Un ritorno alle radici tra pop, malinconia e ricordi anni ’90: Coez firma un album personale e sincero che guarda al passato per raccontare il presente. Ecco la nostra recensione di “1998”

È uscito 1998, il settimo album in studio di Coez, che segna ufficialmente il ritorno dell’artista alle sonorità pop e al racconto intimista che ha definito la sua carriera. Un disco che riporta il cantautore romano alle atmosfere degli anni ’90, tra ballad malinconiche, echi urban e un’estetica vintage ma mai datata.

Dopo la parentesi condivisa con Frah Quintale nel progetto Lovebars, Coez sceglie di ripartire da sé. 1998 è un album che guarda indietro per andare avanti: un racconto autobiografico che si muove tra i ricordi adolescenziali e la maturità artistica, ricostruendo un filo diretto con quel mondo analogico, emotivo e fragile che ha segnato l’inizio del suo percorso musicale.

La narrazione di 1998 si sviluppa su una scrittura diretta ma densa di immagini, fedele allo stile che ha reso Coez un nome di riferimento del cantautorato italiano contemporaneo. Ogni traccia è un frammento di memoria, tra malinconia, riscatto e dolori mai del tutto guariti.

“Qualcosa di grande” di Coez

La tracklist si apre con Nessun tramonto, introduzione perfetta all’atmosfera crepuscolare dell’album. Qualcosa di grande affronta il divario tra sogni e realtà, mentre Dentro al fumo, con la produzione di Davide Simonetta, si muove su coordinate urban. Con Non dire no, Coez torna a collaborare con Riccardo Sinigallia in un brano che mescola dolcezza e disincanto.

Estate 1998 è il cuore pulsante del progetto: una fotografia vivida degli anni di formazione, tra piazze di periferia e pomeriggi infiniti. In Roma di notte, accompagnato da Franco126 e Tommaso Paradiso, la capitale diventa specchio emotivo di storie notturne e disordinate. Sul versante più crudo troviamo Mr. Nobody e Senza te, prodotti da okgiorgio, che esplorano l’alienazione e il senso di vuoto. Inverno 1998 chiude idealmente il cerchio iniziato con Estate 1998, mentre Il tempo vola è un epilogo dolente sullo scorrere della vita.

“Estate 1998” di Coez

Warner Music Italia e TikTok hanno anticipato l’uscita del disco con un’iniziativa speciale: un gruppo ristretto di fan ha ascoltato in anteprima l’album a bordo di un bus scoperto che ha attraversato Roma. La sorpresa finale è arrivata con la presenza a sorpresa di Coez, che ha regalato un live intimo in una location segreta, trasformando l’evento in una festa anni ’90.

Dopo i tre show sold out a Londra nei locali cult di Camden, Coez porterà 1998 in tour nei principali palazzetti italiani a partire da novembre. I biglietti sono disponibili su www.vivoconcerti.com. Ecco il calendario completo:

  • 12 novembre – Ancona @ Palaprometeo (data zero)
  • 14 novembre – Roma @ Palazzo dello Sport
  • 20 novembre – Napoli @ Palapartenope
  • 22 novembre – Bari @ Palaflorio
  • 29 novembre – Torino @ Inalpi Arena
  • 1 dicembre – Milano @ Unipol Forum
  • 6 dicembre – Firenze @ Mandela Forum

Con 15 anni di carriera, 64 dischi di platino, 23 d’oro e hit come La musica non c’è (8x platino) e È sempre bello (brano più ascoltato su Spotify Italia nel 2019), Coez si conferma tra le voci più autentiche della sua generazione, incrociando i gusti di un pubblico trasversale che nella sua scrittura, sin dagli esordi, s’è sempre ritrovato. Dopo alcuni lavori non troppo convincenti, 1998 rappresenta un nuovo capitolo che non rinnega nulla: un ritorno alle origini per continuare a raccontare la vita, una canzone alla volta.

1998 Cover credit Davide Rossi Doria
Valutazione:
★ ★  ☆ ☆

Marco Alunni, classe 2001, blogger di origini umbre ma cittadino del mondo a tutti gli effetti. Scrivo di musica per passione, così come per passione la ascolto e la osservo.

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