Dopo il debutto solista e i riconoscimenti a Musicultura e Quiliano, il cantautore romano Edel porta dal vivo l’intimità del suo primo album, “Contro la fretta di crescere”: un viaggio musicale tra introspezione e identità.
C’è chi nella musica cerca la velocità, chi l’impatto, chi l’immediatezza. E poi c’è chi, come Edel, decide di rallentare. Di ascoltarsi. Di restare fedele al tempo interiore. Con il suo album d’esordio Contro la fretta di crescere, uscito lo scorso 28 febbraio, il cantautore romano Alberto Laruccia (classe 1992) ha messo a fuoco una scrittura profonda, personale, capace di parlare con delicatezza dei trent’anni, dei cambiamenti, della paura, ma anche del desiderio di incontro e di bellezza.
Ora Edel porta questo mondo sul palco, annunciando le prime date estive in solo, pensate per restituire l’anima più intima del progetto. Uno spettacolo essenziale, che mette al centro la voce, le parole, la chitarra, l’emozione. Un ritorno alla radice del mestiere di cantautore, ma con uno sguardo contemporaneo, colto, mai retorico.
Il tour è stato inaugurato lo scorso 28 giugno, come opening act di Lorenzo Kruger a Cassino. In calendario ci sono altre tre date, tra cui quella fissata per il 3 luglio al Largo Venue di Roma, per il 6 luglio a Monte San Giovanni Campano (opening act di Scarda) e per il 25 luglio, a Torino.
Dopo l’esperienza come frontman della band La Scala Shepard – con cui ha pubblicato l’album Bersagli nel 2020 – Edel ha intrapreso un percorso solista in equilibrio tra canzone d’autore e ricerca sonora. Un equilibrio che non è solo stilistico, ma anche esistenziale, e che si riflette nei nove brani del disco. Il tutto arricchito da influenze che vanno da De André a Battiato, da David Bowie a Bluvertigo, mescolando elettronica, jazz, rock e musica popolare in una forma personale e mai derivativa.
I riconoscimenti non hanno tardato ad arrivare: nel 2024 Edel vince il Premio Assoluto e il Premio Miglior Testo al Premio Città di Quiliano e conquista il Premio del Pubblico Banca Macerata alle audizioni live di Musicultura al Teatro Lauro Rossi. Segnali chiari di una voce nuova, capace di farsi ascoltare senza urlare.
Il disco è stato anticipato da diversi singoli – Canzone poco originale sulla solitudine, Il bene che ci potremmo fare, Per gli amici che avevo e Se vuoi restare sola – che ne hanno introdotto l’atmosfera intima e pensosa. Brani che raccontano una generazione in transito, che cerca risposte ma non ha paura di restare nel dubbio. Il tour che lo accompagna è una naturale estensione di quel mondo: uno spazio di ascolto, in cui ogni parola trova il suo tempo.




