I bookmakers la danno in lizza per l’ultimo posto, eppure la Spagna, con “Zorra” dei Nebulossa, porta all’Eurovision uno dei brani più urgenti dell’edizione

È ufficialmente tempo di Eurovision Song Contest. L’edizione 2024 dello show televisivo non sportivo più visto al mondo dista soltanto poche ore e mentre ascoltiamo tutte e 37 le canzoni in gara, in rappresentanza di 37 rispettivi paesi, andiamo alla scoperta dei protagonisti di quest’annata soffermandoci sulla Spagna, in concorso con “Zorra” (ufficialmente tradotta in inglese “Vixen“, esemplare femminile di volpe, ma che in realtà è più noto come slang misogino in terra iberica) dei Nebulossa, duo composto dalla cantante Marìa Bas e dal produttore Mark Dasousa.

Il duo elettropop ha vinto il Benidorm Fest, guadagnandosi così la possibilità di sventolare la bandiera spagnola a Malmoe, in Svezia. Il brano ha suscitato un bel po’ di polemiche, per via del testo e del contenuto: “So che non sono come mi vorresti / So che questa cosa ti esaspera / Ma questa è la mia natura / Non mi interessa cambiare per te“, canta Marìa Bas, un manifesto di emancipazione femminile che intende riappropriarsi di un insulto, “zorra“, utilizzato storicamente in senso dispregiativo verso le donne, per esprimere la propria libertà di essere e vivere, anche e soprattutto il sesso.

Se esco da sola sono una pu**ana / Se mi diverto sono la più grande pu**ana / Se torno a casa dopo l’alba sono anche peggio di una pu**ana“. Il testo della canzone dei Nebulossa è un’aspra critica nei confronti della società, abituata a vedere e criticare per ogni cosa tutte quelle donne che fanno della libertà e dell’indipendenza il proprio ideale. Il videoclip della traccia, che da subito ha fatto discutere in Spagna, cita diverse figure televisive e di pop culture che hanno lottato contro gli stereotipi: tra queste anche Raffaella Carrà e Bibiana Fernández.

La partecipazione stessa dei Nebulossa, al festival spagnolo ancor prima che all’Eurovision, porta con sé un ulteriore messaggio che spesso passa in sordina: l’ageismo. Gli artisti fuori – e non di poco – da un certo range d’età si trovano tagliati fuori da molteplici palcoscenici e vetrine di rilievo, come se l’arte, il contenuto, la musica possa essere soltanto cosa da ventenni o poco più. A proposito di questo la cantante dei Nebulossa ne ha parlato in un’intervista a WECB.

Sapevo che la canzone non sarebbe passata inosservata, ma avevo paura che non ci avrebbero presi a causa della nostra età. Molte volte ci hanno chiuso le porte perché il prodotto non era quello che stavano cercando. I giovani sono molto più supportati rispetto alle persone di una certa età.

Nebulossa

Musicalmente invece, Zorra” rappresenta appieno l’universo musicale del Nebulossa, che si rifà al sound disco degli anni ’80. Per quanto riguarda il contenuto e l’importanza del messaggio portato, siamo di fronte ad uno dei brani di maggior spessore dell’Eurovision Song Contest 2024, dove però i bookmakers li vedono in corsa per l’ultimo posto in finale, dove la Spagna, come da regolamento essendo uno dei 5 paesi “Big”, accede d’ufficio.

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Nati artisticamente nel 2018, Marìa Bas e Mark Dasousa fanno coppia anche nella vita: galeotto fu un incontro di fortuna in un ascensore. Visitando un osservatorio astronomico, in cui si discuteva proprio delle nebulose, hanno preso ispirazione per il nome d’arte del loro gruppo, con l’aggiunta di una doppia “s” come omaggio alla lingua valenciana, essendo loro di Ondara, dunque nei pressi di Valencia. Nel 2019 hanno esordito con l’EP “Ufo” e rilasciato in seguito diversi singoli, fino alla pubblicazione del primo album “Poliédrica de mí“.

Lo scorso anno si sono iscritti alle selezioni di Una Voce per San Marino, il festival – divenuto un cult sui social – con cui il microstato da tre anni a questa parte seleziona il proprio rappresentante per l’Eurovision. I Nebulossa tuttavia vennero eliminati nella fase delle audizioni. Con “Zorra” invece sono riusciti a fare breccia in casa propria, rientrando nella line up del Benidorm Fest, sbancandolo. La loro “Zorra” è inoltre stata già certificata disco d’oro per le vendite in Spagna.

Giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume.

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