S’intitola “La caverna di Platone” il nuovo album di Enrico Ruggeri, tornato da poche settimane in tv, in seconda serata su Rai 2 con “Gli occhi del musicista”: «Porto in tv artisti che non si vedono di solito e giovani di talento. Oggi c’è bisogno di fare poesia».
Enrico Ruggeri è tornato con un nuovo disco. Un progetto intenso, che si riallaccia ad una musica figlia di tempi mai troppo distanti, che sanno sempre trovare la via per farsi largo nei vicoli della memoria e giungere a noi in una veste rinnovata. L’album in questione s’intitola La caverna di Platone, «un titolo meraviglioso secondo me, perché è esattamente la mia opinione sul mondo di oggi», spiega il cantautore, che ha presentato l’opera alla stampa mentre il cantautore festeggia l’ottimo riscontro per la seconda stagione de Gli occhi del musicista, trasmissione musicale in onda in seconda serata su Rai 2 che segna il suo ritorno sul piccolo schermo.
Tredici canzoni arricchiscono la tracklist di questo nuovo lavoro in studio di Enrico Ruggeri, in uscita per Anyway Music e Sony Music. Un album che celebra il coraggio – che non può mai essere dato per scontato – del libero pensiero e di alcuni dei suoi più iconici seguaci, ma che riflette anche sulle guerre, che straziano l’umanità sul piano sociale e non solo. Un disco che guarda al passato ma senza stagnare le proprie idee, che osserva la Milano odierna e si concede il lusso di sognare giorni migliori.
«Non ci sono featuring o marchette varie» afferma con chiarezza Ruggeri, che ospita in questo disco -suonato insieme a numerosi musicisti, amici da tempo – soltanto suo figlio, Pico Rama, in un brano scritto da lui stesso a cui Enrico Ruggeri ha aggiunto il tocco finale. Si tratta di Benvenuto chi passa da qui: «In un album così pieno di significati non sempre allegrissimi, ha scritto questa canzone rasserenante sull’accettazione di sé stessi». Disco che arriva sul mercato come La caverna di Platone, ma che in origine avrebbe dovuto intitolarsi come la traccia conclusiva del lavoro, Arrivederci addio: «Con il senno di poi però sembrava annunciare un ritiro dalle scene», scherza il cantautore.

il nuovo album di
Enrico Ruggeri
In quest’opera, come già detto, trova posto Milano, nella canzone Il cielo di Milano: «Questa città oggi la vivo attraverso i racconti di mio figlio quando torna a casa la sera, e sentirlo rientrare mi provoca un senso di sollievo, visto ciò che accade per le strade. Milano è in una fase complicata, che spero sia soltanto di transizione. Ne ‘Il cielo di Milano’ racconto le contraddizioni di una città difficile, violenta, ma anche affascinante e inclusiva».
Oggi c’è una parola che viene utilizzata come un’accezione negativa: divisivo. ‘Divisivo’ dovrebbe essere un punto a favore. La frase ‘il libero pensiero ha un prezzo da pagare’ è vecchia come il mondo. Ci sono persone che sono finite sul rogo per questo, altro che internet.
La caverna di Platone è un disco molto importante e significativo nel lungo e illustre percorso artistico di Enrico Ruggeri. All’interno ritroviamo temi contemporanei che il cantante di Mistero e La notte delle fate sviscera con la consueta profondità poetica che è da sempre la sua più distinta cifra identitaria. Il disco – in uscita anche in versione in doppio vinile 180 gr, con ben 5 bonus track speciali – verrà promosso dal vivo in due speciali concerti: l’1 aprile ai Magazzini Generali di Milano e il 3 aprile al Largo Venue di Roma.
«PRESENTARE SANREMO? SAREBBE UNA BELLA SFIDA, MA…»
Durante l’incontro con la stampa, Enrico Ruggeri scherza sul suo avvenire: «Presentare Sanremo? Sarebbe una bella sfida. Avrei tante idee, ma sarebbe un Festival simile alla Mostra del Cinema, e invece a Sanremo devi portare più ascolti possibili» e riflette sull’ottimo riscontro che sta registrando Gli occhi del musicista, trasmissione musicale condotta insieme a Flora Canto e in onda ogni martedì, in seconda serata, su Rai 2.
«Sto invitando cantanti che non si vedono di solito in televisione. Davide Van De Sfroos, Cristiano De André, Eugenio Finardi, ma anche giovani di talento come Mirkoeilcane, Mille, Fulminacci, Erica Mou prossimamente Francamente (dall’ultima edizione di X Factor), sto cercando di dimostrare che i giovani validi ci sono eccome, uscendo dalle radio e dal mainstream». È proprio durante una delle ultime puntate della trasmissione che Ruggeri ha presentato dal vivo uno dei brani più intensi di questa sua nuova opera, La bambina di Gorla.
Quando è successo il ‘caso-Tony Effe’ mi hanno dato del vecchio e del rosicone. Non è così, anche perché non è che se elimini dalla scena Bello Figo io vendo un disco in più. Nella mia vita non cambia nulla. Credo però che esistano dei giovani da valorizzare ed è ciò che faccio in questo programma. Oggi c’è bisogno di fare poesia.




