto. Il producer Kevan è riuscito a plasmare le sue idee con le mie, mantenendo l’unicità artistica che mi contraddistingue, con un sound design disegnato sulla mia pelle e con l’obbiettivo di arrivare sempre più in alto, con lavoro e dedizione. Nel 2021 ci siamo prefissati grandi obiettivi.

Hai già in mente il prossimo brano che uscirà, e che magari andrà a comporre un album? Cosa ci puoi anticipare in merito?

Abbiamo già delle uscite in programma. Nei prossimi mesi lavoreremo ininterrottamente in studio alle nuove tracce e alla composizione del nuovo album, con l’attesa di poter di nuovo suonare live.

Ascolta “BOY“, il nuovo singolo di Francesca Monte, su Spotify

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Ideatore e fondatore di 4quarti Magazine. Scrittore e giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. A dicembre 2023 pubblica "Nudo", il suo primo libro. «Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume».

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