Il singolo in uscita domani segna un nuovo capitolo per il cantautore calabrese: ritroviamo Eman in una riflessione sulla dimensione del dolore nella contemporaneità, tra stratificazione sonora e una produzione curata nei dettagli tra studi milanesi.
Tutto pronto per il ritorno discografico di Eman con il nuovo singolo “Luce dalle crepe”, brano che si colloca all’interno di una fase artistica sempre più orientata verso un’indagine interiore e una scrittura che privilegia la densità tematica rispetto all’immediatezza formale, e che vedrà la luce domani, 22 aprile.
Il titolo, pur evocando una suggestione affine all’immaginario poetico di Leonard Cohen, si sviluppa come una visione autonoma: il dolore come spazio di attraversamento, come soglia necessaria per una possibile trasformazione. In questo senso, il brano si inserisce in una riflessione più ampia sul rapporto tra individuo e sofferenza nella società contemporanea, spesso incline a neutralizzarne la portata attraverso meccanismi di rimozione o accelerazione emotiva.
Musicalmente parlando, “Luce dalle crepe” riflette la cifra stilistica dell’artista: un equilibrio tra matrice reggae, inserti elettronici e una scrittura d’autore che si apre a suggestioni orchestrali. La presenza di archi — violini, viola e violoncello — contribuisce a costruire una tessitura timbrica ampia e articolata, in dialogo con una sezione ritmica solida e con interventi di chitarre e sintetizzatori che ampliano il respiro del brano.
La produzione, affidata a Ivan A. Rossi, è stata realizzata tra l’8brr.rec Studio e il Sartoria57 Studio di Milano, con un lavoro che si estende dalla registrazione al mastering, passando per arrangiamenti che coinvolgono una formazione eterogenea di musicisti. Tra questi, Michele Santoleri alla batteria e percussioni, Michele Amoruso al basso elettrico, Daniele Greco alle chitarre e agli arrangiamenti, Lorenzo Di Blasi al pianoforte e alle tastiere, oltre agli interventi degli archi curati da Eloisa Manera, Mariella Sanvito, Carmelo Patti e Daniela Savoldi.
Il brano nasce, secondo quanto dichiarato dallo stesso Eman, da un’esperienza personale di sofferenza che si traduce in una consapevolezza precisa: la capacità di riconoscere il dolore come elemento costitutivo dell’esistenza, piuttosto che come anomalia da correggere. Una prospettiva che si riflette nella costruzione lirica del pezzo, orientata a una narrazione diretta ma priva di compiacimenti, dove il dato autobiografico si apre a una dimensione più universale.
All’interno del percorso di Eman, “Luce dalle crepe” si colloca in continuità con la fase inaugurata negli ultimi anni, successiva a lavori come Amen e all’omonimo album del 2019, fino all’EP Distratto del 2023. Una traiettoria che evidenzia un progressivo spostamento verso territori espressivi più rarefatti, in cui la componente riflessiva assume un ruolo centrale nella definizione dell’identità artistica.
Attivo sin dalla metà degli anni Duemila nella scena reggae calabrese, dove fonda nel 2005 il sound system Pennywise, Eman ha costruito un percorso che attraversa produzioni indipendenti, collaborazioni con l’industria discografica e una costante attività live. Eman ha dalla sua oltre cento concerti e un seguito testimoniato da oltre 200 milioni di visualizzazioni complessive dei suoi videoclip.




