Un’esplorazione di radici culturali, muovendosi tra celebrazioni e giustizia sociale, sottolineando il valore della diversità. Ecco la nostra recensione di “Musica del mondo”, il nuovo album di Eugenio Bennato

Con l’uscita di Musica del mondo, Eugenio Bennato aggiunge un altro prezioso tassello alla sua straordinaria carriera, che da quasi cinquant’anni unisce tradizione e innovazione. Disponibile dallo scorso 10 gennaio, l’album è un viaggio musicale che supera confini geografici e culturali, unendo il Mediterraneo al resto del mondo in un abbraccio sonoro fatto di contaminazioni, memorie e speranze.

UN INNO ALLA DIVERSITÀ

Dodici tracce che esplorano la pluralità delle radici culturali, celebrando temi come la memoria collettiva, la giustizia sociale e il valore della diversità. Eugenio Bennato racconta storie spesso dimenticate, con uno sguardo che spazia dal passato al presente. È il caso di Mongiana, brano che rievoca la storia di un piccolo paese calabrese, un tempo grande polo siderurgico, oggi ridotto a un museo di archeologia industriale (ne abbiamo scritto qui), o di Torre Melissa, che narra un episodio di solidarietà umana avvenuto nel 2019, quando gli abitanti di una cittadina calabrese salvarono un gruppo di migranti naufragati.

“Mongiana” di Eugenio Bennato

L’album abbraccia temi universali, ma lo fa partendo da Napoli, città che rappresenta il crocevia di culture e identità. Con Welcome to Napoli, Bennato celebra la sua città, unica nella sua capacità di accogliere e fondere diversità.

Un suono senza confini, Musica del mondo è un caleidoscopio di suoni folk, etnici e world music. La tamorra, le chitarre battenti e le percussioni dominano, evocando il ritmo del cammino e il battito del cuore. Gli arrangiamenti, ricchi e incalzanti, riflettono il dinamismo e l’energia dei viaggi che Eugenio Bennato ama raccontare, siano essi fisici o metaforici. Il brano che dà il titolo all’album, composto a New Delhi, simboleggia l’incontro tra culture: la collaborazione con il Yar Mohammad Group del Rajasthan testimonia la capacità della musica di superare barriere e unire popoli lontani.

Tutte le cose che ho scritto nel mio cammino le collego al senso del viaggio. Che sia un breve tragitto in motorino sul lungomare di Napoli, o un viaggio in treno tra il nord e il sud dell’Italia, o un volo per tappe europee o intercontinentali, le melodie e i versi che penso sono sempre collegate all’energia e al ritmo della marcia, alla nostalgia delle cose lasciate alle spalle, al mistero dell’incontro e della scoperta.

STORIE DI VITA E AMORE, IN UN PONTE TRA PASSATO E FUTURO

Non mancano tracce di carattere più personale, come Luna, dolce ninna nanna dedicata alla nipotina, interpretata con Pietra Montecorvino, o Canzone per Beirut, riproposta in una nuova versione cantata dalla figlia Eugenia Bennato. In questi momenti, il disco si fa intimo, celebrando non solo l’umanità universale, ma anche i legami familiari e l’amore per la vita.

Con Musica del mondo, Bennato non si limita a raccontare il Sud Italia, ma ne dilata i confini, trasformandolo in una metafora universale di resistenza e appartenenza. È un lavoro che parla di radici, ma guarda avanti, tracciando un percorso di dialogo culturale.

L’album è l’ennesima prova di come Eugenio Bennato sia ancora oggi una figura centrale della musica popolare italiana, capace di intrecciare tradizione e modernità con testi che interrogano il presente e ci ricordano la bellezza della diversità. Un disco che non è solo musica, ma un messaggio potente di unità, speranza e giustizia sociale. Con Musica del mondo non si parla di un semplice album, di un mero progetto discografico, bensì di una dichiarazione d’amore verso l’umanità e verso la musica stessa.

Musica Del Mondo Cover web
Valutazione:
★ ★ ★  ☆

David Vuto, 24 anni, è un musicista, cantante e appassionato di fotografia. Da sempre interessato al giornalismo, si è avvicinato alla scrittura collaborando e scrivendo per giornali e riviste. Ha integrato questa passione con il suo lavoro nel campo della fotografia, sviluppando un forte interesse per il fotogiornalismo.

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