Il quinto album del progetto Dumbo Gets Mad, di Luca Bergomi, primo per Carosello Records, unisce estetica visionaria e riflessione esistenziale in dieci tracce presentate in anteprima al Poplar Festival di Trento.

Disponibile dal 16 settembre, Five eggs segna il ritorno discografico di Dumbo Gets Mad, progetto del cantautore, producer e sound designer emiliano Luca Bergomi. Pubblicato per la prima volta da Carosello Records, il quinto lavoro in studio rappresenta una nuova tappa nel percorso di un artista che, in oltre quindici anni di carriera, ha conquistato la critica internazionale – da Pitchfork a NPR fino a The Needle Drop – e collaborato con figure di rilievo della scena italiana come Marracash.

Composto da dieci tracce, a cui si aggiunge un brano inedito presente esclusivamente nella versione in vinile, l’album si muove nell’inconfondibile estetica psichedelica di Dumbo Gets Mad, mescolando arrangiamenti stratificati, sonorità retrò, linee funky ed elementi elettronici in una costante ricerca di equilibrio tra gioco e profondità sonora. Due i singoli che hanno anticipato l’uscita: Pariah e Biscaglione. Il disco è stato presentato in anteprima live il 14 settembre al Poplar Festival di Trento, confermando la dimensione performativa come parte integrante del progetto.

Un album psichedelico e realistico

«Five Eggs è un disco che vuole osservare la vita attraverso le dinamiche comportamentali e relazionali contro le quali ci scontriamo quotidianamente», racconta Dumbo Gets Mad. «I valori, le cose importanti e quelle più frivole vengono sviscerate senza giudizio, ma ponendo domande senza offrire ancora risposte. È quindi un disco psichedelico nell’estetica, nelle strutture e nell’immaginario sonoro, ma molto realista nei temi affrontati».

Il titolo richiama l’immagine dell’uovo, simbolo universale di nascita e fragilità, metafora della continua ricerca di senso che attraversa l’intero lavoro.

Un percorso tra sogno e realtà

Dalla dimensione onirica di Psychedelic Breakfast al respiro urbano e catastrofico di Spizza, dalla coralità sospesa di Pariah al tono ironico di Biscaglione e Gossip Playground, ogni brano affronta dinamiche relazionali, fragilità personali e osservazioni sociali con un approccio che alterna introspezione e leggerezza.

Spiccano inoltre l’addio doloroso di Life Doesn’t Mean Much To You, l’ode all’insicurezza di Spacesomething – con una citazione diretta dell’Inno alla gioia di Beethoven – e l’analisi delle dinamiche urbane di Torre Velasca, disponibile solo su vinile. Il disco si chiude con Ritorni, riflessione sull’orgoglio e sulla difficoltà di aprirsi all’altro.

Un’identità consolidata

Dal debutto con Elephants at the Door (2011), Dumbo Gets Mad ha costruito un percorso in costante evoluzione, distinguendosi per l’approccio visionario e la capacità di fondere stili, generi e lingue diverse. Tra riconoscimenti internazionali e centinaia di live in Europa, Americhe e Asia – dal SXSW al Levitation Festival, dal Manchester Psych Fest al MI AMI – il progetto ha definito un’estetica personale e riconoscibile, capace di attrarre una fanbase trasversale tra indie, elettronica e psichedelia.

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Marco Alunni, classe 2001, blogger di origini umbre ma cittadino del mondo a tutti gli effetti. Scrivo di musica per passione, così come per passione la ascolto e la osservo.

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