Il debutto discografico del collettivo formato da Simone Graziano, Francesco Ponticelli e Marco Frattini si concretizza in “EMEM”: sette brani strumentali tra jazz contemporaneo, minimalismo e suggestioni classiche. Anticipato dal singolo “Ashbelievers” e del videoclip diretto da Marco Molinelli.

Si intitola “EMEM” l’album d’esordio dell’omonimo collettivo composto dal pianista Simone Graziano, dal contrabbassista Francesco Ponticelli e dal batterista e percussionista Marco Frattini, pubblicato il 10 marzo in formato fisico. Le tracce digitali del progetto verranno rese disponibili progressivamente nei prossimi mesi sulle piattaforme di streaming, secondo una modalità di pubblicazione dilatata nel tempo che accompagna la diffusione dell’opera.

EMEM” era stato anticipato il 3 febbraio dal primo estratto “Ardesia”, cui si affianca ora la pubblicazione del nuovo brano “Ashbelievers”, accompagnato da un videoclip diretto da Marco Molinelli, autore anche dell’artwork del progetto. L’album nasce dall’incontro artistico tra tre musicisti attivi da anni nella scena del jazz contemporaneo italiano e internazionale. La struttura compositiva assume un carattere volutamente minimale: linee tematiche concise e figure ritmiche reiterate diventano lo spazio in cui si sviluppano improvvisazione, dialogo e costruzione collettiva.

Il linguaggio musicale del trio si colloca in una zona di confine tra scrittura e libertà improvvisativa. I brani assumono talvolta la forma di vere e proprie canzoni strumentali, mentre in altri momenti si configurano come architetture ritmiche e armoniche fondate su moduli ripetuti, in cui la tradizione minimalista dialoga con la sensibilità del jazz contemporaneo. Ne emerge un percorso sonoro che privilegia la dimensione emotiva e percettiva dell’ascolto, invitando l’ascoltatore a entrare gradualmente nelle dinamiche interne del trio.

Il titolo EMEM richiama le sillabe delle pause nel linguaggio parlato: brevi sospensioni tra una frase e l’altra, in cui il pensiero si raccoglie e la voce tarda a riprendere. In questa immagine di sospensione si riconosce anche l’estetica del progetto, che utilizza il silenzio, l’attesa e la dilatazione del tempo come elementi strutturali del discorso musicale.

“Ashbelievers” degli EMEM

L’album si compone di sette tracce strumentali, ciascuna caratterizzata da un immaginario evocativo che attraversa simboli, materie e suggestioni cromatiche. “Lunaria” apre il percorso evocando la luce magnetica della luna e il suo effetto sulla percezione dello spazio sonoro. “Oxblood” si ispira ai rossi profondi della pittura di Caravaggio, associati simbolicamente al sangue di bue utilizzato nei rituali medievali di purificazione.

Con “Nachtblau” il riferimento si sposta alla dimensione spirituale del colore blu nella poetica pittorica di Vasilij Kandinskij e del movimento artistico Der Blaue Reiter, immaginando un viaggio notturno del cavaliere azzurro alla ricerca di una figura amata. “Ashbelievers” si sviluppa invece attorno alla simbologia della Fenice e alla possibilità di rinascita dalle ceneri, configurando la resilienza come gesto di fiducia verso il futuro.

Il brano “Preto Reverie” nasce da un’idea di incontro ideale tra universi musicali differenti: le melodie della tradizione brasiliana legate alla figura di Antônio Carlos Jobim si intrecciano con le architetture armoniche del jazz modale associate a John Coltrane. In “Serica”, invece, il trio esplora la dimensione tattile del suono, traducendo la morbidezza e la cangianza della seta in una tessitura musicale fluida e cangiante. Il percorso si chiude con “Ardesia”, brano che riflette sul rapporto tra bellezza e fragilità, evocando la pietra scura da cui prende il nome e interrogandosi simbolicamente sui valori che fondano la vita comunitaria.

Cover EMEM web
L’album omonimo degli EMEM

Le registrazioni del disco sono state realizzate tra gennaio e maggio 2025 presso il Cicaleto Recording Studio di Arezzo, con la cura tecnica dello stesso Francesco Ponticelli e dell’ingegnere del suono Paolo Alberta. Il progetto vede inoltre la produzione esecutiva di Marco Valente, mentre le composizioni sono firmate congiuntamente dai tre membri di EMEM.

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