Dopo l’America, il tour “Terra ca nun senti” di Carmen Consoli arriva a Pompei e incanta l’anfiteatro romano con un concerto indimenticabile

Ci sono posti la cui bellezza sa parlare nel silenzio. Un silenzio fatto di parole colorate di meraviglia che, arricchite dalla musica, sono capaci di creare qualcosa di unico, di fare bene all’anima di chi, così piccolo al cospetto della pura magia, rimane inerme ad assorbirla. Lì sotto, con gli occhi al cielo, le orecchie ben aperte, ad osservare e assimilare tutto, come la più pregiata delle pietanze gourmet. Nel suggestivo anfiteatro romano, nel cuore delle rovine di Pompei, ieri sera Carmen Consoli ha dato il via alla tournée italiana del suo Terra ca nun senti, in omaggio alla sua Sicilia.

Terra silente, terra inascoltata, terra bruciante. La Sicilia è fuoco nell’immaginario di tanti. È l’Etna, è fiamme ardenti, è vita stesa al sole. Fa specie che uno spettacolo di tale portata e prestigio abbia fatto scalo in una location, quella dell’anfiteatro romano di Pompei, a sua volta ricoperto dalla bollente lava della violenta eruzione del Vesuvio del 79 d.C., poi riemerso in uno dei siti archeologici più amati e visitati del mondo, a donar bellezza agli occhi più stanchi. Il fuoco che brucia, la lava che copre. La sensazione è che ieri, con la cantautrice, qualcosa sia tornato ad ardere.

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Carmen Consoli in concerto a Pompei – foto di Enrica Scielzo

Un’introduzione bollente (dopo l’apertura della brava Anna Castiglia, che ci va di sottolineare), una danza condotta dalla ciaramella di Gemino Calà, poi anche ai fiati etnici, e dal tamburo a cornice di Valentina Ferraiuolo, poi anche alle percussioni. A passi lenti, raggiunti da Carmen Consoli, davanti ad una platea sold out che ha accompagnato per tutto il concerto la cantautrice, a testimonianza di un amore viscerale, quello del suo pubblico, capace di resistere e fortificarsi negli anni, senza un tentennamento.

Una prima parte di show interamente dedicata alla Sicilia, con reinterpretazioni di brani della tradizione di Rosa Balistreri, a cui è seguito poi un omaggio alla “Stranizza d’amuri” di Franco Battiato. Ad accompagnare per mano il pubblico verso la maestosa terra siciliana sono stati anche gli intermezzi con protagonista l’attrice Donatella Finocchiaro. Alla sua interpretazione testi che hanno scandito il racconto della serata, alternando parole e musica, tra poesia e denuncia, per una Sicilia che è casa, in tutte le sue crepe, aridità e sfaccettature. E casa sa sempre come illuminare il cammino per ritornare da lei.

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Carmen Consoli ha portato il suo tour “Terra ca nun senti” all’anfiteatro romano di Pompei. Una location suggestiva per un concerto magico e indimenticabile. Leggi la nostra recensione su www.4quartimagazine.it #4quartimagazine #carmenconsoli #terracanunsenti #tour #pompei #concerti #concertiitaliani #musicaitaliana

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Sul palcoscenico dell’anfiteatro di Pompei anche alcuni dei brani più amati del repertorio di Carmen Consoli, come l’esplosiva “Fiori d’arancio“, la delicata “Parole di burro” e la sempreverde “L’ultimo bacio“, capace di regalare forti emozioni nonostante gli anni che quel brano porta con sé. La magia che s’è venuta a creare a Pompei è frutto anche dell’intesa con una band di spessore, composta da Marco Siniscalco al basso e contrabbasso, da Puccio Panettieri alla batteria, da Adriano Murania al violino e chitarra acustica e Massimo Roccaforte alle chitarre e mandolino, oltre ai già citati Ferraiuolo e Calà.

Tra i momenti più toccanti è impossibile non annoverare il monologo in ricordo di Peppino Impastato, sostenuto direttamente dalla voce del fratello, Giovanni, a cui è seguito un lungo e sentito applauso da parte dell’intero pubblico campano. Un momento di riflessione, di ricordo per quella velenosa macchia che ha sporcato la Sicilia. Quella mafia che va combattuta con forza, con l’unione, con la voce. Da alzare sempre, che sia più forte della violenza e che non annaspi nel silenzio dell’omertà.

Dopo il successo riscosso dalle tappe americane del tour – organizzato da OTR Live – Terra ca nun senti ha trovato in Pompei la porta d’ingresso ad una nuova fase della tournée tutta italiana. È così che la Sicilia, attraverso una delle più nobili esponenti della sua musica e cultura, Carmen Consoli, fa le valigie e va in giro per l’Italia. Tra parole, canzoni e riflessioni, e un brivido che corre irrefrenabile sulla pelle, a ricordarci perché varrà sempre la pena abbandonarsi alla potenza ineguagliabile dell’arte, per rifugiarsi da un mondo a volte sudicio e lugubre.

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Carmen Consoli in concerto a Pompei – foto di Enrica Scielzo

Giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume.

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